Lockwood Tales, il mondo fantasy di Marco Greco. Intervista

“Il Nuovo Ordine” è il secondo volume della saga dark fantasy Lockwood Tales: MediaVox Magazine ha intervistato l’autore, Marco Greco, che è stato anche uno dei protagonisti del Salotto culturale di Casa Sanremo Writers 2026

Ci sono storie di genere fantasy che nascono con l’intento di costruire mondi alternativi in cui potersi rifugiare, per scappare da una realtà non piacevole e che appare più opprimente che mai.

Ma ci sono anche delle storie che fanno l’esatto opposto: lo scrittore Marco Greco, attraverso la saga fantasy Lockwood Tales, costruisce un universo alternativo in cui ciascun lettore può ritrovare una parte di se stesso nei personaggi che lo popolano. Come lui stesso racconta, “a un certo punto ho capito che il soprannaturale, per me, non era evasione: era il modo più diretto per parlare di identità, trauma, desiderio, colpa, controllo, legami“.

Un modo, quindi, per parlare di umanità senza sconti e scorciatoie, perché la verità è che il fantasy è un genere che piace proprio per la sua capacità di svelare le zone d’ombra dell’anima. Tutto questo ha il potere di generare domande e situazioni scomode che nella routine quotidiana ciascuno di noi è chiamato a rispondere o a risolvere con le proprie forze: se a farlo, però, sono dei personaggi dotati di poteri soprannaturali, tutto diventa più semplice anche per noi. Perché il potere della fantasia è immenso, così come la capacità umana di cambiare il corso degli eventi con la sola consapevolezza della propria unicità.

In questa speciale intervista Marco Greco si racconta e ci svela il suo amore per il fantasy, che lo ha reso uno degli scrittori italiani più apprezzati di questo genere letterario.

L’INTERVISTA


Il fantasy è un genere letterario che negli ultimi anni sta riscuotendo un enorme successo tra i lettori di ogni fascia di età. Secondo te, qual è il motivo di questa fortuna?

Il fantasy oggi funziona perché risponde a bisogni molto concreti, non soltanto perché “fa evadere”. In un’epoca in cui la realtà appare instabile e spesso opaca, offre due strumenti preziosi: un linguaggio simbolico capace di raccontare emozioni autentiche — paura, lutto, identità, desiderio, colpa — e un mondo retto da regole riconoscibili, dove le conseguenze hanno un peso e un senso.

È un genere che dà al lettore un punto d’appoggio: un personaggio in cui riconoscersi. Da lì lo conduce lontano, dentro situazioni impossibili, senza mai perdere contatto con la verità emotiva, perché ciò che accade, per quanto straordinario, parla sempre di qualcosa di profondamente umano. Ed è proprio questa verità a renderlo trasversale, capace di raggiungere età diverse. In più, oggi il fantasy è naturalmente seriale: i lettori cercano universi in cui restare, legami da seguire nel tempo, archi narrativi lunghi e intrecciati, come nelle serie TV. Quando è scritto bene non è una fuga: è uno specchio, solo più potente e più libero.


La saga di Lockwood Tales è la creatura che hai immaginato e creato per i tuoi lettori. Ci racconti come è nata l’idea di questa saga letteraria e come hai fatto a immaginare il mondo e i personaggi che lo popolano?

Lockwood Tales è nata da un’esigenza molto semplice, quasi fisica: raccontare emozioni reali attraverso un linguaggio che potesse contenerle senza banalizzarle. Io scrivo da sempre, ma a un certo punto ho capito che il soprannaturale, per me, non era evasione: era il modo più diretto per parlare di identità, trauma, desiderio, colpa, controllo, legami. Da lì è arrivata l’idea di una storia contemporanea, adulta, in cui il fantastico non fosse decorazione, ma una pressione costante sulla vita quotidiana.

Il mondo è venuto dopo, come conseguenza. Ho immaginato Lockwood come una cittadina apparentemente normale, con un’atmosfera quasi “da serie TV”: luoghi ricorrenti, tensioni sotterranee, segreti che cambiano forma a seconda di chi li guarda. Volevo un’ambientazione concreta, riconoscibile, ma attraversata da regole invisibili — magia, razze, predazione, alleanze — che rendessero ogni scelta più rischiosa e ogni rapporto più carico.

