La dott.ssa Arcangela De Vivo, Ambasciatrice della Gentilezza delle Terre di Capitanata in Puglia e ideatrice del Concorso, racconta la seconda edizione de “La Gentilezza e la Pace in versi”. Un progetto che, attraverso poesia, partecipazione e condivisione, riaccende il legame tra le Terre Vesuviane e la Capitanata, protagoniste nel 2024 dell’esperienza di Capitale in rete della Gentilezza.
Ci sono parole che non si limitano a essere pronunciate, perché possiedono la forza silenziosa di trasformarsi in gesti, relazioni, ponti tra persone e territori. Parole capaci di uscire dalle pagine e diventare comunità. Gentilezza e Pace appartengono certamente a questa dimensione: due valori che sembrano raccontarsi separatamente e che, invece, trovano il proprio significato più autentico proprio quando camminano insieme. È da questa consapevolezza che prende forma la seconda edizione del Concorso Internazionale di Poesia “La Gentilezza e la Pace in versi”, promosso dall’Associazione “Gentilezza è Cultura” di San Severo, un’iniziativa che pone al centro Pace, Amore, Ospitalità e Condivisione e che quest’anno amplia ulteriormente i propri orizzonti, aprendosi ad autori italiani e stranieri, con scadenza fissata al 20 settembre 2026.

A raccontarne significato, radici e prospettive è la dott.ssa Arcangela De Vivo, Ambasciatrice della Gentilezza delle Terre di Capitanata, in Puglia, nonché ideatrice del Concorso, che pone immediatamente l’accento sulla profonda connessione esistente tra le due parole protagoniste dell’iniziativa. «O, per meglio dire, della Gentilezza e della Pace, perché le due cose non possono essere considerate separatamente: l’una non può prescindere dall’altra e non può esistere senza di essa», sottolinea Arcangela De Vivo. Ed è forse proprio da questa visione che bisogna partire per comprendere un progetto che va ben oltre la dimensione di una competizione letteraria: la poesia diventa infatti il linguaggio attraverso il quale mettere in comunicazione sensibilità diverse, avvicinare generazioni, raccontare esperienze e continuare a tessere quella trama di relazioni che negli anni ha saputo unire territori geograficamente distanti ma accomunati dallo stesso desiderio di costruire.
Un legame che affonda le proprie radici anche nel percorso condiviso tra le Terre Vesuviane e le Terre della Capitanata, nella Daunia, protagoniste nel 2024 dell’esperienza di Capitale in rete della Gentilezza. Un incontro tra comunità che ha dimostrato come i confini geografici possano perdere consistenza quando idee, valori e persone decidono di muoversi nella stessa direzione. «Siamo sempre più convinti che la costruzione di una rete rappresenti un passaggio fondamentale per favorire la crescita delle diverse comunità e promuovere un autentico interscambio di esperienze, idee e progettualità», dichiara Arcangela De Vivo, evidenziando come il lavoro condiviso possa diventare uno degli strumenti più efficaci per sottrarre la Gentilezza alla dimensione della semplice enunciazione e trasformarla in una pratica quotidiana, concreta e collettiva. La seconda edizione del Concorso diventa così anche l’occasione per rilanciare il dialogo tra la Capitanata e le Terre Vesuviane, riprendendo il filo di un percorso che aveva trovato nel 2024 una delle sue espressioni più significative e proiettandolo verso nuove esperienze di collaborazione.
In questa prospettiva assume particolare valore la presenza nella Commissione di Anna Vitiello, Ambasciatrice alla Gentilezza delle Terre Vesuviane, che ha accolto l’invito a prendere parte al progetto. La giuria, chiamata a valutare le opere in forma rigorosamente anonima, sarà presieduta da Paola Marino e composta inoltre da Lucrezia Campaniello, Maria Francesca Stefanelli e Maria Antonietta Tella; finalisti e vincitori riceveranno comunicazione entro il 30 ottobre 2026. «Questa collaborazione vuole rappresentare un primo passo verso la ripresa delle attività condivise tra le Terre Vesuviane e la Capitanata, con l’obiettivo di rilanciare, anche sul territorio nazionale, il forte connubio costruito negli scorsi anni», prosegue De Vivo, restituendo così alla presenza di Anna Vitiello un valore che supera quello puramente tecnico della giuria e assume il significato simbolico di una rete che torna a incontrarsi, riconoscersi e progettare.
