Costanza Drogo. L’antiquaria di Genova: intervista a Simonetta Ronco

Simonetta Ronco è l’autrice di Costanza Drogo. L’antiquaria di Genova ( ediz. La Bussola), un coinvolgente giallo al femminile, ambientato a Genova nel 1928.

Difficile immaginare la città marinara negli anni ’20 ma non per lei, genovese di origini, che della sua amata Genova conosce ogni angolo nascosto. La città non è sfondo ma protagonista delle vicende narrate, e diventa essenziale alla narrazione così come lo è Costanza Drogo, giovane curiosa e appassionata di giornalismo che si trasferisce in città per iniziare una nuova vita dopo un grave lutto.

Incentrare le vicende del romanzo su un personaggio femminile è per Simonetta Ronco la naturale prosecuzione di un lavoro che, dal 2018, costituisce una delle collane di punta della casa editrice Licosia.

Mnemosine è la collana che accoglie le biografie di personaggi femminili del passato, poco conosciute, trascurate o persino dimenticate. Donne che hanno operato, lasciando un segno, nel mondo della cultura, della politica, del diritto e dell’economia, oltre ai ritratti di donne che hanno dedicato parte della loro vita ad attività manuali, rurali e artigiane. 

Anche la scelta di scrivere un giallo non è una novità per l’autrice. Dopo aver pubblicato romanzi in cui i protagonisti erano degli investigatori uomini, questa volta Simonetta Ronco sceglie di mettersi alla prova con una donna. Il risultato è un giallo che, seppur breve, lascia un impronta nel cuore del lettore, catturato dalle atmosfere di una Genova ormai passata, ma che emana un fascino e un mistero rimasti immutati sino ai nostri giorni.

La scrittura è curata, minuziosa, ma allo stesso tempo asciutta e scorrevole, doti che pochissimi scrittori contemporanei dimostrano di avere. Tuttavia, il fascino di Costanza Drogo. L’antiquaria di Genova non si esaurisce con l’ultima pagina. Il perché l’ho capito solo dopo aver fatto qualche domanda all’autrice: qui l’intervista.

L’INTERVISTA

Perché ha immaginato il suo libro a Genova, alla fine degli anni 20? Genova è la mia città, un labirinto di caruggi e palazzi che nasconde storie secolari. Ho scelto il 1928 perché è un crinale affascinante: un’epoca di grande eleganza e fermento economico, ma anche di ombre profonde. Amo molto gli anni Venti del Novecento e ho ambientato diversi romanzi in questo periodo. Mi soffermo spesso ad osservare vetrine d’antiquariato: ci vuole molta sensibilità per trattare oggetti che hanno viaggiato nel tempo.

Dopo tre investigatori uomini, ecco Costanza Drogo: cosa la rende magnetica? Costanza non “investiga” nel senso classico: lei “ascolta”. La sua forza risiede in un’empatia colta. Mentre i miei precedenti protagonisti (come Barresi o Février) usavano logica o istinto maschile, Costanza usa la sensibilità verso il passato e verso le persone. È magnetica perché è una donna indipendente in un’epoca che voleva le donne silenziose; lei invece ha una voce propria, forgiata dalle difficoltà ma anche dall’amore delle persone che l’hanno vista crescere.

Quale episodio del romanzo è davvero il fulcro della narrazione? Senza svelare troppo, credo sia il momento in cui Costanza varca per la prima volta la soglia del negozio di Sergio Canepa dopo la sua morte. Lì capisce che gli oggetti non sono solo merce, ma testimoni muti. È il momento in cui la sua “scelta professionale” forzata si trasforma in una missione morale.

A quale personaggio secondario è più affezionata? Bè se parliamo di emozioni e mistero direi che Veleno è il personaggio più azzeccato. Un uomo misterioso, affascinante, che nasconde molti segreti, ma che pur nella sua diffidenza per Costanza sente la sua sincerità e la sua purezza di sentimenti.

Se diventasse una serie, quali attori vedrebbe bene? Per Costanza, mi piace molto Valentina Bellè, trovo che sia naturale e non leziosa e che abbia un viso molto adatto per parti “Vintage”. Per i comprimari, mi piacerebbe molto Enzo Paci nella parte del commissario Conforti e per Veleno direi Guido Caprino.

