La scomparsa del dottor Cianfrulla

Esordio letterario per il dott. Giovanni Pentangelo, con il romanzo La scomparsa del dottor Cianfrulla .
L’autore, odontoiatra e chirurgo orale ospedaliero, ci sorprende e ci intrigra per la capacità di costruire, sotto i nostri occhi, un affresco di varia umanità, in un romanzo ambientato sullo sfondo di una vivace e operosa cittadina campana di fantasia, ma che potrebbe essere di qualsiasi città della provincia italiana, perché uguali sarebbero le dinamiche di potere, le amicizie e le inimicizie, gli slanci generosi e i complotti meschini.
Il racconto si muove intorno a una serie di interrogativi: Che fine ha fatto il dottor Giuseppe Cianfrulla? Dove può essere finito un dentista apprezzato da tutti, ben inserito nel contesto lavorativo e sociale di Ganìpa, con una bella famiglia e senza nemici? E soprattutto: perché è scomparso?
A queste domande cerca di rispondere il maresciallo dei Carabinieri Cosimo Marino, suo malgrado trasferito da Catania a Pagani, burbero e apparentemente misantropo, ma investigatore acuto ed esperto della natura umana, chiamato a risolvere il caso.
Nel suo ufficio sfilano dunque i parenti e gli amici dello scomparso, i conoscenti e i colleghi, che hanno avuto a che fare con il dottor Cianfrulla e che possono dare il proprio contributo, se non al suo ritrovamento, almeno alla comprensione della sua personalità.
E infatti è la figura complessa e autorevole del dottor Cianfrulla quella che Marino ricostruisce a poco a poco, mettendo insieme i tasselli di questo giallo senza delitto, fino alla soluzione del caso, tanto insospettabile quanto logica. Ma proprio perché non c’è un vero e proprio delitto, all’inizio l’inchiesta procede a rilento, sondando i rapporti personali e lavorativi del dottor Cianfrulla, perché Marino sa bene che è solo capendo la personalità e il contesto in cui era inserito il dentista, che potrà capirne le scelte e le mosse.
Così, lentamente ma inesorabilmente, l’indagine scava nella realtà cittadina, nell’ambiente politico e sportivo, nei rapporti di parentela e pazientela, in campo medico e filantropico, ovunque cioè il dottor Cianfrulla operava.
Con descrizioni sapienti e incisive l’autore, Giovanni Pentangelo, crea una ricchissima carrellata di personaggi, a ciascuno dei quali riesce a dare una propria voce e una precisa caratterizzazione psicologica, a cominciare proprio dal maresciallo Marino, cinico e disincantato, dallo humor tagliente, per giungere infine al dottor Cianfrulla, padre affettuoso e professionista specchiato, che ha dovuto però fare i conti con il proprio senso del dovere.
Proprio grazie all’incisività dei suoi personaggi, alla vivacità dei dialoghi e alla fluidità della scrittura, Giovanni Pentangelo riesce nel non facile compito di scrivere un romanzo di indagine dal ritmo serrato, che coinvolge il lettore fin dal principio, stimolando la sua curiosità pagina dopo pagina e portandolo infine ad anelare la soluzione: che fine ha fatto il dottor Cianfrulla?

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.