Alex Magistri racconta GHOST

Interviste/Recensioni/ MediaVox Magazine torna a scrivere dei GHOST e lo fa sempre con grande affetto nei loro confronti

Abbiamo intervistato il front-man del progetto musicale GHOST all’alba dell’uscita del loro album che celebra i 15 anni di discografia. Nel corso della loro carriera, iniziata nel 2007, hanno guadagnato un disco d’oro e uno di platino, oltre a vantare alcune collaborazioni di rilievo con la Vanoni e Ruggieri. In questi mesi sono ritornati in studio, qui la chiacchierata che abbiamo fatto con loro…

L’INTERVISTA

Il progetto GHOST è un progetto tuo e di tuo fratello. Da dove nasce la vostra voglia di fare musica? E da quanto tempo suonate insieme? Abbiamo da sempre avuto la passione della musica e quindi fin da piccoli io e Enrico ci siamo ritrovati a suonare qualsiasi tipo di oggetto avessimo sotto mano per poi decidere di fare della nostra passione una vera e propria professione. Tra l’altro caratterialmente siamo molto diversi ma credo che questo rappresenti un punto di forza perché ci rende complementari nel nostro amore smisurato per la musica. Noi viviamo ad Ardena in provincia di Roma sud a 2km dal mare in un posto immerso nella natura e questa cosa ci piace molto e ci permette di avere sempre il mood giusto per non smettere mai di creare musica. Tra l’altro viviamo nello stesso complesso e questo ci ha aiutato molto durante il periodo di quarantena nel continuare a suonare stando in compagnia in un momento – non serve dirlo – in cui non tutti hanno potuto avere la nostra fortuna.

Il 20 Novembre 2020 è uscito il vostro nuovo singolo RI-EVOLUZIONE. Tutti sappiamo cosa significhi RIVOLUZIONE, è uno sconvolgimento dello status quo, ma invece cosa intendi tu per RI-EVOLUZIONE? Il brano ri-evoluzione ha l’obiettivo di tirare fuori quel coraggio e quelle energie che sono sedimentate dentro di noi, nel modo più positivo possibile. Per RI-EVOLUZIONE intendo il desiderio di voler recuperare le cose semplici e belle del passato per rimetterle al centro della nostra vita. Il brano è uscito in piena pandemia e la mia ri-evoluzione mira a non far perdere il sorriso ai nostri bambini che in questo periodo vedono i sorrisi degli adulti sempre più nascosti.

Nel brano canti “è un percorso di vita fatto di piccole (grandi) cose” ad esempio quali? Me ne elencheresti almeno 3? Il valore del sorriso di un bambino; L’amore con cui affrontiamo ogni cosa della nostra vita; La vibrazione che dà la musica, che lega e unisce quello che in questa società vuole essere diviso.

Dal 16 Aprile 2021 è invece on-air il vostro singolo “Il mio nome è la dignità”. Nel brano dai voce a diverse storie di persone che si trovano in momenti di difficoltà e ad un certo punto dici “È più furbo chi non pensa”. Per questo ti chiedo: “È davvero più furbo chi non pensa?” In realtà molto spesso ho la sensazione che dall’” altro” venga forzatamente offuscato un pensiero positivo per dare al contrario spazio a quella sensazione di voler schiacciare gli altri esseri umani. Penso che la sete di potere e di affermazione dell’ego tenda molto spesso a non tener conto delle persone in difficoltà e alla dignità umana. Mi auguro con questo pezzo di sensibilizzare e far riflettere le persone su un concetto. È la prima volta che parliamo in modo specifico di determinate persone che abbiamo incontrato e su cui abbiamo avuto più modo di pensare in questi periodi stando chiusi in casa. Quello che stiamo vivendo con il coronavirus, rappresenta uno stimolo ben preciso per permettere a noi musicisti di fotografare uno spaccato di vita attuale. Nel nuovo album ci saranno molti rimandi a questo momento storico. In particolare a questa esigenza di dar voce agli ultimi e al sorriso dei bambini che si rischia di perdere.

Ho visto che avete una fanbase di oltre 50.000 persone. Com’è il rapporto con i vostri fan? Sapresti farmi un ritratto di un vostro fan? Chi è? Quanti anni ha? Cosa gli piace? Abbiamo un bel rapporto, considera che alla fine del concerto parte un nuovo concerto con i nostri fan, in cui vi è uno scambio di energie in cui cresci e impari. È grazie ai live che si impara a cacciare qualcosa di personale e a trovare la propria vena artistica. Fare musica è anche parlare con i fan, parliamo con loro anche semplicemente guardando i loro occhi che brillano. Noi inoltre gestiamo personalmente i nostri canali social. Il nostro fan a livello di età è molto vario e ogni volta capita che qualcuno di loro si avvicina al nostro progetto proprio durante i live. Da qui è che ha inizio il maggior coinvolgimento al nostro progetto.

Per quanto riguarda gli haters? Raramente ho visto la presenza di haters tra la nostra community, forse perché anche noi cerchiamo di affrontare i nostri concetti in modo semplice, che non significa banale, ma lo facciamo in modo diretto senza ergerci a insegnati o senza cavalcare la moda del momento.

Guarda il video 👇

Condividi questo articolo...Print this page
Print
Email this to someone
email
Share on Facebook
Facebook
0Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest
0

Dottoressa in Consulenza e Management Strategico, ha lavorato per "Ciaopeople" in qualità di ad operations manager, gestendo le campagne pubblicitare on site. Ha conseguito un master online in "Social Media Marketing" con "Ninja Academy" e frequentato la scuola di scrittura per riviste culturali del "Tascabile". È stata contributor per il magazine online "GRLS.it", occupandosi principalmente di serie tv.