Ed è proprio in questa capacità di mettere in relazione mondi differenti che la poesia smette definitivamente di essere soltanto esercizio letterario e si trasforma in luogo d’ascolto, possibilità di espressione, spazio di incontro e, talvolta, occasione di riscatto. Il Concorso è infatti articolato nelle sezioni Poesia adulti, Poesia giovani fino ai 18 anni e Casa circondariale, aprendo le proprie porte a persone, età ed esperienze profondamente differenti. Gli autori possono partecipare con un massimo di due componimenti, ciascuno non superiore ai trentasei versi, dedicati ai temi della Gentilezza, della Pace, dell’Amore, dell’Ospitalità e della Condivisione. Particolarmente significativa è proprio l’attenzione rivolta agli ospiti delle case circondariali, ai quali viene offerta gratuitamente la possibilità di affidare alla parola poetica pensieri, esperienze ed emozioni. «Abbiamo ritenuto opportuno offrire anche agli ospiti delle case circondariali la possibilità di partecipare al concorso di poesia», spiega la dottoressa, richiamando uno dei significati più profondi della scrittura: riuscire a trasformare la parola in racconto di sé, consapevolezza, relazione e, in alcuni casi, possibilità di guardare oltre il proprio presente. Altrettanto importante è l’attenzione dedicata ai giovani, perché è proprio attraverso le nuove generazioni che valori come la Gentilezza e la Pace possono smettere di essere concetti astratti per diventare educazione alla relazione, rispetto dell’altro e senso autentico della comunità. Per la sezione Poesia giovani e per quella dedicata alla Casa circondariale non è previsto alcun contributo di partecipazione, mentre per la sezione adulti il bando stabilisce una quota di adesione di 15 euro. L’intero progetto si inserisce inoltre nell’ambito del Progetto Nazionale “Costruiamo Gentilezza” e nella rete di collaborazioni istituzionali e associative indicate nel bando, rafforzando ulteriormente l’idea di una Gentilezza capace di uscire dalla dimensione individuale per trasformarsi in un vero processo culturale e sociale.
La cerimonia conclusiva di premiazione è prevista per il 13 novembre 2026 a San Severo, presso la Palazzina Liberty. Al primo, secondo e terzo classificato saranno assegnati riconoscimenti accompagnati da attestato e motivazione, mentre l’organizzazione si riserva la possibilità di conferire ulteriori riconoscimenti speciali. Maria Teresa Infante La Marca, poeta e scrittrice, figura quale Presidente del Concorso, mentre Arcangela De Vivo è indicata nel bando quale ideatrice dell’iniziativa. Dietro date, regolamenti, giurie e premiazioni, tuttavia, rimane soprattutto una scelta umana: quella di mettere gratuitamente tempo, competenze ed energie al servizio di un’idea nella quale si crede. «Teniamo a sottolineare la natura volontaria di tutte le nostre attività, portate avanti con impegno, passione e spirito di servizio», conclude Arcangela De Vivo… Ed è forse proprio in queste parole che si trova l’anima più autentica dell’intero progetto, perché la Gentilezza, prima ancora di essere raccontata, deve essere scelta; la Pace, prima ancora di diventare un grande ideale, deve imparare ad abitare i gesti quotidiani; e la poesia, con la sua capacità di attraversare muri, distanze, età e condizioni sociali differenti, può diventare uno dei luoghi nei quali queste due parole tornano finalmente a incontrarsi. Così la Capitanata e le Terre Vesuviane tornano idealmente a tendersi la mano, mentre da San Severo parte un messaggio destinato ad andare molto più lontano: fare in modo che la Gentilezza diventi parola, che la parola diventi poesia e che la poesia possa trasformarsi in un messaggio di Pace capace di attraversare territori, generazioni e storie… Perché quando una rete nasce dal desiderio autentico di costruire e condividere, le distanze smettono di essere confini e diventano ponti e ogni verso, può essere il primo passo per attraversarli!
