Molte storie aspettano solo il momento giusto per incontrare nuovi occhi. La Vetrina di Casa Sanremo Writers è quel momento: uno spazio in cui libri, autori ed emozioni si incontrano sotto i riflettori della settimana sanremese.
MediaVox Magazine si prepara a scoprire gli scrittori e le scrittrici dell’edizione 2027 del Salotto letterario di Casa Sanremo Writers.
Conosceremo insieme i protagonisti di questo viaggio partendo dalle persone, dai loro percorsi e dall’istante in cui un’idea diventa storia… Perché dietro ogni copertina c’è un universo da scoprire, un autore alla volta!
Libro consigliato da MediaVox Magazine: “La primavera torna sempre con le viole” di Manuela Violi.
Ci sono case che non sono fatte soltanto di muri: custodiscono voci, carezze, assenze e il respiro di chi ci ha insegnato ad amare. In “La primavera torna sempre con le viole”, Manuela Violi varca nuovamente la soglia della casa paterna e trasforma la polvere del tempo in memoria viva. La ristrutturazione di un luogo diventa così la ricostruzione di sé: un viaggio intimo attraverso il lutto, le radici, l’adozione, il perdono e il desiderio ostinato di pronunciare ancora il proprio sì alla vita. Con una scrittura autentica e luminosa, l’autrice compone il racconto di un’esistenza attraversata dal dolore, ma mai privata della capacità di amare e ricominciare. Ogni stanza diventa una pagina, ogni oggetto un frammento del passato, ogni ferita una possibile apertura verso il futuro. Una lettura emozionante e profondamente umana, capace di ricordarci che tornare non significa necessariamente guardare indietro, ma ritrovare la strada per rinascere, poiché, anche dopo l’inverno più duro, la primavera torna e, con lei, le viole!

SINOSSI DELL’OPERA | Una casa da ristrutturare: la casa paterna da cui tutto ha avuto inizio. Rientrarvi dopo tanto tempo non è facile, perché tra quelle mura vivono ancora i ricordi di un grande dolore, troppo vicino e mai abbastanza lontano per essere dimenticato. Dalle finestre un po’ di luce filtra nella polvere; ogni oggetto, ogni muro e ogni superficie parlano di quell’amore ancestrale che la morte percuote con violenza, ma che non potrà mai spezzare. Tra quelle mura, il racconto di una vita si scioglie in un’intima confessione. Emergono il desiderio di ritrovare le proprie radici, il bisogno di ricomporre ferite profonde e la volontà di testimoniare con forza il proprio sì alla vita, nonostante le ombre che portiamo dentro e che ci piegano come un legno ancora verde. Alla fine tutto torna, come in un lungo sogno limpido e luminoso, sulle orme del proprio cammino, in quel luogo che chiamiamo casa: stazione di partenza e di arrivo di un cuore lacerato e poi ricomposto, rinnovato dal calore di una vita nuova e dalla luce di una primavera che sussurra il proprio messaggio di speranza.
BIOGRAFIA DELL’AUTRICE | Manuela Violi nasce a Firenze il 24 agosto 1965 presso l’Istituto degli Innocenti e, nel marzo del 1967, viene adottata da una coppia di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, dove trascorre gran parte della propria vita. Il padre, già sottufficiale dell’Esercito e prigioniero in Germania durante la seconda guerra mondiale, rappresenta uno dei suoi più grandi amori; più complesso è invece il rapporto con la madre, insegnante, che la scrittura autobiografica l’aiuterà nel tempo a comprendere e perdonare. Insegnante di scuola primaria da oltre trent’anni, Manuela è madre di quattro figli, Jo, Isabel, Tania e Lilian. Nel 2015 incontra Paolo, divenuto poi suo marito e affettuosamente definito il proprio “George Clooney”. La loro famiglia si amplia accogliendo anche alcune persone di origine nigeriana, amate come figli. Dopo la scomparsa del padre, avvenuta all’età di 102 anni e mezzo, Manuela restaura insieme alla famiglia la casa in cui è cresciuta, trasformandola nella struttura ricettiva Le Viole Holiday House. Pur convivendo con i dolori della fibromialgia, affronta la vita con energia e curiosità, dedicandosi alla scrittura, alla poesia, al canto, alla lettura, alla pittura e al volontariato. Nel 2023, grazie al Tribunale per i minorenni di Firenze, riesce finalmente a conoscere la storia delle proprie origini e della madre biologica Grazia, una donna di origine pugliese che, pur non potendo crescerla, aveva scelto per lei i nomi Manuela e Tilde e desiderato un futuro sereno. I primi contatti con una nipote e con uno dei fratelli hanno aperto un nuovo ed emozionante capitolo della sua vita. Una storia ancora in cammino, racchiusa nella promessa: «To be continued…».