X Memorial Armando Ingino: Serino si ritrova nel ricordo, nella condivisione e nella forza di essere comunità

Tre giorni di sport, giochi, musica ed emozioni in Piazza Ciccarelli. Lo straordinario successo di un paese capace di ritrovarsi, accorciare le distanze e trasformare la memoria di Armando Ingino in un messaggio rivolto al futuro.

Ci sono cose che si vedono con gli occhi, altre, invece, si riconoscono soltanto con il cuore. Ed è forse proprio da qui che bisogna partire per raccontare il X Memorial Armando Ingino, che dal 25 al 27 agosto ha trasformato Piazza Ciccarelli in qualcosa di più di un semplice luogo fisico, rendendola uno spazio di incontro tra generazioni, ricordi, sorrisi e appartenenza, dove sport, musica e gioco sono diventati il linguaggio universale attraverso cui un’intera comunità ha scelto di ritrovarsi. Ricordare qualcuno, del resto, non significa semplicemente voltarsi verso ciò che è stato, ma riuscire a riportare nel presente i valori che quella persona ha saputo lasciare, permettendo loro di continuare a camminare attraverso le persone, le famiglie e, soprattutto, le nuove generazioni. Armando Ingino, già sindaco di Serino, è stato per la sua comunità molto più di una figura istituzionale: è stato una voce, capace di comprendere quanto una comunità non cresca soltanto attraverso gli atti amministrativi o le opere materiali, ma anche nella capacità di stare insieme, incontrarsi, conoscersi e riconoscersi negli altri. Una voce che aveva intuito quanto gli eventi, la partecipazione e l’aggregazione potessero trasformarsi in strumenti preziosi per costruire un autentico sentimento di appartenenza e che, dieci edizioni dopo, continua simbolicamente a farsi sentire.

Il Memorial nasce dalla volontà e dall’amore della famiglia Ingino, che ha saputo compiere qualcosa di straordinariamente difficile e, proprio per questo, meravigliosamente umano: trasformare un ricordo privato in un patrimonio collettivo, facendo della nostalgia non una ferita da custodire in silenzio, ma una luce da condividere con un intero paese. Una luce che in questi tre giorni ha attraversato gli occhi dei bambini, l’entusiasmo dei ragazzi, i sorrisi delle famiglie e l’orgoglio delle frazioni, restituendo a tutti quella spensieratezza che la frenesia quotidiana rischia troppo spesso di sottrarci e ricordandoci quanto possa essere quasi rivoluzionario, oggi, riuscire semplicemente a sorridere insieme.

