Gli Scomodi: teatro, musica e tradizione al White Fest

Ci sono spettacoli che intrattengono e altri che riescono a custodire la memoria di una comunità. È proprio in questo spazio, dove l’arte incontra l’identità di un popolo, che si inseriscono Gli Scomodi, una compagnia teatrale che ha fatto della contaminazione tra teatro, musica, parola e tradizione la propria cifra stilistica.

Composta da Barbara Lombardi (cantattrice), Elisabetta Mercatante (attrice e giurista), Luca Napodano (interprete e pianista) e Sergio Priante (attore e prestigiatore), la compagnia propone un linguaggio scenico capace di fondere recitazione, musica, vivacità e narrazione, dando vita a spettacoli che guardano alla cultura partenopea come a una realtà viva, in continua evoluzione.

Il percorso artistico dei suoi componenti affonda le radici nella grande tradizione teatrale napoletana, con richiami a figure come Raffaele Viviani, E. A. Mario e persino alla classicità della tragedia greca, riletta con sensibilità contemporanea senza mai tradire l’autenticità delle proprie radici. Recentemente, gli artisti della compagnia hanno preso parte anche a iniziative dedicate proprio all’eredità culturale di Viviani, confermando l’attenzione verso un teatro che unisce ricerca, memoria e valorizzazione del patrimonio artistico napoletano.

Non è un caso, dunque, che Gli Scomodi siano stati scelti per inaugurare la 48ª edizione del White Fest – Festival dell’Oro Bianco, manifestazione che da quasi mezzo secolo celebra la Mozzarella di Bufala Campana DOP come simbolo di un territorio ricco di storia, tradizioni, cultura ed eccellenze enogastronomiche. Nel corso degli anni, il White Fest è diventato un punto di riferimento dell’estate campana, trasformandosi in un laboratorio culturale dove spettacolo, arte e promozione del territorio convivono in un’unica esperienza.

Lo spettacolo del 7 agosto, ideato appositamente per il festival su richiesta del sindaco Raffaele Ambrosca, nasce proprio con questo intento: raccontare Cancello ed Arnone e la sua identità attraverso il linguaggio universale del teatro, offrendo al pubblico un viaggio tra emozione, ironia, musica e senso di appartenenza. Un progetto che dimostra come innovazione e tradizione non siano concetti opposti, ma due anime che, dialogando tra loro, riescono a dare vita a un racconto ancora più autentico.

MediaVox Magazine ha intervistato Elisabetta Mercatante, attrice con una formazione che affonda le proprie radici nella tragedia greca e nella grande tradizione teatrale italiana. Dopo un importante percorso artistico sviluppato a Roma, oggi è particolarmente attiva in Campania, pur conservando un profondo legame con le proprie origini, che affondano proprio nella terra di Cancello ed Arnone.

L’INTERVISTA

White Fest è ormai un appuntamento fisso e atteso dell’estate. Che significato ha dare il via a questa nuova edizione del Festival dell’Oro Bianco? Per noi il White Fest rappresenta molto più di un semplice spettacolo. Ci attende un pubblico che vive questo appuntamento come una vera festa della propria identità. È un’emozione particolare perché la nostra performance non sarà soltanto intrattenimento, ma diventerà uno strumento capace di raccontare una comunità. Quest’anno, in occasione dell’inaugurazione della manifestazione, porteremo in scena uno spettacolo ideato espressamente per valorizzare la cultura e l’immagine del territorio partenopeo, su richiesta del sindaco Raffaele Ambrosca. È una responsabilità che affrontiamo con entusiasmo, perché significa mettere il nostro lavoro al servizio di una storia, di una tradizione e di un patrimonio che meritano di essere conosciuti e tramandati. Sentiamo di contribuire, attraverso l’arte, a dare voce a un territorio straordinario.