I personaggi, invece, sono nati prima di tutto da una frattura: un nodo emotivo, un conflitto interno. Non mi interessavano eroi perfetti, ma persone fallibili, capaci di amare e di proteggere anche se nel modo sbagliato. Ognuno porta una ferita e una tentazione e il soprannaturale amplifica tutto: trasforma la paura in potere, la solitudine in fame, l’amore in ossessione o in salvezza. Da lì ho costruito la coralità: voci diverse, destini intrecciati, e un arco che cresce libro dopo libro, mantenendo sempre al centro la domanda più importante: fin dove sei disposto a spingerti per proteggere chi ami?


Da scrittore a lettore di fantasy, quale autore o libro consiglieresti di leggere a chi si approccia per la prima volta alla lettura di questo genere letterario? Hai un autore o un romanzo di riferimento da consigliare ai nostri lettori?

Se qualcuno si avvicina al fantasy per la prima volta, io consiglio di partire da un testo che unisca immaginazione e accessibilità, senza rinunciare alla forza emotiva. Per un ingresso “universale”, direi Harry Potter di J.K. Rowling: è un mondo ricchissimo ma immediato, e soprattutto cresce insieme al lettore, diventando via via più maturo.

Se invece si vuole un fantasy più cupo e adulto, con tensione e scelte morali nette, Il Trono di Spade di George R.R. Martin resta un riferimento, perché mostra quanto il fantasy possa essere politico, crudele e profondamente umano. E, per chi ama l’atmosfera gotica e il soprannaturale contemporaneo, consiglio anche Il Diario del Vampiro (L.J. Smith) o Shadowhunters di Cassandra Clare: hanno ritmo, personaggi forti e un immaginario moderno che può essere un ponte perfetto per entrare nel genere.


Lockwood Tales – Il Nuovo Ordine è ricco di spunti e di situazioni che trovano una corrispondenza con la realtà odierna. Nella stesura di questo dark urban fantasy, le tue intenzioni iniziali sono rimaste inalterate, oppure la scrittura ha preso il sopravvento?

Le intenzioni di partenza sono rimaste le stesse, e anzi si sono chiarite con il tempo. Volevo scrivere un dark urban fantasy che non usasse il soprannaturale come semplice estetica, ma come lente per parlare del presente: identità, trauma, manipolazione, pregiudizio, potere, e soprattutto il modo in cui l’amore e la protezione possono diventare scelte moralmente ambigue.

Detto questo, la scrittura ha inevitabilmente “preso il sopravvento” su un piano rigido. Alcune scene e alcuni personaggi, man mano che li attraversavo, hanno chiesto più spazio del previsto; certe dinamiche si sono approfondite perché risuonavano con una verità emotiva che non avevo previsto fino in fondo. Non è stato un tradimento dell’idea iniziale, ma una sua maturazione: invece di forzare la storia a restare dentro un disegno, ho lasciato che i personaggi portassero in superficie ciò che la realtà, spesso, costringe a tenere nascosto.

In Il Nuovo Ordine questo è evidente: il mondo fantastico si allarga, ma lo fa per rendere più visibili i conflitti reali. Le alleanze, le fratture tra “razze”, le paure collettive e le manipolazioni non sono metafore decorative: sono il modo in cui la storia rende leggibili tensioni che esistono già, oggi, intorno a noi. E quando la scrittura prende il sopravvento in questo senso, per me è un segnale positivo: significa che la saga sta parlando con una voce più autentica e più necessaria.


Lockwood Tales è un romanzo corale, in cui ciascun lettore può identificarsi nel personaggio che sente più vicino al suo vissuto; se ti chiedessi di sceglierne uno in cui ti immedesimi di più, quale sceglieresti e perché?

All’inizio, per certi aspetti, mi sentivo più vicino a Lucas: soprattutto per il modo in cui affronta i problemi quando il dolore diventa rabbia, quando l’urgenza di sopravvivere emotivamente ti porta a reagire prima ancora di capire. Lucas è istinto, ferita, bisogno di essere visto anche quando fa di tutto per nascondersi.

