Tutto ok!

Intervista a KART


L’artista emergente Kart, nome d’arte di Carola Tinelli, classe 2003, lo scorso 26 novembre ha pubblicato su tutte le piattaforme digitali il suo ultimo brano “Tutto ok!”, il terzo per l’esattezza, preceduto da “Una pellicola” e “Palla avvelenata”, distribuito esclusivamente da Altafonte Italia e prodotto da Valerio Tufo.

La canzone dalle forti parole ci racconta di un’esperienza piuttosto tragica e sventuratamente tutt’altro che rara e che in molti potrebbero aver sperimentato; così noi di Mediavox Magazine abbiamo avuto il piacere di parlare direttamente con Kart per poter sviscerare ancor di più il profondo significato che il testo della sua canzone porta con sé…

L’INTERVISTA

Il tuo ultimo brano parla di un tema molto delicato, ovvero le relazioni tossiche che possono nascere da numerosi fattori uno dei quali è la dipendenza affettiva, una condizione in cui una persona si trova a dipendere, appunto, da una relazione nonostante questa possa risultare tutt’altro che salutare. Perché alcune persone non si trovano a loro agio se non in un rapporto che possa eliminare un senso di solitudine? Secondo me il concetto di relazione tossica parte soprattutto dall’insicurezza che una persona nutre verso sé stessa. Ad esempio si può trovare un amico, perché una relazione tossica non deve essere per forza sentimentale, con il quale ci si trova bene e in cui si individua un supporto in più, qualcosa di cui si ha bisogno. Ho sempre pensato che le relazioni tossiche probabilmente nascano quando una persona molto insicura di sé cerca negli altri un supporto che possa tirarli fuori da questa insicurezza, come se fossero due persone in una.
Nel momento in cui una persona si trova a vivere questa esperienza, simile a una simbiosi per certi versi, può rendersene conto o meno, poiché in molti tendono a dire che è “tutto ok” citando il titolo della tua canzone nonostante non lo sia davvero, ma nel momento in cui se ne rende conto come può uscirne? Rendersene conto è già un fattore che viene dopo perché, a parer mio, essere in una relazione tossica è come avere gli occhi coperti. Magari ci sono persone che ci dicono che il nostro atteggiamento è cambiato e tante volte riusciamo a notare delle cose, o almeno io sono riuscita a rendermi conto che spesso ero io a dare una mano agli altri ma quando avevo io avevo bisogno di aiuto erano in ben pochi ad essere disponibili per me. Quindi probabilmente una relazione tossica si riconosce quando si ha veramente bisogno di qualcuno e ci si rende conto che questo qualcuno non è chi ci aspettavamo.
Una sorta di disillusione dunque. Qualora qualcuno riuscisse a superare questa esperienza in futuro, guardando al sé stesso del passato ripenserebbe a questa esperienza come un ricordo da chiudere in un cassetto per sempre, oppure da qualcosa di negativo può comunque nascere qualcosa di positivo? Sono del parere che ogni situazione negativa porti qualcosa di positivo, perché nella vita si può imparare da tutto. Ogni relazione può lasciare cose belle o brutte, ma anche dalle brutte ci si può rendere conto di cosa si è passato, per imparare in futuro a non rifare gli stessi sbagli. Ogni cosa nella vita, a parer mio, può essere anche positiva perché ci aiuta a crescere e ogni sbaglio aiuta ad aver una consapevolezza in più di quello che si è, di quello che si vuole fare e di quello che non si vuole più fare.
Paradossalmente anche cercare una valvola di sfogo potrebbe essere utile perché trovandola si potrebbero scoprire passioni e propensioni che non si sapeva di avere in precedenza… Per me con la scrittura è andata esattamente così. Tanto di quello che scrivo è una mia riflessione di quello che ero, di quello che sono diventata attraverso tutto il percorso, anche le sofferenze causate da questa esperienza. Quindi da quando ho scoperto questa mia passione, l’ho sempre usata come valvola di sfogo; ogni volta che mi sento male con me stessa o in generale, prendo un foglio e scrivo, come se riuscissi a buttare fuori ciò che ho dentro. Anche per questo penso che le esperienze negative che ho passato mi abbiano molto aiutata a diventare quella che sono e a farmi scoprire ciò che mi piace e che mi fa star bene.
Una frase in particolare della tua canzone, “preferisco stare sola sotto le lenzuola perché con me non sono mai sola”, è molto toccante perché anche quando pensiamo di non farcela da soli, senza quel qualcosa che può essere un fidanzato/a, un amico, un lavoro a darci quel senso di sicurezza e a cui ci attacchiamo morbosamente anche quando non dovremmo, forse riuscendo a trovare il modo di stare bene con noi stessi potremmo bastarci… Il messaggio che volevo far arrivare era proprio questo: non è necessario avere qualcuno sempre a fianco per stare bene, perché la sera nel letto ci sono io, non tutti gli altri, ci sono io che faccio i conti con la mia mente. Quindi alla fine della giornata, con tutte le esperienze che ho vissuto, arrivo alla sera e ci ripenso, ma per farlo devo stare bene con me stessa.

Guarda il video dell’ultima canzone di Kart 🎼

Tutto ok! 👇

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Giuseppe Leone, ha conseguito il diploma di maturità classica presso l'Istituto Publio Virgilio Marone di Mercato San Severino. Attualmente studente presso l'Università degli Studi di Salerno. Da sempre grande appassionato di cinema, fumetti e videogames.