Ci sono parole che rischiano di restare sospese nell’aria e altre che, quando incontrano persone pronte a farsene carico, diventano gesti, impegno, istituzioni e futuro. A Rivalta sul Mincio, suggestivo borgo del Comune di Rodigo, sotto un cielo d’estate colmo di stelle, la Gentilezza ha smesso per una sera di essere soltanto un sentimento: è diventata responsabilità, presenza e scelta collettiva. Nel corso delle giornate dedicate alla Festa de l’Unità, l’incontro incentrato sul progetto nazionale Costruiamo Gentilezza ha restituito alla comunità una visione limpida e concreta: la Gentilezza non è soltanto buona educazione, né un gesto cortese destinato a rimanere ai margini della vita pubblica. È un valore fondante, capace di generare benessere, partecipazione e cambiamento; una forza discreta e, proprio per questo, profondamente rivoluzionaria. Importanti, essenziali e preziosi sono stati tutti gli interventi che hanno accompagnato questo viaggio emozionale. Ad aprire le danze, l’esperienza di Anna Vitiello, ambasciatrice di Costruiamo Gentilezza e ideatrice dei Murales Gentili, che ha richiamato il ruolo essenziale delle istituzioni e di quanti assumono una responsabilità politica e amministrativa: ascoltare i bisogni autentici di un territorio e avere il coraggio di trasformare quell’ascolto in risposte certe e azioni concrete.

«Essere amministratori significa esserci. Significa mettere impegno, dedizione, tenacia e determinazione al servizio della propria comunità. Significa lavorare affinché la fiducia ricevuta dai cittadini possa tradursi in risposte necessarie e capaci di produrre cambiamento. Perché la Gentilezza, quando è autentica, non si limita a raccontare il cambiamento: lo costruisce», ha evidenziato Anna Vitiello.

Accanto a lei una squadra coesa e vincente, composta da Luca Nardi, coordinatore nazionale di Costruiamo Gentilezza, Miriam Maffiodo, vicesindaca e assessora alla Gentilezza del Comune di Caprie, e Alessandra Militello, giornalista e speaker di Radio Spazio Ivrea. Voci ed esperienze differenti, unite dalla volontà di mostrare il volto più concreto della Gentilezza: quello che entra nei luoghi della comunità, ne ascolta le necessità e si mette in cammino per trovare risposte. Un lavoro di squadra accolto con emozione dai tanti presenti: cittadini, rappresentanti delle istituzioni e persone quotidianamente impegnate nella vita dei territori. Tutti hanno riconosciuto nel progetto non una semplice dichiarazione d’intenti, ma una possibilità reale di rendere le comunità più attente, inclusive e umane.
Il segnale istituzionale più forte è giunto dal sindaco di Rodigo, Gianni Grassi, che, al termine dell’incontro, ha annunciato la volontà di istituire nel proprio Comune l’Assessorato alla Gentilezza. Una scelta dal grande valore simbolico e amministrativo: trasformare un principio in un impegno pubblico, riconoscendo alla Gentilezza un ruolo vivo nella quotidianità della comunità. Anche Daniele Trevenzoli, sindaco di Villimpenta, ha ribadito l’impegno del proprio territorio al fianco di Costruiamo Gentilezza, consolidando una visione comune: costruire, insieme, realtà capaci di prendersi cura delle persone, dei luoghi e della memoria storica che rende ogni comunità unica.
A coordinare l’incontro sono stati Giorgia Truzzi e Luca Villagrossi, soddisfatti per l’accoglienza e per i riscontri ricevuti. Significativi anche gli interventi di Marco Carra, consigliere regionale della Lombardia, Francesca Cavicchini, consigliera comunale di Rodigo, e Antonella Castagna, delegata SPI CGIL: presenze che hanno confermato quanto il richiamo alla Gentilezza possa attraversare ruoli e sensibilità diverse, riportando sempre al centro la persona e il bene comune. Da Rivalta sul Mincio è nato inoltre un risultato destinato ad andare oltre la serata: un ponte di collaborazione tra le Terre Vesuviane e il territorio mantovano, tra Sud e Nord, tra comunità geograficamente lontane ma vicinissime nella volontà di costruire nuovi percorsi condivisi.
Nicolò Agosta, responsabile organizzazione della Federazione PD Mantova, ha affidato a parole chiare il senso di questo nuovo cammino: «Stasera, a Rivalta sul Mincio, abbiamo messo il primo mattone di un ponte di collaborazione tra le Terre Vesuviane e le Terre Virgiliane, sul terreno della Gentilezza, delle relazioni e dei progetti al servizio delle comunità e di chi le vive».


Quando territori diversi scelgono di incontrarsi, ascoltarsi e costruire insieme, la Gentilezza acquista davvero una forza rivoluzionaria. Diventa dialogo, inclusione, partecipazione; restituisce alle istituzioni il loro significato più autentico: essere al servizio delle persone. Su tutto, la memoria commossa di Ildebrando “Brando” Parmigiani, anima gentile della Festa e uomo capace di lasciare un segno attraverso la disponibilità, il volontariato e la presenza accanto agli altri. A lui è andato il grazie più sentito, perché gli esempi autentici non si esauriscono nel ricordo: continuano a camminare nelle azioni di chi resta, diventano coscienza e riconoscenza, aiutano una comunità a custodire la parte più bella di sé. Sotto quel cielo stellato di Rivalta sul Mincio sono stati piantati molti nuovi semi. Alcuni germoglieranno nelle istituzioni, altri nelle scuole, nelle amministrazioni e nei luoghi della vita quotidiana. Tutti porteranno con sé lo stesso messaggio: la Gentilezza è necessaria. Necessaria perché sa trasformare una parola in responsabilità, una responsabilità in presenza e una presenza in cambiamento. Perché costruire Gentilezza significa costruire comunità. E costruire comunità significa scegliere, ogni giorno, di esserci.

Ma il racconto di Rivalta sul Mincio non si è concluso con l’ultima parola pronunciata sotto quel cielo stellato… La sua eredità più autentica ha preso forma poche ore dopo, quando la Gentilezza raccontata durante l’incontro è uscita dal cerchio per farsi gesto, cura e presenza.
Il mattino seguente, Giorgia Truzzi e Nicolò Agosta, saputo del lungo viaggio che attendeva Anna Vitiello, hanno scelto di accompagnarla in auto fino alla stazione di Reggio Emilia. Un gesto semplice, ma capace di trasformare in realtà ciò che poche ore prima era stato affidato alle parole.
«Non avrei mai immaginato che, in una sera d’estate, sotto quel cielo immenso e stellato, avrei ascoltato parole così potenti da farmi desiderare di diventare ambasciatrice della Gentilezza. Guardandovi da fuori ho capito che tutto era possibile», ha confidato Giorgia Truzzi.
È questa la potenza di un seme gentile: un gesto ne genera un altro, una parola accende una nuova consapevolezza e ciò che viene piantato con amore, prima o poi, germoglia. Mano nella mano, seme dopo seme, comunità dopo comunità.