Poi c’è stata Kate. Pur essendo un personaggio femminile, la sua traiettoria mi ha colpito in modo particolare: il suo ruolo la costringe ad accettare qualcosa che non ha cercato, né scelto, eppure non può ignorare. In lei c’è un senso di protezione radicale verso ciò che è umano, verso la famiglia, verso la normalità che rischia di essere inghiottita. È una crescita che non passa dalla “forza” esibita, ma dalla tenuta: restare in piedi quando il destino ti mette addosso un peso più grande di te.

Oggi, però, se devo sceglierne uno, dico Theo. Non perché sia il più forte, ma perché incarna il conflitto che mi interessa di più: la distanza tra ciò che ami e ciò che temi di distruggere. È un personaggio che vive di controllo e responsabilità, e spesso confonde la protezione con il bisogno di tenere tutto in pugno. Quando ama, ama in modo assoluto, ma quell’assoluto ha un prezzo: l’errore, la colpa, la tentazione di decidere al posto degli altri “per il loro bene”. E la domanda che lo attraversa è scomoda, ma inevitabile: fin dove puoi spingerti per proteggere chi ami, senza diventare tu stesso una minaccia?


Con il secondo volume della saga, Il Nuovo Ordine, hai partecipato al Salotto culturale di Casa Sanremo Writers 2026. Cosa ha significato per te rinnovare la partecipazione a questo evento letterario?

Rinnovare la partecipazione a Casa Sanremo Writers nel 2026, dopo esserci stato già nel 2025 con il primo volume, per me ha avuto un significato molto concreto: non è stato un ritorno di facciata, ma la conferma di un percorso. Nel 2025 ero arrivato con l’energia di chi presenta un mondo e spera che venga ascoltato; nel 2026 sono tornato con Il Nuovo Ordine, quindi con una saga che cresce, si struttura e si fa più matura.

Casa Sanremo Writers, come Salotto letterario, ha un valore particolare: è un contesto che mette davvero al centro le storie e le persone che le scrivono, con un’attenzione rara, fatta di ascolto, scambio e cura. Non è solo vetrina: è confronto, ed è questo che rende l’esperienza utile, oltre che emozionante.

Per me è stato importante anche sul piano umano e professionale: incontrare lettori, addetti ai lavori e altri autori, e misurare dal vivo la reazione ai personaggi e al tono più adulto del secondo volume. È lì che capisci se un progetto regge fuori dalla pagina, se comunica davvero.

Tornare a Casa Sanremo Writers mi ha ricordato perché sto facendo questo lavoro: costruire qualcosa che duri, che abbia respiro, e che continui a trovare spazio nel tempo.


Tra poche settimane, invece, sarai al Salone del Libro di Torino: cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?

Dal Salone del Libro di Torino mi aspetto, prima di tutto, contatto reale: incontrare lettori, parlare faccia a faccia, capire cosa arriva davvero del mondo di Lockwood Tales quando esce dalla pagina e diventa esperienza condivisa. Per una saga corale è fondamentale: sono i personaggi, più ancora della trama, a creare legame, e il Salone è il luogo ideale per misurarlo.

Mi aspetto anche un confronto professionale. Torino è un passaggio importante per chi scrive: lì incontri editori, addetti ai lavori, stampa, altri autori, e capisci meglio come posizionare un progetto come il mio — un dark urban fantasy per adulti, con forte componente psicologica e struttura seriale — in un contesto più ampio, anche internazionale.

Infine, mi aspetto un salto di consapevolezza: tornare a casa con idee più chiare, contatti utili, e la sensazione di avere dato un altro passo concreto nel percorso di crescita della saga. Per me non è “una fiera”: è un banco di prova. E lo affronto con entusiasmo, ma con un obiettivo preciso.


Per concludere, voglio chiederti: Perché leggere Lockwood Tales?

Perché Lockwood Tales non è solo una storia di vampiri, streghe e ombre: è un dark fantasy contemporaneo che usa il soprannaturale per parlare di cose vere. Identità, lutto, colpa, desiderio, manipolazione, pregiudizio. E lo fa senza edulcorare: i personaggi non sono eroi perfetti, sono persone fallibili, costrette a scegliere, spesso nel modo più scomodo.

