Andrew Faber a Fiesole: la gentilezza come rivoluzione silenziosa

C’è un luogo, sospeso tra cielo e memoria, in cui la bellezza sembra non appartenere solo al paesaggio ma farsi esperienza viva, attraversare le persone, lasciare tracce invisibili eppure indelebili. È lì, a Fiesole, alle porte di Firenze che prende forma una serata destinata a restare, non come un semplice ricordo, ma come una vibrazione che continua a risuonare nel tempo.

L’11 aprile si consuma qualcosa di raro, quasi fragile nella sua intensità: lo spettacolo di Andrew Faber si rivela un viaggio profondo tra parole, musica e riflessioni, capace di toccare corde intime, di aprire spazi interiori spesso dimenticati. Non è solo narrazione, è una forma di ascolto condiviso, un invito silenzioso a fermarsi in un mondo che corre troppo veloce. Le sue parole non impongono, non cercano consenso, ma si depositano con la leggerezza delle cose autentiche, quelle che non hanno bisogno di alzare la voce per essere comprese.

Andrew Faber racconta la gentilezza come una lingua antica, quasi smarrita, eppure ancora capace di guarire. La restituisce alla sua dimensione più vera: non gesto superficiale, ma atto concreto, fisico, coraggioso. L’empatia diventa allora una scelta, una responsabilità, un modo di abitare il dolore dell’altro senza respingerlo, custodendolo il tempo necessario a restituire respiro a chi ne è sopraffatto.

E proprio in questa cornice prende forma uno dei momenti più significativi della serata: la consegna del Premio “Costruiamo Gentilezza nella vita”, un riconoscimento che supera il valore simbolico per trasformarsi in un richiamo etico, quotidiano, necessario. Non un traguardo, ma un impegno. Non una celebrazione, ma una direzione.

A consegnarlo, tra emozione e consapevolezza, le ambasciatrici del progetto internazionale Costruiamo Gentilezza, donne che incarnano quella stessa visione fatta di presenza, cura e condivisione. Sul posto ci sono state Germana Delle CanneMonica Rindi e Anna Vitiello ma col cuore, seppur non presenti, Tiziana Arnone e Gaia Simonetti. Presenze che non fanno rumore ma costruiscono legami, che trasformano la gentilezza in azione concreta, in sorellanza viva, in forza collettiva.

Si parla apertamente di rivoluzione. Non quella urlata, visibile, che divide, ma una rivoluzione silenziosa, fatta di sguardi che restano, di parole che non feriscono, di mani invisibili che sostengono. Una rivoluzione necessaria, oggi più che mai, in un tempo che spesso dimentica l’essenziale e, mentre questa consapevolezza si fa spazio, il pensiero corre inevitabilmente alla realtà, a ciò che accade fuori da questi momenti di luce. I fatti di Castelfranco di Sotto, dove una giovane ha accoltellato un’altra ragazza, irrompono come una ferita aperta. Episodi che scuotono, che interrogano, che impongono una riflessione più profonda.

Non basta giudicare, non basta prendere distanza. Serve qualcosa di più difficile e più umano: provare a comprendere, ad ascoltare il disagio che resta nascosto, a intercettare quei silenzi che troppo spesso ignoriamo. Perché è proprio in quegli spazi invisibili che si annidano le fratture, ma anche le possibilità di cura. La serata di Fiesole allora non resta confinata in sé stessa, ma si espande, diventa messaggio, responsabilità, visione. Ci ricorda che la gentilezza non è un dettaglio, non è una scelta accessoria, ma una forza capace di cambiare le relazioni, le comunità, il futuro.

Forse è proprio questo il dono più grande di incontri come questo: restituirci il senso profondo dell’essere umani, ricordarci che esistere insieme non basta, che vivere davvero significa prendersi cura gli uni degli altri, anche quando costa, soprattutto quando costa… E allora sì, la gentilezza diventa speranza. Non fragile, non ingenua, ma ostinata, viva, rivoluzionaria. Una scelta quotidiana che, se condivisa, può davvero cambiare tutto.

Carmine Pelosi nasce ad Avellino il 28 novembre 1997. È scrittore, giornalista pubblicista, autore, editor, presentatore di eventi e direttore artistico. Laureato con il massimo dei voti in Lettere Moderne e in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, collabora con la rivista nazionale online MediaVox Magazine, per la quale realizza articoli, interviste, approfondimenti, comunicati e contenuti dedicati al mondo della cultura, dello spettacolo, della letteratura e delle eccellenze italiane. Nel corso degli anni ha costruito un percorso che intreccia scrittura d’autore, giornalismo culturale, promozione territoriale e progettazione di iniziative di rilievo nazionale. Segue inoltre vari eventi culturali nazionali e internazionali, spesso legati al mondo del cinema, della musica, della moda, della scrittura e dell’arte, ed è spesso con le sue opere protagonista all’interno del Salotto Culturale di Casa Sanremo, contesto nel quale collabora attivamente a diversi progetti culturali. Nel 2022, con il romanzo di esordio Hirundo: il racconto di un volo, è risultato tra i dieci finalisti di Casa Sanremo Writers, ricevendo una menzione speciale da parte della presidente di giuria Laura Delli Colli. Ha pubblicato successivamente i romanzi Il fantasmagorico Adam Cat e Cinque Anime al Ritz Paris con Guida Editori, opere prescelte in palcoscenici di rilievo nazionale e capaci di ottenere riconoscimenti, apprezzamenti e attenzione da parte della stampa e della critica. È inoltre autore, insieme a Gigliola Scala, del romanzo Sulle punte dell’Anima, impreziosito dalla prestigiosa prefazione dell’étoile Giuseppe Picone, dedicato al mondo della danza ed edito da Casa Sanremo Edizioni. Tra le sue opere figurano anche Un viaggio Magnifico e Il destino di uno scrittore a Parco dei Principi, entrambi editi da Casa Sanremo Edizioni; ha inoltre curato diversi libri pubblicati dalla stessa casa editrice. Nel novembre 2025 ha presentato Un viaggio Magnifico nella Sala Dante del St. Regis Florence in occasione dell’inaugurazione della IV edizione del Festival Il Magnifico. Accanto all’attività letteraria e giornalistica, svolge un ruolo attivo nella valorizzazione culturale del territorio ed è ideatore, insieme all’amico e artista Sabino Matta, dell’evento Natale in Codice e di altre iniziative che si distinguono come motore di cultura, identità e promozione del territorio nel panorama locale e nazionale.