Bussoletti rilegge “Acida”: il grido dei Prozac+ incontra una nuova stagione della vita

Ci sono canzoni che conservano la voce di un’epoca e, quando tornano, sanno raccontare anche chi siamo diventati. È il caso di “Acida”, il brano dei Prozac+ che Bussoletti ha scelto per la sua prima cover. La sua interpretazione sarà disponibile dal 18 settembre 2026 sulle piattaforme digitali e in radio, per Red&Blue Music Relations, con distribuzione ADA Music Italy.

Il cantautore romano si avvicina a un pezzo che ha accompagnato una generazione intera con rispetto e con il desiderio di attraversarlo attraverso la propria sensibilità. Le chitarre di Salvatore Romano, le voci di Lele Battista e le percussioni di Leziero Rescigno costruiscono un paesaggio acustico caldo. La voce, invece, conserva la forza di un grido liberatorio. L’idea di registrare il brano è nata dopo averlo eseguito dal vivo all’Auditorium Parco della Musica di Roma, in un incontro con il pubblico rimasto impresso all’artista.

«Dentro c’è chi, come me, è convinto che la vita continui oltre la giovinezza più sfacciata senza perdere valore ma solo cambiando colore», racconta Bussoletti nel materiale di presentazione del singolo. È forse qui il cuore della sua “Acida”: ritrovare la canzone della giovinezza e lasciarle esprimere anche il presente.

Questa prospettiva prende forma nel videoclip diretto da Alessandro Sabeone, con la partecipazione del musicista Peppe Mangiaracina. Tra la Basilica della Santissima Trinità di Saccargia e gli scorci di Codrongianos, le immagini incontrano i paesaggi, le persone e le tradizioni del territorio. La musica diventa così un modo per guardare ai luoghi e alle proprie radici con occhi nuovi.

Cantautore, autore e voce radiofonica, Bussoletti ha ricevuto riconoscimenti come il Premio Lunezia, il Premio Donida e il Premio Amnesty “Arte e Diritti Umani”. Con “Acida” aggiunge al suo percorso una canzone che conosce da sempre, scegliendo di farla risuonare nel tempo che vive oggi.

MediaVox Magazine ha intervistato Bussoletti per scoprire come è nata la sua versione di “Acida”: un dialogo tra ricordi personali, scelte musicali e il fascino di Codrongianos, cornice del videoclip.

L’INTERVISTA

“Acida” è la tua prima cover: quale ricordo personale ti lega al brano dei Prozac+ e che cosa ti ha fatto capire che era arrivato il momento di inciderne una tua versione? In realtà, da quando è uscita nel 1998, non ho mai smesso di cantare questa canzone. Poi è successo che ho deciso di farla anche live in un mio concerto all’Auditorium Parco della Musica ed è accaduto qualcosa nel pubblico. C’era un’elettricità particolare che non mi è passata inosservata e così ho deciso di lasciarne traccia registrando e pubblicando la mia versione. Col massimo dell’umiltà nei confronti di una band che ho molto amato e che rispetto.

Nel nuovo arrangiamento il suono diventa più caldo e acustico, mentre la voce conserva la forza di un grido. Come avete trovato questo equilibrio insieme ai musicisti che hanno lavorato con te? Effettivamente c’è questo contrasto strano che Lez Rescigno ha notato per primo mentre registrava le batterie. Io “Acida” l’ho sempre cantata con forza, quasi urlata, mentre il mondo musicale di questa versione era morbido ed acustico. Facendo vari tentativi vocali in studio con Francesco Arpino, però, abbiamo capito che la prima intenzione era quella giusta. E poi i cori di Lele Battista hanno chiuso la magia.

Il videoclip porta la canzone a Codrongianos, tra paesaggio, comunità e memoria. Che cosa hai scoperto di quel luogo e che cosa vorresti arrivasse al pubblico attraverso le immagini? Si tratta di un posto magico, la Basilica di Saccargia lascia senza fiato. Siamo stati tre giorni io e Peppe Mangiaracina e subito abbiamo legato con tutti come se fossimo lì da anni. Il sindaco ci ha aiutato molto nell’accoglienza ed abbiamo avuto la fortuna di farci guidare pietra dopo pietra dal mitico Gianni Mele. Io consiglio a tutti di farci almeno un weekend ma spero che il video di Alessandro Sabeone faccia già capire dalle immagini quanto fascino ci sia a Codrongianos

Carmine Pelosi nasce ad Avellino il 28 novembre 1997. È scrittore, giornalista pubblicista, autore, editor, presentatore di eventi e direttore artistico. Laureato con il massimo dei voti in Lettere Moderne e in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, collabora con la rivista nazionale online MediaVox Magazine, per la quale realizza articoli, interviste, approfondimenti, comunicati e contenuti dedicati al mondo della cultura, dello spettacolo, della letteratura e delle eccellenze italiane. Nel corso degli anni ha costruito un percorso che intreccia scrittura d’autore, giornalismo culturale, promozione territoriale e progettazione di iniziative di rilievo nazionale. Segue inoltre vari eventi culturali nazionali e internazionali, spesso legati al mondo del cinema, della musica, della moda, della scrittura e dell’arte, ed è spesso con le sue opere protagonista all’interno del Salotto Culturale di Casa Sanremo, contesto nel quale collabora attivamente a diversi progetti culturali. Nel 2022, con il romanzo di esordio Hirundo: il racconto di un volo, è risultato tra i dieci finalisti di Casa Sanremo Writers, ricevendo una menzione speciale da parte della presidente di giuria Laura Delli Colli. Ha pubblicato successivamente i romanzi Il fantasmagorico Adam Cat e Cinque Anime al Ritz Paris con Guida Editori, opere prescelte in palcoscenici di rilievo nazionale e capaci di ottenere riconoscimenti, apprezzamenti e attenzione da parte della stampa e della critica. È inoltre autore, insieme a Gigliola Scala, del romanzo Sulle punte dell’Anima, impreziosito dalla prestigiosa prefazione dell’étoile Giuseppe Picone, dedicato al mondo della danza ed edito da Casa Sanremo Edizioni. Tra le sue opere figurano anche Un viaggio Magnifico e Il destino di uno scrittore a Parco dei Principi, entrambi editi da Casa Sanremo Edizioni; ha inoltre curato diversi libri pubblicati dalla stessa casa editrice. Nel novembre 2025 ha presentato Un viaggio Magnifico nella Sala Dante del St. Regis Florence in occasione dell’inaugurazione della IV edizione del Festival Il Magnifico. Accanto all’attività letteraria e giornalistica, svolge un ruolo attivo nella valorizzazione culturale del territorio ed è ideatore, insieme all’amico e artista Sabino Matta, dell’evento Natale in Codice e di altre iniziative che si distinguono come motore di cultura, identità e promozione del territorio nel panorama locale e nazionale.