Nel vostro spettacolo convivono tradizione e innovazione. Quanto è importante raccontare il territorio attraverso il teatro? Credo sia fondamentale. Il teatro possiede una forza quasi soprannaturale: riesce a custodire la memoria senza renderla immobile. Amo sottolineare quanto sia importante valorizzare la cultura locale anche attraverso linguaggi innovativi, perché evolversi non significa mai rinnegare ciò che siamo, ma costruire il futuro partendo dalla solidità delle nostre radici. Il White Fest incarna perfettamente questa filosofia. Qui ambiente, cultura, tradizioni, spettacolo ed enogastronomia convivono in un’unica esperienza. La protagonista assoluta resta naturalmente la Mozzarella di Bufala Campana DOP, il nostro “oro bianco”, simbolo di una sapienza antica che continua ancora oggi a rappresentare un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo. Raccontare tutto questo attraverso il teatro significa trasformare una rappresentazione in un’esperienza culturale capace di lasciare un segno nel pubblico.

Qual è il messaggio più importante che desiderate lasciare al pubblico, soprattutto ai giovani? La mia emozione più grande è riuscire a trasmettere alle persone l’amore autentico per la nostra terra. Viviamo in un’epoca che corre velocemente e, spesso, proprio i più giovani rischiano di non accorgersi dell’immenso patrimonio culturale che hanno ereditato. Per questo credo che tutto debba partire da una regola semplice, ma fondamentale: studiare, approfondire, conoscere. Solo comprendendo il valore della nostra storia possiamo costruire un futuro capace di innovare senza perdere la nostra identità. L’equilibrio tra memoria ed evoluzione è la vera sfida della nostra generazione. L’oro bianco non è soltanto un’eccellenza gastronomica: è parte della nostra anima, della nostra cultura e del nostro modo di vivere. Se, al termine dello spettacolo, anche una sola persona tornerà a casa con uno sguardo nuovo sulla propria terra, allora avremo raggiunto il nostro obiettivo. Perché il teatro, quando nasce dall’amore, non lascia soltanto emozioni: lascia consapevolezza, senso di appartenenza e il desiderio di custodire ciò che siamo stati per costruire ciò che saremo.

Carmine Pelosi nasce ad Avellino il 28 novembre 1997. È scrittore, giornalista pubblicista, autore, editor, presentatore di eventi e direttore artistico. Laureato con il massimo dei voti in Lettere Moderne e in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, collabora con la rivista nazionale online MediaVox Magazine, per la quale realizza articoli, interviste, approfondimenti, comunicati e contenuti dedicati al mondo della cultura, dello spettacolo, della letteratura e delle eccellenze italiane. Nel corso degli anni ha costruito un percorso che intreccia scrittura d’autore, giornalismo culturale, promozione territoriale e progettazione di iniziative di rilievo nazionale. Segue inoltre vari eventi culturali nazionali e internazionali, spesso legati al mondo del cinema, della musica, della moda, della scrittura e dell’arte, ed è spesso con le sue opere protagonista all’interno del Salotto Culturale di Casa Sanremo, contesto nel quale collabora attivamente a diversi progetti culturali. Nel 2022, con il romanzo di esordio Hirundo: il racconto di un volo, è risultato tra i dieci finalisti di Casa Sanremo Writers, ricevendo una menzione speciale da parte della presidente di giuria Laura Delli Colli. Ha pubblicato successivamente i romanzi Il fantasmagorico Adam Cat e Cinque Anime al Ritz Paris con Guida Editori, opere prescelte in palcoscenici di rilievo nazionale e capaci di ottenere riconoscimenti, apprezzamenti e attenzione da parte della stampa e della critica. È inoltre autore, insieme a Gigliola Scala, del romanzo Sulle punte dell’Anima, impreziosito dalla prestigiosa prefazione dell’étoile Giuseppe Picone, dedicato al mondo della danza ed edito da Casa Sanremo Edizioni. Tra le sue opere figurano anche Un viaggio Magnifico e Il destino di uno scrittore a Parco dei Principi, entrambi editi da Casa Sanremo Edizioni; ha inoltre curato diversi libri pubblicati dalla stessa casa editrice. Nel novembre 2025 ha presentato Un viaggio Magnifico nella Sala Dante del St. Regis Florence in occasione dell’inaugurazione della IV edizione del Festival Il Magnifico. Accanto all’attività letteraria e giornalistica, svolge un ruolo attivo nella valorizzazione culturale del territorio ed è ideatore, insieme all’amico e artista Sabino Matta, dell’evento Natale in Codice e di altre iniziative che si distinguono come motore di cultura, identità e promozione del territorio nel panorama locale e nazionale.