Verso le Eccellenze Italiane di Casa Sanremo: Federico Iaccarino, la scultura come eredità viva

Ci sono mani che modellano l’argilla… E poi ci sono mani che modellano il tempo!

In un’epoca che accelera e consuma, l’arte autentica resta, resiste, custodisce, racconta. È in questo spazio sospeso tra memoria e futuro che si inserisce il percorso di Federico Iaccarino, maestro della scultura napoletana contemporanea, interprete rigoroso e sensibile di una tradizione che da oltre quattro secoli rappresenta uno dei filoni più identitari dell’arte italiana.

Nel suo laboratorio a Meta di Sorrento la materia non viene semplicemente lavorata: prende vita. La terracotta diventa espressione, gesto, racconto. Ogni figura supera la dimensione della rappresentazione per trasformarsi in testimonianza culturale, capace di attraversare generazioni e trovare spazio in collezioni, musei e contesti di altissimo valore simbolico, come il presepe di Piazza San Pietro.

Oggi questo cammino approda tra le Eccellenze Italiane di Casa Sanremo 2026: un riconoscimento che non celebra soltanto la qualità artistica, ma la coerenza di un percorso costruito con disciplina, studio e responsabilità. Un’arte che non replica il passato, ma lo interpreta e lo proietta nel presente.

MediaVox Magazine racconta questa visione attraverso un dialogo che intreccia tecnica, identità e profondità umana, dando voce all’artista contemporaneo Federico Iaccarino

L’INTERVISTA

La sua arte affonda le radici nella grande tradizione della scultura napoletana. Qual è il valore più profondo che sente di aver ereditato e reinterpretato nel suo percorso? La tradizione è una responsabilità. Ho ereditato il rispetto per il dettaglio, per l’espressività dei volti, per quella narrazione silenziosa che ogni figura contiene. Ma non mi interessa riprodurre il passato in modo sterile. Ogni opera nasce da uno studio rigoroso e da una conoscenza profonda della tecnica, ma vive nel presente. La tradizione deve dialogare con l’oggi, altrimenti diventa solo memoria.

Nel suo laboratorio la manualità è centrale. Quanto conta oggi il tempo lento nella creazione artistica? Conta in modo decisivo. La scultura richiede ascolto, precisione, concentrazione. Dalla modellazione della terracotta alla pittura finale, ogni passaggio richiede consapevolezza. Il tempo lento non è un lusso: è una necessità. È ciò che permette all’opera di trovare equilibrio e identità. In un mondo che corre, la lentezza è sinonimo di qualità.

La realizzazione delle figure per il presepe in Piazza San Pietro rappresenta un momento di altissimo valore simbolico. Che cosa ha significato per lei? È stato uno dei momenti più intensi e significativi del mio percorso. Il presepe di Piazza San Pietro è un simbolo universale, capace di parlare oltre i confini culturali e religiosi. Sapere che le mie opere fossero parte di quel contesto ha rappresentato un grande onore, ma anche una forte responsabilità: portare la tradizione napoletana in un luogo che appartiene al mondo.

Essere tra le Eccellenze Italiane di Casa Sanremo 2026 aggiunge un nuovo capitolo alla sua storia. Che valore attribuisce a questo riconoscimento? Lo considero un riconoscimento alla coerenza e alla continuità del mio lavoro. Non è soltanto un traguardo artistico, ma la conferma che la tradizione, quando è sostenuta da studio e visione, può ancora essere protagonista nel presente. Casa Sanremo rappresenta una vetrina autorevole dove l’eccellenza italiana viene raccontata. Per me significa portare la scultura napoletana in un contesto contemporaneo, dimostrando che il passato può essere ancora motore di futuro.

Carmine Pelosi nasce ad Avellino il 28 novembre 1997. È scrittore, giornalista pubblicista, autore, editor, presentatore di eventi e direttore artistico. Laureato con il massimo dei voti in Lettere Moderne e in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, collabora con la rivista nazionale online MediaVox Magazine, per la quale realizza articoli, interviste, approfondimenti, comunicati e contenuti dedicati al mondo della cultura, dello spettacolo, della letteratura e delle eccellenze italiane. Nel corso degli anni ha costruito un percorso che intreccia scrittura d’autore, giornalismo culturale, promozione territoriale e progettazione di iniziative di rilievo nazionale. Segue inoltre vari eventi culturali nazionali e internazionali, spesso legati al mondo del cinema, della musica, della moda, della scrittura e dell’arte, ed è spesso con le sue opere protagonista all’interno del Salotto Culturale di Casa Sanremo, contesto nel quale collabora attivamente a diversi progetti culturali. Nel 2022, con il romanzo di esordio Hirundo: il racconto di un volo, è risultato tra i dieci finalisti di Casa Sanremo Writers, ricevendo una menzione speciale da parte della presidente di giuria Laura Delli Colli. Ha pubblicato successivamente i romanzi Il fantasmagorico Adam Cat e Cinque Anime al Ritz Paris con Guida Editori, opere prescelte in palcoscenici di rilievo nazionale e capaci di ottenere riconoscimenti, apprezzamenti e attenzione da parte della stampa e della critica. È inoltre autore, insieme a Gigliola Scala, del romanzo Sulle punte dell’Anima, impreziosito dalla prestigiosa prefazione dell’étoile Giuseppe Picone, dedicato al mondo della danza ed edito da Casa Sanremo Edizioni. Tra le sue opere figurano anche Un viaggio Magnifico e Il destino di uno scrittore a Parco dei Principi, entrambi editi da Casa Sanremo Edizioni; ha inoltre curato diversi libri pubblicati dalla stessa casa editrice. Nel novembre 2025 ha presentato Un viaggio Magnifico nella Sala Dante del St. Regis Florence in occasione dell’inaugurazione della IV edizione del Festival Il Magnifico. Accanto all’attività letteraria e giornalistica, svolge un ruolo attivo nella valorizzazione culturale del territorio ed è ideatore, insieme all’amico e artista Sabino Matta, dell’evento Natale in Codice e di altre iniziative che si distinguono come motore di cultura, identità e promozione del territorio nel panorama locale e nazionale.