ALL’INSEGNA DELLE RADICI. RICORDANDO IL MAESTRO ROBERTO DE SIMONE ATTRAVERSO I RICORDI DELL’ARTISTA ANNA SPAGNUOLO

“Uno, ddoie, tre e quatto…” Non si può parlare di che cosa il Maestro Roberto De Simone abbia rappresentato per il mondo della Cultura se non partendo dalla sua sfida di declinare gli arcaici canoni delle tradizioni teatrali e musicali napoletane con nuovi paradigmi artistici tesi a dare diverso spessore artistico ai suoi lavori.

Partendo dalla consapevolezza della propria identità culturale, De Simone ha saputo coniugare la tradizione colta ai canti popolari, la farsa scurrile ai madrigali poetici per riuscire a dare una vibrante caratura ai suoi lavori. Uomo riservato e gentile, compositore, musicologo, intellettuale, drammaturgo, studiò pianoforte al Conservatorio di San Pietro a Majella di cui nel 1995, divenne anche il Direttore.

Fondò insieme ad Eugenio Bennato la Nuova Compagnia di Canto Popolare (1967-1978) concependo e proponendo la musica popolare in un modo vivo e attuale. Numerose ed emozionanti furono le sue collaborazioni con altri artisti come Pier Paolo Pasolini, Carlo Levi e Mimmo Jodice.

Il Maestro De Simone con il suo immenso lavoro è riuscito a recuperare e a trasformare il teatro, la musica, la cultura popolare in pura bellezza, in pura poesia.Il suo capolavoro resta La Gatta Cenerentola che debuttò al Festival di Spoleto nel 1976, dove riuscì a fondere la tradizione popolare e il moderno in un linguaggio teatrale unico e capace di arrivare al cuore dello spettatore.

“Quando cominciai a pensare alla Gatta Cenerentola pensai spontaneamente ad un melodramma: un melodramma nuovo e antico nello stesso tempo come nuove e antiche sono le favole nel momento in cui si raccontano. Un lavoro dove si canta per parlare e si parla per cantare… Utilizzando un altro modo di parlare, non con la grammatica e il vocabolario, ma con gli oggetti del lavoro di tutti i giorni, con i gesti ripetuti dalle stesse persone per mille anni.”

“Uno, ddoie, tre e quatto…” | Intervista all’artista Anna Spagnuolo.

L’INTERVISTA

Come ha conosciuto Roberto De Simone? Ci racconti il suo primo incontro con il Maestro. Ho conosciuto il Maestro a fine anni 70 quando la musica popolare portata alla ribalta dalla NCCP era il mio pane quotidiano era una musica che con la sua forza e significato rompeva ogni schema. Già lavoravo in teatro in quegli anni ma nel ’79 un provino col Maestro mi diede la possibilità di vivere la sua musica a tutto tondo e questo continuativamente per un ventennio. Opere grandiose oltre alla celeberrima Gatta, sono state fondamentali per la mia formazione. Viviani, fatto con lui, con più di un opera ha rappresentato una lettura nuova dei testi indimenticabile.

Oltre “La Gatta Cenerentola”, qual è il lavoro a cui ha partecipato più legata? E perché? Requiem in memoria di Pier Paolo Pasolini assieme a Coro, Orchestra, Solisti mi ha scosso profondamente per la potenza dell’Opera. Tante e tante emozioni in tanti altri Lavori, ma la potenza del messaggio del Maestro sta nella forza che ha trasmesso a tante generazioni future, che lui assieme a tanti collaboratori hanno amorevolmente ricercato senza mai tradire la vera cultura popolare. È stato un vero privilegio fare parte di questo percorso nella sua Illuminata Vita.

Ci racconti un “dietro le quinte”. Era il 25 novembre 1980, recitavamo a Roma “L’opera buffa del giovedì Santo” già da qualche settimana, il terremoto lo avevamo vissuto lì. Non avevamo capito l’entità dei danni che aveva fatto, ma il giorno dopo, riposo a teatro, tornammo a casa e lì fu un terremoto interiore, almeno per me. Sono normalmente una persona tranquilla e che non lascia intravedere le proprie emozioni, ma il 25 giorno in cui ritornai a Roma per recitare, ebbi un crollo emotivo e quando iniziò lo spettacolo dove cantavamo uno Stabat Mater iniziai a piangere così forte che dovetti uscire dalla buca dove cantavamo assieme all’orchestra. Il Maestro De Simone venuto anche lui a Roma, finito il primo atto dello spettacolo mi avvicinò per consolarmi di questo mio dolore e mi regalò un libro che aveva ricevuto a Venezia dove c’era una foto che ci ritraeva insieme durante gli scambi Napoli Venezia. Quel gesto mi fece scoprire un uomo sinceramente pronto a consolare e alleviare la pena di una giovane non ancora pronta a tanto dolore. Grazie Maestro De Simone


Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".