Una lettura “illuminante” per la sua formazione? Tantissime, credo che uno scrittore di razza debba aver letto decine di libri di tanti autori e generi diversi per raccogliere un bagaglio di suggestioni ed emozioni infinito. Amo molto le saghe familiari come i Buddenbrook o i Vicerè, e in genere i romanzi dell’Ottocento europeo, fondamentali per la formazione culturale. Per il genere giallo, il rigore di Agatha Christie resta per me una lezione di architettura narrativa insuperata.

Un autore contemporaneo a cui vorrebbe far arrivare il suo libro? Mi piacerebbe molto che finisse nelle mani di Alicia Giménez-Bartlett. La sua Petra Delicado è lontana da Costanza per epoca e carattere, ma condividono quell’indipendenza femminile che rompe gli schemi. Sarebbe importante avere un suo parere sulla “ligusticità” del mio libro.

Salone del Libro di Torino: aspettative per quest’anno? Il Salone è l’Olimpo della biodiversità letteraria. Ma a dire il vero io preferisco gli incontri più raccolti, meno dispersivi. Le librerie e le biblioteche genovesi hanno grande capacità di accogliere un pubblico colto e attento, anche se non oceanico. Forse occorrerebbero più momenti letterari di meditazione, piuttosto che di promozione schietta. Io cerco sempre di organizzare incontri dove si chiacchiera di un personaggio, ci si racconta come autori ma anche come persone. In questo momento sono in una fase “intimista”, forse perché ho appena dato alle stampe la mia autobiografia, “Nove volte sette”.

Un consiglio a chi scrive un giallo per la prima volta? Non partite dal delitto, partite dalla costruzione di personaggi solidi, credibili, tridimensionali. Il lettore non vuole solo sapere chi è l’assassino, vuole capire cosa si è rotto nell’equilibrio di una comunità. E poi, studiate i dettagli: un giallo regge se l’ambientazione è ben strutturata e se il lettore viene condotto lentamente verso la scoperta del colpevole, che non è mai una sorpresa totale.

Perché vale la pena leggere “Costanza Drogo. L’antiquaria di Genova”? Perché è un viaggio in una Genova che non c’è più ma che ci scorre ancora sotto i piedi. E perché Costanza ci insegna che, a volte, per risolvere i misteri del presente, bisogna avere il coraggio di frugare tra le soffitte del passato.

Costanza Drogo. L’antiquaria di Genova: sinossi dell’opera

Genova, 1928. Costanza Drogo, giovane e appassionata di giornalismo, arriva in città da Milano per iniziare una nuova vita dopo la morte di sua madre, alla quale era legatissima.

Il suo punto di riferimento è Sergio Canepa, un noto antiquario molto amico dello zio di Costanza. Canepa la accoglie con affetto e le propone di collaborare con lui. Anche se per Costanza quello non è il lavoro del cuore accetta. Dopo poco, Sergio muore improvvisamente e Costanza si trova catapultata in una realtà di cui non poteva minimamente sospettare, legata a Sergio e alla sua attività di antiquario: misteri, personaggi curiosi, drammi familiari, furti, malavita organizzata. Tutto ruota intorno al mondo dell’antiquariato. Accanto a lei Giovanna, una simpatica pittrice, un commissario intraprendente e Veleno, misteriosa figura in nero che si aggira per i vicoli del centro storico con una maschera sul volto per cercare qualcosa o qualcuno, affascinante quanto inafferrabile.

Biografia dell’autrice

Simonetta Ronco è nata a Genova. Docente universitaria, giornalista e scrittrice. Nel 2005 pubblica il suo primo libro, la biografia di Cristina di Borbone, prima Madama Reale. Seguono altre biografie di notevole rilievo sociale. L’autrice ha poi avviato anche un altro filone narrativo, quello del romanzo giallo, dando vita e tre personaggi seriali: il pianista e investigatore francese Audemars Février, il poliziotto veggente Dario Barresi e il commissario imperiese Luca Traverso. Dal 2018 la Ronco dirige la collana editoriale Mnemosine, dedicata a personaggi femminili poco conosciuti. Molto attiva nella vita culturale genovese, ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Kafka Italia 2024 per la cultura e il premio “Faretra – Salvatore Quasimodo” 2025.

Laureata in Giornalismo e Cultura editoriale all' Università di Parma nel 2018. Ha collaborato con italianradio.eu come articolista e conduttrice radiofonica di Radio Pizza Olanda, il canale di informazione per gli italiani residenti nei Paesi Bassi. Dopo una breve esperienza formativa negli studi di Radio ART si è trasferita in Svizzera. È ritornata in Italia. Appassionata di musica, moda, cinema e tecnologia.