Molte storie aspettano solo il momento giusto per incontrare nuovi occhi. La Vetrina di Casa Sanremo Writers è quel momento: uno spazio in cui libri, autori ed emozioni si incontrano sotto i riflettori della settimana sanremese.
MediaVox Magazine si prepara a scoprire gli scrittori e le scrittrici dell’edizione 2027 del Salotto letterario di Casa Sanremo Writers.
Conosceremo insieme i protagonisti di questo viaggio partendo dalle persone, dai loro percorsi e dall’istante in cui un’idea diventa storia… Perché dietro ogni copertina c’è un universo da scoprire, un autore alla volta!
Libro consigliato da MediaVox Magazine: “Radici e algoritmi. Memorie di un figlio del Sud” di Massimo Montanile.
Un viaggio che parte dalla terra e attraversa il tempo, fino a raggiungere i territori ancora inesplorati dell’intelligenza artificiale. Con “Radici e algoritmi. Memorie di un figlio del Sud”, Massimo Montanile intreccia la memoria personale con oltre cinquant’anni di storia italiana, trasformando un’esistenza in un ponte tra l’Irpinia contadina, la grande scuola Olivetti e la rivoluzione digitale. Le radici rappresentano l’identità e l’appartenenza, gli algoritmi la conoscenza e la tensione verso il futuro: due forze che in queste pagine non si oppongono, ma imparano a dialogare. Un libro colto e profondamente umano, nel quale tecnologia e poesia, memoria e innovazione, esperienza individuale e coscienza collettiva si cercano continuamente. Leggerlo significa interrogarsi sul progresso e comprendere che nessun futuro può davvero appartenerci se, per raggiungerlo, dimentichiamo ciò che ci ha generati.

SINOSSI DELL’OPERA | “Radici e algoritmi. Memorie di un figlio del Sud” racconta una vita che attraversa oltre cinquant’anni di storia italiana, partendo dall’Irpinia contadina per arrivare alla rivoluzione digitale e all’intelligenza artificiale. Al centro dell’opera si trova il viaggio umano, culturale e professionale di Massimo Montanile: l’infanzia trascorsa tra le campagne dell’Ufita e Avellino, la famiglia come prima radice, gli anni inquieti e appassionati della giovinezza, il terremoto del 1980, la scoperta dell’informatica e, successivamente, l’approdo a Ivrea, nei laboratori di Ricerca e Sviluppo della Olivetti. Da quel momento, il percorso si apre alle trasformazioni tecnologiche dell’Italia, alle esperienze professionali e internazionali, alla protezione dei dati personali e all’intelligenza artificiale, dando vita a una riflessione sul rapporto sempre più complesso tra l’essere umano e la tecnologia. “Radici e algoritmi” non è, però, soltanto un’autobiografia. La vicenda individuale diventa memoria collettiva e abbraccia il Sud, l’emigrazione, il lavoro, il riscatto attraverso la conoscenza, la famiglia, la musica, la poesia e gli incontri con le persone capaci di lasciare un segno. Il libro si apre inoltre su una soglia sospesa tra realtà e immaginazione attraverso “Il libro perduto del π greco”, un testo simbolico costruito sul ritmo delle cifre di π, nel quale logica, scienza e poesia si incontrano. È questa la chiave di lettura dell’intera opera: cercare un ordine senza cancellare il mistero e guardare al futuro senza perdere ciò che ci ha generati. Le radici e gli algoritmi diventano così due immagini complementari. Le prime custodiscono identità, memoria e appartenenza; i secondi rappresentano conoscenza, trasformazione e futuro. Ne nasce un racconto che intreccia territorio, industria, tecnologia e umanità, ponendo una domanda profondamente contemporanea: come possiamo continuare a innovare senza smarrire la nostra dimensione umana? La risposta attraversa ogni pagina: il futuro non si costruisce cancellando le radici, ma imparando a riconoscerle e a trasformarle in direzione.
BIOGRAFIA DELL’AUTORE | Massimo Montanile è scrittore, consulente, docente e divulgatore nel campo dell’innovazione tecnologica, della cybersecurity, della protezione dei dati personali e dell’intelligenza artificiale. Nato in Irpinia, si è laureato con lode in Scienze dell’Informazione presso l’Università degli Studi di Salerno. Il suo percorso professionale lo ha condotto dai laboratori di Ricerca e Sviluppo della Olivetti di Ivrea a importanti esperienze in Telecom Italia ed Elettronica Group, permettendogli di attraversare da protagonista alcune delle principali trasformazioni dell’informatica e delle telecomunicazioni italiane. Accanto all’attività professionale, ha sviluppato un costante impegno culturale e divulgativo attraverso pubblicazioni, conferenze, docenze e iniziative dedicate al dialogo tra sapere umanistico e innovazione tecnologica. È co-direttore della collana “Cyber | Security | Defence” di Tab Edizioni, nonché fondatore e presidente di INTRECCI – Associazione Culturale, nata per favorire il confronto tra cultura, arti, università, territorio, scienza e nuove tecnologie. Alla produzione saggistica e divulgativa affianca da anni la scrittura narrativa, pubblicando anche con lo pseudonimo Max MacNeil. Tra le sue opere figurano “Le storie di Lucrezia e Nonno Massimo” e “Alla stessa altezza – Racconti da leggere insieme”, pubblicato anche in inglese con il titolo “Eye to Eye” e in spagnolo come “A la misma altura”. Nelle opere firmate Max MacNeil ricorrono temi quali il dialogo tra generazioni e culture, l’inclusione, la curiosità e la scoperta dell’altro. Con “Radici e algoritmi. Memorie di un figlio del Sud”, pubblicato da Armando Editore, intreccia autobiografia e memoria collettiva, raccontando il viaggio dall’Irpinia contadina alla grande scuola Olivetti, fino alla rivoluzione digitale e all’intelligenza artificiale. Irpino di nascita e cittadino del mondo per vocazione ed esperienza, cerca attraverso la scrittura e la propria attività culturale di costruire ponti tra memoria e futuro, cultura umanistica e tecnologia.