C’è qualcosa di profondamente autentico nei sogni che nascono dal basso, dai luoghi, dalle radici… La Festa dei Mulini è tutto questo: un’idea nata quasi per gioco, forse un po’ folle, ma pulsante di amore per il territorio. Una celebrazione che affonda le sue origini nei mulini che un tempo scandivano la vita lungo il corso dei corsi d’acqua e che oggi tornano simbolicamente a macinare bellezza, identità e partecipazione.
Promossa dall’Associazione E.T.S. La Rinascita, con il patrocinio morale del Comune di Sarno, la manifestazione è un omaggio al passato che guarda con determinazione al futuro. Una festa alla sua prima edizione che vuole raccontare una città attraverso i suoi scorci, i suoi sapori, la sua memoria. Ed è proprio nel dialogo tra tradizione e innovazione che prendono forma vari stand. Uno di questi è allestito dalla Pro Loco, con fotografie storiche dei mulini, mentre gli atri stand offrono una varietà di prodotti locali, inclusi alimenti senza glutine, per garantire inclusività a 360 gradi.
L’obiettivo è ambizioso ma profondamente concreto: crescere come evento identitario, ottenere il riconoscimento dalla Regione Campania come manifestazione storica, attirare visitatori dai paesi limitrofi e da tutta Italia. Perché la bellezza, quando è condivisa, diventa contagiosa. E questa festa vuole essere un invito aperto, un segno tangibile che una comunità, se unita, può risplendere.
MediaVox Magazine ha intervistato Angelo Pepe, presidente dell’Associazione E.T.S. La Rinascita, per capire meglio la visione e le prospettive della Festa dei Mulini.

L’INTERVISTA
Presidente Pepe, come nasce l’idea della Festa dei Mulini e cosa la rende così speciale? Nasce in modo spontaneo, quasi come una suggestione… Un giorno ci siamo guardati intorno e ci siamo chiesti: perché non dare valore a ciò che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno? I nostri mulini, il panorama che si affaccia sui corsi d’acqua, la storia che ci circonda silenziosa… È da lì che è partito tutto. È un’idea che può sembrare semplice, forse anche un po’ folle per certi versi, ma nasce da un’esigenza autentica: quella di riscoprirci, di ricostruire un legame profondo con il territorio. La Festa dei Mulini è speciale perché è vera, perché viene dal cuore. Non è un evento costruito a tavolino: è un gesto d’amore verso la nostra città. E credo che proprio questa sincerità stia facendo la differenza.
Quali sono gli obiettivi principali che vi ponete per il futuro della manifestazione? Il nostro sogno è far crescere la manifestazione in modo costante, anno dopo anno, coinvolgendo sempre più realtà, associazioni e cittadini. Il riconoscimento da parte della Regione Campania come evento storico sarebbe un traguardo importante, ma ancora più importante è il cammino che stiamo compiendo tutti insieme, con entusiasmo e visione. Vogliamo che questa manifestazione diventi un appuntamento fisso, capace di attirare non solo i paesi limitrofi ma anche un pubblico più ampio sul territorio nazionale. L’obiettivo è portare qui persone da tutta Italia, far conoscere la nostra storia, la nostra accoglienza, la nostra autenticità. Crediamo che questo evento possa essere una vera occasione di rilancio, non solo culturale ma anche economico, e vogliamo che il nostro territorio torni a essere vissuto, visitato, raccontato.
Inclusione e valorizzazione del territorio sono due temi forti della Festa. Come li state concretizzando? Sono i nostri due pilastri. Da una parte c’è la voglia di raccontare il territorio: lo facciamo attraverso uno stand curato dalla Pro Loco, con fotografie storiche dei mulini, testimonianze, ma anche grazie ai sapori e alle tradizioni che parlano della nostra terra. Dall’altra c’è il tema dell’inclusività, che per noi non è uno slogan, ma un impegno concreto. Abbiamo scelto di proporre anche prodotti senza glutine negli stand, affinché tutti possano sentirsi accolti. È un gesto simbolico ma anche pratico: vogliamo che nessuno si senta escluso, nemmeno a tavola. Cultura, bellezza, accessibilità e partecipazione sono i cardini di questa festa. Vogliamo che chiunque venga qui si senta parte di una comunità viva, orgogliosa e pronta a condividere ciò che ha di più prezioso: le proprie radici.
