Non ha bisogno di presentazioni il pittore contemporaneo, Lorenzo Basile, che è una figura di spicco del panorama della pittura contemporanea italiana. Possiamo considerare le sue opere come delle finestre dell’anima che ci trasportano in una dimensione profonda. Il tratto distintivo della sua pittura è, certamente, l’uso dei colori che danno vita a tele di pura bellezza. Basile, indubbio talento artistico, attraverso i suoi quadri riesce a farci entrare nel suo mondo fatto di luce e soprattutto di “ESUBERANZE PITTORICHE”.

L’INTERVISTA

Chi è Lorenzo Basile?
Sono un uomo che cerca continuamente di dare risposte alle proprie domande esistenziali. Credo nell’uomo e nella sua capacità di orientarsi al bene. La pittura e la poesia sono gli strumenti principali di questa ricerca.
Come si è avvicinato alla pittura?
Fin da bambino sono stato attratto dal disegno e poi dai colori. Nel tempo questa passione si è andata sviluppando attraverso lo studio dell’arte e delle varie tecniche pittoriche.
Lei è un pittore contemporaneo. Quali sono le tecniche che preferisce utilizzare?
Negli ultimi periodi è l’acrilico su tela. In passato ho usato, con grande soddisfazione, l’olio su tela. L’acrilico mi dà la possibilità di realizzare una pittura di getto, d’istinto, con buoni risultati. Non mi dispiacciono neanche le tecniche miste con l’uso di vari materiali (colori, colla, sabbia, stucchi).
Nelle sue tele lei riesce a catturare la luce. Ci parli della sua mostra “Esuberanze cromatiche”…
Il titolo della mostra esprime il mio essere profondamente “colorista”. Amo il colore con le sue infinite possibilità di accostamenti ed armonie. Attraverso il colore cerco di raccontare le mie pulsioni interiori. Le opere in esposizione nella mostra “Esuberanze cromatiche” raggruppano diversi cicli pittorici e periodi diversi, dal 2013 al 2021. La stragrande maggioranza delle opere è stata realizzata nel 2020-2021.
Che cosa la spinge a realizzare una tela?
Mi spinge il desiderio di comunicare e poi dipingere la tensione emotiva che sprigiona nel mio animo attimi di gioia. Ma non sempre è così perché spesso mi trovo a “combattere una lotta” con la tela. Ci sono diversi passaggi, a volte anche complicati e problematici, per arrivare al risultato finale.
Qual è il messaggio che vuole trasmettere attraverso la sua pittura?
Voglio trasmettere la gioia di vivere. Perché nel fondo di ogni persona c’è sempre un moto di bontà che scaturisce gioia. Donarsi agli altri è l’unico modo che conosco per stare in pace con me stesso.
Il tratto distintivo della sua pittura è certamente l’uso dei colori. Sempre di grande impatto emotivo. Come sceglie quali colori utilizzare nelle sue opere?
Dipende dal mio stato d’animo e dall’idea che ho nella testa dell’opera che voglio realizzare. I colori vengono scelti, in automatico, cercando di creare sempre l’armonia.
Che cosa pensa del mondo delle gallerie in Italia oggi?
E’ un mondo non facile per gli artisti emergenti. Oggi le gallerie investono solo sugli artisti storicizzati, perché è quello che vuole il mercato. E il mercato fissa le sue regole.
Qual è l’opera a cui è maggiormente legato e perché?
Un’opera che non ho più da tanti anni e che realizzai nel 2008, si intitola “Gioia di vivere”. Rappresenta il riflesso e la voglia di ricominciare dopo la perdita di mio fratello che ha segnato dolorosamente la mia vita. L’opera fa parte di una collezione privata a San Paolo del Brasile.
Progetti per il futuro?
Organizzare nuove mostre personali innanzitutto. E poi partecipazione ai grandi eventi d’arte tipo Fiere, Biennali e Mostre d’eccellenza, come “Liber”, l’ultima mia collettiva a Roma, alla Galleria Angelica, curata dalla critica d’arte prof. ssa Antonella Nigro.

Foto di Patrizio Vergati












