Simone Zullo, dal Matese a Sydney: il campione del mondo che porta l’Italia nel cuore

Dalla provincia di Caserta all’Australia, il pizzaiolo originario di Alife conquista a Napoli il titolo di Campione del Mondo della Pizza Napoletana STG e trasforma la sua vittoria in un ponte culturale tra territori, tradizione e futuro

Da Alife, nel cuore del Parco Regionale del Matese, fino a Sydney, dall’altra parte del mondo. La storia di Simone Zullo è il racconto autentico di un italiano che ha scelto di partire senza mai smettere di appartenere. Un percorso fatto di sacrificio, studio, passione, gavetta e coraggio, culminato in un riconoscimento dal valore straordinario: il titolo di Campione del Mondo della Pizza Napoletana STG, conquistato a Napoli, la città simbolo della pizza nel mondo.

Una vittoria che non rappresenta soltanto un traguardo professionale, ma una consacrazione identitaria. Perché vincere a Napoli, per chi porta la pizza italiana dall’altra parte del pianeta, significa tornare idealmente alla sorgente, misurarsi con la tradizione più pura e ricevere da essa una conferma, quasi una benedizione.

A rendere ancora più intenso il valore del riconoscimento è stata la pizza con cui Simone Zullo ha conquistato il titolo: una Marinara, la più essenziale, la più antica, forse la più difficile. Una pizza che non concede maschere, che non permette eccessi, che chiede precisione, equilibrio e verità.

«Molti la considerano una pizza semplice, io credo che sia la più sincera. Non permette scorciatoie. Non puoi nasconderti dietro ingredienti elaborati. Si vede tutto: la qualità dell’impasto, la maturazione, la cottura, l’equilibrio e il rispetto della tradizione. In quella pizza c’erano Napoli, la Campania, il Matese, la mia Alife e tutto l’amore che provo per questo mestiere».

In quelle parole c’è il senso più profondo di una professione che, quando viene vissuta con dedizione, supera la tecnica e diventa racconto. Perché una pizza può essere impasto, pomodoro, aglio, origano e olio, ma può essere anche memoria, famiglia, territorio, partenze, ritorni e radici che continuano a parlare anche a migliaia di chilometri di distanza.

Il cammino di Simone Zullo nasce molti anni fa e attraversa luoghi, esperienze e incontri. È un percorso costruito lentamente, con la forza di chi non cerca scorciatoie, ma sceglie ogni giorno di migliorare, imparare e onorare un mestiere antico. Un viaggio umano e professionale che lo ha portato in Australia, dove insieme al fratello Alessio Zullo ha dato vita a una realtà imprenditoriale capace di custodire e rappresentare l’autenticità italiana.

Oggi i fratelli Zullo guidano Fratelli Pulcinella a Sydney, un progetto nato dalla volontà di portare all’estero non una semplice idea di ristorazione, ma una visione culturale: raccontare l’Italia attraverso la qualità, il rispetto della tradizione gastronomica, l’attenzione alle materie prime e la valorizzazione delle eccellenze dei territori.

«Per un emigrante vincere un campionato del mondo a Napoli ha un significato particolare. È una soddisfazione che appartiene anche a tutte le persone che mi hanno aiutato lungo il percorso e alla mia famiglia, che non ha mai smesso di credere in me».

La vittoria mondiale, però, non è un punto d’arrivo. Per Simone e Alessio Zullo rappresenta piuttosto l’inizio di una nuova responsabilità: continuare a promuovere la cucina italiana come patrimonio culturale, identitario e sociale, trasformando il loro lavoro quotidiano in uno strumento di dialogo tra l’Italia e l’Australia.

In linea con il tema “Cucina italiana patrimonio UNESCO: territori e filiere d’eccellenza”, i fratelli Zullo stanno valutando la realizzazione di iniziative culturali e gastronomiche a Sydney, dedicate alla promozione della cucina italiana, dei suoi territori, delle filiere produttive d’eccellenza, della sostenibilità e della trasmissione dei saperi tradizionali alle nuove generazioni.

L’obiettivo è ambizioso e profondamente coerente con la loro storia: fare di Fratelli Pulcinella non soltanto un luogo dove mangiare una vera pizza napoletana, ma uno spazio di incontro, racconto e condivisione. Un presidio culturale in cui la cucina diventa linguaggio universale, capace di unire comunità diverse e di restituire valore alle storie che abitano ogni prodotto, ogni ricetta, ogni gesto tramandato.