Vale la pena leggerlo anche per la coralità: ogni lettore può trovare un punto di vista in cui riconoscersi, perché i destini si intrecciano e nessuno resta “accessorio”. È una saga pensata con struttura seriale, quasi da serie TV: ritmo, scene cinematografiche, tensione che cresce libro dopo libro, e un universo in cui ogni scelta ha conseguenze.
E poi c’è una promessa precisa: dentro Lockwood nulla è gratuito. Il buio non è estetica, è una prova. L’amore non è consolazione, è rischio. Se ti piacciono storie che ti intrattengono ma, allo stesso tempo, ti restano addosso, allora
Lockwood Tales è il posto giusto.

LOCKWOOD TALES – IL NUOVO ORDINE: SINOSSI


Dopo gli eventi che hanno sconvolto Lockwood, le barriere tra i mondi si assottigliano, e l’equilibrio tra umani e creature soprannaturali inizia a cedere. Mentre antichi poteri tornano a muoversi nell’ombra, la città diventa il centro di una trasformazione che minaccia di riscrivere ogni legge della natura e del cuore.

Il Nuovo Ordine è il punto di svolta della saga: un romanzo corale, potente e psicologico, dove ogni personaggio affronta la propria ombra e dove il confine tra bene e male diventa un labile riflesso.
Una storia di magia e inganno, amore e destino, in cui la redenzione è una battaglia interiore e la salvezza può assumere il volto dell’oscurità.

Lockwood Tales si colloca tra le grandi saghe fantasy e dark internazionali, unendo la coralità epica di Game of Thrones alla forza emotiva di Anne Rice, con la tensione moderna di The Originals e l’impatto cinematografico di Stranger Things.

Biografia

Marco Greco è un autore italiano di narrativa fantasy e contemporanea. Creatore della saga Lockwood Tales, una serie dark fantasy intensa e dal respiro cinematografico, ha saputo conquistare un ampio pubblico di lettori grazie a una scrittura immersiva, a personaggi complessi e a trame dal forte impatto emotivo.

Con il primo volume, Il Risveglio di Malakar – tradotto anche in inglese e spagnolo – ha partecipato all’edizione 2025 di Casa Sanremo Writers, uno dei salotti letterari più prestigiosi d’Italia, ottenendo grande attenzione da parte del pubblico e della critica.

Il suo lavoro ha ricevuto importanti riconoscimenti:

– Primo Premio – Sezione Fantasy al Premio Internazionale Mazara Narrativa e Poesia 2025;

– Premio della Critica al VII Concorso Internazionale “La Biglia Verde” 2025;

– Premio Speciale della Giuria “Il Lavatoio” al X Concorso Internazionale “La Perla del Tirreno” 2025.

Ha inoltre preso parte a interviste radiofoniche nazionali, a servizi della stampa locale e alla rassegna BookCity Milano 2025, dove la sua saga è stata presentata come una delle realtà emergenti più promettenti del fantasy italiano.

Con il secondo volume, Il Nuovo Ordine, Greco amplia ulteriormente il suo universo narrativo, introducendo nuove razze e creature inedite nel panorama fantasy, fondendo elementi epici, romantici e psicologici in una trama di grande forza visiva.

La saga Lockwood Tales si conferma come una delle opere fantasy italiane più premiate e apprezzate, destinata a un pubblico ampio e trasversale, con forte potenziale di trasposizione cinematografica e seriale.

Casa Sanremo Writers 2026

Riguarda l’intervista di Marco Greco, protagonista del Salotto culturale di Casa Sanremo Writers 2026.

Laureata in Giornalismo e Cultura editoriale all' Università di Parma nel 2018. Ha collaborato con italianradio.eu come articolista e conduttrice radiofonica di Radio Pizza Olanda, il canale di informazione per gli italiani residenti nei Paesi Bassi. Dopo una breve esperienza formativa negli studi di Radio ART si è trasferita in Svizzera. È ritornata in Italia. Appassionata di musica, moda, cinema e tecnologia.