In una società nella quale sembra diventato sempre più facile dividersi, il Memorial ha ricordato che si può ancora scegliere di fare fronte comune, che il sorriso può costruire ponti in un tempo in cui troppi preferiscono innalzare muri e che la competizione, quando è sana, non separa ma insegna il rispetto dell’altro. Perfino attraverso un gioco possono essere trasmessi alcuni dei valori più grandi della vita: lealtà, amicizia, collaborazione, sacrificio e appartenenza, elementi che in questi tre giorni hanno trovato una loro espressione concreta e tangibile. È stata soprattutto la festa dei giovani, non semplici spettatori o comparse alle quali concedere uno spazio simbolico, ma autentici protagonisti. In questo senso assume un significato ancora più importante il lavoro del Forum dei Giovani, presenza fondamentale nell’organizzazione e nell’animazione della manifestazione, perché quando ai ragazzi vengono affidate responsabilità, spazi, idee e possibilità concrete di esprimersi non si sta semplicemente organizzando un evento, ma si sta investendo nella comunità che verrà. Il Forum dei Giovani ha rappresentato proprio questo: la dimostrazione che le nuove generazioni, quando vengono coinvolte e messe nelle condizioni di partecipare, sanno diventare energia, creatività, entusiasmo e senso di appartenenza, non soltanto futuro di Serino, ma parte viva e determinante del suo presente. Dallo sport ai giochi tradizionali, dal villaggio dedicato ai bambini alla caccia al tesoro notturna, dalla musica alla Corrida delle squadre, ogni momento ha contribuito a creare un piccolo universo nel quale generazioni differenti hanno potuto incontrarsi senza barriere, ed è forse proprio qui che passato, presente e futuro hanno trovato il loro significato più profondo: il passato nella memoria di Armando Ingino, il presente in una comunità che ha scelto di esserci e il futuro negli occhi di quei ragazzi ai quali viene consegnato il compito più importante, quello di continuare a credere che Serino possa crescere senza perdere la propria anima. Accanto al lavoro della famiglia, delle associazioni e dei volontari, assume un valore centrale il sostegno e la presenza del Comune di Serino, che ha contribuito a rendere possibile una manifestazione capace di andare ben oltre il semplice momento ricreativo. Le istituzioni trovano forse la loro espressione più autentica proprio quando riescono a essere vicine alla vita reale delle persone, sostenendo occasioni nelle quali la memoria diventa partecipazione, la tradizione incontra i giovani e il senso di appartenenza si trasforma in un progetto condiviso. L’Amministrazione guidata dal sindaco Vito Pelosi raccoglie oggi anche questa responsabilità, custodendo ciò che di prezioso il passato ha consegnato alla comunità e trasformandolo in nuova energia, affinché la memoria non resti qualcosa di immobile, ma possa diventare una delle fondamenta sulle quali costruire una Serino capace di guardare avanti… Ed è significativo che proprio un Memorial dedicato a un ex sindaco trovi oggi nel Comune di Serino una presenza partecipe e concreta, perché in questo ideale passaggio tra epoche diverse si racchiude forse uno dei messaggi più belli dell’intera manifestazione: le persone passano, gli incarichi finiscono, le stagioni cambiano, ma ciò che viene fatto con autenticità per una comunità può continuare a generare valore anche molto tempo dopo, soprattutto quando le nuove generazioni scelgono di raccoglierne l’eredità e reinterpretarla con il proprio entusiasmo.

Al di là degli spettacoli, dei giochi, delle classifiche e delle iniziative, però, l’immagine più autentica di questi tre giorni resta probabilmente negli occhi delle persone e, in particolare, nella commozione di Giulia Ingino, perché esistono emozioni che sarebbe quasi ingiusto provare a spiegare fino in fondo. Negli occhi di una figlia che osserva un’intera comunità ricordare suo padre c’è qualcosa che supera qualsiasi cerimonia, qualsiasi discorso e qualsiasi riconoscimento ufficiale: c’è la consapevolezza che una persona non scompare realmente finché continua a vivere in ciò che ha lasciato negli altri e che il privilegio più grande, forse, è accorgersi che il proprio passaggio non sia stato vano, che un’idea continui a camminare e che persino un bambino che non ha mai conosciuto quell’uomo possa, senza saperlo, vivere oggi qualcosa nato anche dai valori che quell’uomo aveva saputo seminare.

È proprio qui che si trova il premio più importante del Memorial: la condivisione.

Fondamentale, dunque, il contributo dell’A.S.D. Armando Ingino, del Forum dei Giovani, del Comune di Serino, delle associazioni, dei volontari, degli organizzatori, delle famiglie, delle squadre e di tutti coloro che hanno scelto di dedicare tempo, energie e passione a questa decima edizione, perché dietro una manifestazione così partecipata non esistono soltanto programmi e appuntamenti, ma persone che lavorano, collaborano, rinunciano a qualcosa del proprio tempo e decidono di metterlo al servizio degli altri. È questa rete umana, ancor prima di quella organizzativa, ad aver regalato a Serino tre giorni intensi, splendidi e profondamente vivi. Alla fine, inevitabilmente, una classifica doveva esserci e a conquistare la vittoria è stata la frazione di San Biagio, che iscrive così il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione, ma fermarsi soltanto al risultato significherebbe non aver compreso fino in fondo ciò che Piazza Ciccarelli ha raccontato. In questi tre giorni, infatti, hanno vinto tutte le frazioni di Serino, nelle loro differenze, nelle loro identità, nelle loro storie e in quel sano orgoglio di appartenenza che, quando incontra il dialogo, smette di essere distanza e diventa ricchezza.

