All’Arsenale della Pace del Sermig, la presentazione di “Ambasciator porta seme” di Anna Vitiello diventa il racconto di una rete capace di superare i confini geografici. Dalle Terre Vesuviane alla Toscana di Pisa Capitale della Gentilezza 2027 fino al Piemonte, Costruiamo Gentilezza trasforma incontri, relazioni e visioni condivise in azioni concrete per le comunità.
Esistono ponti che non hanno bisogno di pietra per resistere al tempo perché nascono dalle persone e diventano più forti ogni volta che un valore condiviso riesce a trasformarsi in un gesto concreto. È questo il significato più autentico del percorso di Costruiamo Gentilezza, una rete che continua ad allargare i propri confini mettendo in dialogo territori diversi nel segno della cultura, della partecipazione e della responsabilità verso le nuove generazioni. La serata vissuta all’Arsenale della Pace del Sermig di Torino ne ha rappresentato una testimonianza particolarmente intensa. Qui Anna Vitiello ha presentato il libro “Ambasciator porta seme”, portando con sé non soltanto il racconto di un’esperienza personale ma una vera filosofia dell’agire. Seminare significa credere negli incontri e nella possibilità che ogni relazione possa lasciare qualcosa destinato a germogliare altrove. Non poteva esserci luogo più simbolico dell’Arsenale della Pace, spazio di accoglienza, educazione e dialogo dove assume ancora più forza una convinzione semplice e profonda: la bontà è disarmante. Un principio che smette di essere teoria quando diventa un modo concreto di costruire relazioni tra persone, istituzioni e comunità.






È proprio da questa visione che prende forma il ponte tra Campania e Toscana. Da una parte le Terre Vesuviane e una Campania nella quale il percorso della gentilezza ha incontrato amministrazioni, scuole, associazioni e comunità capaci di dare sostanza alle parole. Dall’altra la Toscana con Pisa Capitale della Gentilezza 2027, chiamata a diventare uno dei luoghi simbolici di un movimento che vuole trasformare la gentilezza in pratica quotidiana e responsabilità collettiva. Non si tratta di territori semplicemente affiancati ma di due estremità dello stesso filo. La Campania porta con sé il calore delle proprie comunità e una straordinaria capacità di trasformare la partecipazione in esperienza vissuta, mentre la Toscana aggiunge una lunga tradizione civica e culturale e guarda al 2027 come occasione per costruire nuovi modelli di cittadinanza gentile. Durante l’appuntamento torinese questo legame ha trovato ulteriore forza nella presenza di Germana Delle Canne, Ambasciatrice della Gentilezza impegnata nel percorso di Pisa Capitale 2027, della referente di comunità Francesca Trichilo e del presidente del progetto internazionale Costruiamo Gentilezza Luca Nardi. È proprio qui che emerge uno degli aspetti più significativi dell’intero progetto: la gentilezza non annulla le differenze ma le mette in relazione e consente a identità diverse di riconoscersi all’interno di una stessa visione.


Il dialogo si è allargato anche alle istituzioni piemontesi con la partecipazione dei consiglieri torinesi Tony Ledda e Isabella Mantelli e, per l’Amministrazione di Novara, dell’assessora alla Gentilezza, alle Pari Opportunità e all’Istruzione Giulia Negri e del consigliere comunale Camillo Esempio. Prezioso anche il saluto di Roberto Lerda, coordinatore della comunità del Sermig, che ha accolto i presenti in un luogo dove la pace non è soltanto una parola da pronunciare ma un impegno da rinnovare ogni giorno. Gli intermezzi musicali della cantautrice Giada hanno accompagnato la serata aggiungendo un linguaggio diverso e profondamente emotivo alla condivisione. Ma ancora una volta dalle parole sono nate prospettive concrete. Tra le idee emerse vi sono infatti quella di un Gemellaggio della Gentilezza a Torino in dialogo con le Terre Vesuviane e la possibile realizzazione di un murale gentile in un quartiere torinese. L’arte e la bellezza diventano così strumenti di rigenerazione urbana e soprattutto umana, capaci di restituire centralità ai luoghi attraverso il coinvolgimento delle persone che li abitano.

È questa la cifra più autentica del cammino di Costruiamo Gentilezza: non limitarsi a raccontare un valore ma farlo accadere. Fare in modo che da un incontro nasca una collaborazione e che un’esperienza avviata in Campania possa trovare nuova vita in Toscana, in Piemonte e in ogni territorio disposto ad accoglierla. Perché un seme non conosce in anticipo il luogo nel quale diventerà albero e ha bisogno soltanto di mani capaci di custodirlo. Il ponte tra Campania e Toscana assume allora un significato che va oltre i singoli appuntamenti e diventa la dimostrazione che i territori possono collaborare senza perdere la propria identità, riconoscersi senza competere e costruire insieme qualcosa che nessuno potrebbe realizzare con la stessa forza da solo. In un tempo nel quale le distanze sembrano spesso prevalere sulle relazioni, Costruiamo Gentilezza sceglie di avvicinare Nord e Sud, istituzioni e cittadini, adulti e bambini, arte e impegno civile. Ogni seme porta con sé una promessa e quando dalla Campania alla Toscana, passando per Torino, mani diverse scelgono di seminare nello stesso terreno ideale quella promessa smette di appartenere a un singolo territorio e comincia ad assumere la forma di un Paese più unito, più umano e soprattutto più gentile.