In questo contesto è stato avviato anche un dialogo con le istituzioni italiane presenti in Australia, nell’ambito delle iniziative dedicate al tema UNESCO 2026. Dopo l’estate australiana sono previsti ulteriori approfondimenti per valutare possibili collaborazioni e sviluppi futuri, con l’intento di costruire un percorso capace di promuovere la cucina italiana non solo come eccellenza gastronomica, ma come patrimonio vivo di cultura, lavoro e identità.

«La pizza è una porta d’ingresso verso qualcosa di molto più grande. Dietro una pizza ci sono famiglie, territori, produttori, agricoltori, artigiani e tradizioni tramandate da generazioni. Insieme a mio fratello Alessio vorremmo contribuire a raccontare questa ricchezza anche dall’altra parte del mondo».

Ed è forse proprio qui che la storia di Simone Zullo trova il suo significato più profondo. Non nel trofeo conquistato, non soltanto nel titolo mondiale, ma nella possibilità di trasformare una vittoria personale in una missione collettiva. Portare l’Italia nel mondo significa custodirne l’anima, rispettarne la memoria e restituirla con autenticità a chi la incontra per la prima volta.

Dal Matese a Sydney, passando per Napoli, il viaggio di Simone Zullo continua nel segno della passione, della famiglia e delle radici. Una storia italiana che attraversa gli oceani senza perdere il proprio centro. Perché ci sono partenze che non allontanano, ma rafforzano l’appartenenza. E ci sono sapori che, anche dall’altra parte del mondo, continuano a parlare la lingua della casa.

Carmine Pelosi nasce ad Avellino il 28 novembre 1997. È scrittore, giornalista pubblicista, autore, editor, presentatore di eventi e direttore artistico. Laureato con il massimo dei voti in Lettere Moderne e in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, collabora con la rivista nazionale online MediaVox Magazine, per la quale realizza articoli, interviste, approfondimenti, comunicati e contenuti dedicati al mondo della cultura, dello spettacolo, della letteratura e delle eccellenze italiane. Nel corso degli anni ha costruito un percorso che intreccia scrittura d’autore, giornalismo culturale, promozione territoriale e progettazione di iniziative di rilievo nazionale. Segue inoltre vari eventi culturali nazionali e internazionali, spesso legati al mondo del cinema, della musica, della moda, della scrittura e dell’arte, ed è spesso con le sue opere protagonista all’interno del Salotto Culturale di Casa Sanremo, contesto nel quale collabora attivamente a diversi progetti culturali. Nel 2022, con il romanzo di esordio Hirundo: il racconto di un volo, è risultato tra i dieci finalisti di Casa Sanremo Writers, ricevendo una menzione speciale da parte della presidente di giuria Laura Delli Colli. Ha pubblicato successivamente i romanzi Il fantasmagorico Adam Cat e Cinque Anime al Ritz Paris con Guida Editori, opere prescelte in palcoscenici di rilievo nazionale e capaci di ottenere riconoscimenti, apprezzamenti e attenzione da parte della stampa e della critica. È inoltre autore, insieme a Gigliola Scala, del romanzo Sulle punte dell’Anima, impreziosito dalla prestigiosa prefazione dell’étoile Giuseppe Picone, dedicato al mondo della danza ed edito da Casa Sanremo Edizioni. Tra le sue opere figurano anche Un viaggio Magnifico e Il destino di uno scrittore a Parco dei Principi, entrambi editi da Casa Sanremo Edizioni; ha inoltre curato diversi libri pubblicati dalla stessa casa editrice. Nel novembre 2025 ha presentato Un viaggio Magnifico nella Sala Dante del St. Regis Florence in occasione dell’inaugurazione della IV edizione del Festival Il Magnifico. Accanto all’attività letteraria e giornalistica, svolge un ruolo attivo nella valorizzazione culturale del territorio ed è ideatore, insieme all’amico e artista Sabino Matta, dell’evento Natale in Codice e di altre iniziative che si distinguono come motore di cultura, identità e promozione del territorio nel panorama locale e nazionale.