Serino è grande proprio perché custodisce tante identità territoriali differenti e può diventare ancora più grande quando quelle identità scelgono di parlarsi, conoscersi, rispettarsi e camminare nella stessa direzione. Forse era proprio questo il significato più bello dei “Giochi senza frazioni”: cancellare simbolicamente, almeno per qualche giorno, i confini senza cancellare le identità, restando San Biagio, Sala, Rivottoli, Ferrari, Canale o qualunque altra frazione, portando con orgoglio i propri colori e la propria storia, ma ricordandosi, prima di tutto, di essere Serino, poiché appartenere non significa chiudersi dentro un confine, ma sapere da dove si viene per comprendere meglio dove si può andare insieme.

Il tempo passa, recita il messaggio del Memorial, ma le grandi tradizioni restano e restano soprattutto gli uomini capaci di lasciare qualcosa dentro gli altri. Così, mentre le luci della decima edizione si spengono e Piazza Ciccarelli ritorna lentamente alla propria quotidianità, qualcosa continua a rimanere acceso: una voce, quella di Armando Ingino, non consegnata soltanto alla nostalgia di ciò che è stato, ma capace di continuare a vivere ogni volta che un bambino sorride, un giovane viene reso protagonista, un’associazione sceglie di mettersi al servizio del paese, un’istituzione riesce ad avvicinarsi alle persone e due frazioni, dopo essersi sfidate, riescono ancora a stringersi la mano. Alla fine il trofeo più bello di questi tre giorni non è soltanto quello sollevato da una squadra, ma vedere un padre continuare a vivere negli occhi di una figlia, un ricordo trasformarsi in futuro e un paese ricordarsi ancora una volta che nessuna frazione sarà mai abbastanza forte da sola quanto può esserlo un’intera comunità quando decide di camminare insieme… Ed è proprio lì, in quell’istante quasi invisibile in cui le distanze si accorciano e resta soltanto la consapevolezza di appartenere alla stessa storia, che Serino riesce forse a mostrare il volto più autentico e più bello di sé.

Credito foto: Forum Giovani di Serino

Carmine Pelosi nasce ad Avellino il 28 novembre 1997. È scrittore, giornalista pubblicista, autore, editor, presentatore di eventi e direttore artistico. Laureato con il massimo dei voti in Lettere Moderne e in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, collabora con la rivista nazionale online MediaVox Magazine, per la quale realizza articoli, interviste, approfondimenti, comunicati e contenuti dedicati al mondo della cultura, dello spettacolo, della letteratura e delle eccellenze italiane. Nel corso degli anni ha costruito un percorso che intreccia scrittura d’autore, giornalismo culturale, promozione territoriale e progettazione di iniziative di rilievo nazionale. Segue inoltre vari eventi culturali nazionali e internazionali, spesso legati al mondo del cinema, della musica, della moda, della scrittura e dell’arte, ed è spesso con le sue opere protagonista all’interno del Salotto Culturale di Casa Sanremo, contesto nel quale collabora attivamente a diversi progetti culturali. Nel 2022, con il romanzo di esordio Hirundo: il racconto di un volo, è risultato tra i dieci finalisti di Casa Sanremo Writers, ricevendo una menzione speciale da parte della presidente di giuria Laura Delli Colli. Ha pubblicato successivamente i romanzi Il fantasmagorico Adam Cat e Cinque Anime al Ritz Paris con Guida Editori, opere prescelte in palcoscenici di rilievo nazionale e capaci di ottenere riconoscimenti, apprezzamenti e attenzione da parte della stampa e della critica. È inoltre autore, insieme a Gigliola Scala, del romanzo Sulle punte dell’Anima, impreziosito dalla prestigiosa prefazione dell’étoile Giuseppe Picone, dedicato al mondo della danza ed edito da Casa Sanremo Edizioni. Tra le sue opere figurano anche Un viaggio Magnifico e Il destino di uno scrittore a Parco dei Principi, entrambi editi da Casa Sanremo Edizioni; ha inoltre curato diversi libri pubblicati dalla stessa casa editrice. Nel novembre 2025 ha presentato Un viaggio Magnifico nella Sala Dante del St. Regis Florence in occasione dell’inaugurazione della IV edizione del Festival Il Magnifico. Accanto all’attività letteraria e giornalistica, svolge un ruolo attivo nella valorizzazione culturale del territorio ed è ideatore, insieme all’amico e artista Sabino Matta, dell’evento Natale in Codice e di altre iniziative che si distinguono come motore di cultura, identità e promozione del territorio nel panorama locale e nazionale.