Occhi caffè

Intervista a Matteo Celano


Matteo Celano è da poco tornato con un nuovo brano, il quinto, dal titolo “Occhi Caffè”, distribuito in esclusiva da Altafonte Italia e prodotto da Steve Luchi, disponibile dal 3 dicembre su tutte le piattaforme digitali. Il brano costituisce una canzone d’amore visto sotto una luce un po’ particolare.

Noi di Mediavox Magazine abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Matteo

L’INTERVISTA

Esistono una miriade di canzoni che parlano d’amore, eppure sono tutte diverse perché ognuna ne parla in modo unico e particolare, sfruttando sia la musica che le parole. Cos’è che rende diversa la storia d’amore di cui canti nella tua nuova canzone? Il fatto è che “Occhi Caffè” non parla effettivamente di una storia d’amore, bensì delle difficoltà dell’essere innamorati. In questo caso, in particolare, se da una parte c’è una storia estiva, tanto intensa quanto passeggera, dall’altra abbiamo un colpo di fulmine, la cosiddetta “instant crush”, per la quale non riusciamo mai a dichiararci, perché troppo timidi e nascosti dietro mille insicurezze. Quindi si riduce sempre tutto a una questione di testa o cuore. In alcuni casi però, forse basta solo fidarsi della musica.
A proposito di questa timidezza, di questa insicurezza, di questa “maledetta ansia che mi tiene fermo mentre il mondo gira” citando il testo della canzone, pensi che siano puramente fattori negativi, come se fossero il peso che ogni esperienza amorosa si porta dietro, o potrebbero rappresentare anche qualcosa di positivo e costruttivo? Dipende, tendenzialmente direi entrambi, ma per lo più fattori negativi. Perché è vero, forse alcune volte l’essere timidi, insicuri, ci fa paradossalmente sentire più al sicuro, perché non facendo nulla le cose non possono mettersi male. La maggior parte del tempo però vorremmo tutti provare quel rischio di non sapere cosa succederà, ma di farlo e basta, perché se ci lasciassimo scappare l’ennesima occasione buona mangeremmo rimorsi per un po’. Io ho sempre questa visione mezzo romantica, dove sembra sempre tutto un po’ impossibile, ma c’è sempre quella punta di speranza che ci fa rimanere incollati fino alla fine a ciò che desideriamo.
Il tuo brano mette in musica un’esperienza tutt’altro che idilliaca, scandita da insicurezze, paure, in cui talvolta chi la vive è in bilico tra testa e cuore come hai detto tu stesso, ma non sono poche le persone o le opere in generale che ci parlano di amori perfetti e semplici, scevri di difficoltà e ripensamenti. Quanto credi possa essere reale un’esperienza simile? D’altra parte, una volta acquisita consapevolezza dell’indecisione e dell’ansia che potremmo dover sopportare, credi valga comunque la pena prendere un respiro profondo e cercare di afferrare quella fiamma, nonostante il rischio di bruciarci? Sarebbe bello vivere una storia come nelle favole, mi chiedi questo? Sarebbe bello, ma, come dicevo prima, tutta questa perfezione non ci farebbe più muovere per via di quel senso di sicurezza. Come posso afferrare quella fiamma, se ho già tutto quello di cui ho bisogno? Si c’è il rischio di scottarsi, ma che bello quando lo conquistiamo, quello per cui dedichiamo del tempo. Se fosse tutto privo di difficoltà avvertiremmo comunque un senso di vuoto.

Quindi vale la pena di correre dei rischi, magari anche di stare male, perché potremmo ottenere qualcosa di molto più grande, forse non un’esperienza da favola ma almeno che sia vero e che ci smuova.


Guarda il video diOcchi Caffè 👇

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Giuseppe Leone, ha conseguito il diploma di maturità classica presso l'Istituto Publio Virgilio Marone di Mercato San Severino. Attualmente studente presso l'Università degli Studi di Salerno. Da sempre grande appassionato di cinema, fumetti e videogames.