
Dal 1° al 4 ottobre 2026, Palazzo Reale di Napoli torna a trasformarsi nella cittadella della parola per la V edizione della fiera dell’editoria promossa dalla Fondazione Campania dei Festival
CLF26 è tornato: la fiera dell’editoria, a Napoli, si consolida come presidio fondamentale per la promozione della lettura, la tutela della bibliodiversità e il sostegno all’ecosistema del libro. Ispirata al verso propiziatorio “Jesce sole” e all’eredità culturale del Maestro Roberto De Simone, la manifestazione trasforma i cortili e le sale di Palazzo Reale e della Biblioteca Nazionale di Napoli in uno spazio diffuso di incontro tra oltre 120 editori, autori, scuole e lettori appassionati.
Tra le centinaia di case editrici presenti, SBS Edizioni di Sheyla Bobba rappresenta un punto imprescindibile di incontro e di scambio tra autori, lettori e curiosi provenienti da ogni parte della Campania. Grazie anche alla preziosa presenza degli autori che compongono la famiglia SBS, la casa editrice romana ha proposto alcune novità editoriali molto interessanti, che la redazione di MediaVox Magazine non si è lasciata sfuggire. “Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro” è l’ultimo lavoro di Alessio Tanzi. Si tratta di un noir mediterraneo che sfrutta l’espediente delle indagini per costringere a guardare tutto ciò che è rimasto irrisolto, avanzando tra ricordi, colpe e situazioni sfumate dal tempo.
“Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro” : il noir che riporta alla luce memorie e situazioni irrisolte

La recensione
Una cena tra ex compagni di liceo, un ritorno a Ostia dopo molti anni e, all’alba, un omicidio. È da qui che prende avvio Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro, il nuovo romanzo di Alessio Tanzi, che riporta al centro della vicenda Fermo Trimani. La vittima è Bruno Alfieri, mercante d’arte e figura centrale della rimpatriata: la sua morte rappresenta la riapertura di una pagina di storia personale che Fermo pensava di aver sepolto ma che non appartiene davvero al passato. Sfogliando le pagine assistiamo ad un vero e proprio “scavo” della memoria che riporta alla luce ricordi, rancori e ferite, mai veramente cancellate dal tempo.
L’indagine procede così su due piani: quello del delitto e quello della memoria, che si intrecciano e si sovrappongono, costituendo uno degli aspetti più interessanti del romanzo.
Ogni elemento della vicenda presente sembra rimandare a una vecchia traccia, qualcosa che si allaccia a quel tempo precedente l’omicidio, mentre il ritorno nei luoghi dell’adolescenza costringe Fermo a confrontarsi con ciò che aveva scelto di lasciarsi alle spalle. Ostia e il litorale romano non sono soltanto lo sfondo geografico della storia ma, insieme agli altri luoghi legati all’infanzia e ai ricordi, diventano spazi attraverso cui il passato torna a manifestarsi.
Tanzi costruisce in questo modo un noir nel quale la ricerca della verità non coincide soltanto con la soluzione di un delitto: la questione della colpa assume un peso altrettanto importante, così come il rapporto fra ciò che è realmente accaduto e il modo in cui ciascuno sceglie di ricordarlo. Anche il titolo trova qui la propria ragione: nella storia, il terreno su cui si muove il protagonista è fragile e ogni passo può riportare alla superficie qualcosa che sarebbe stato più semplice lasciare sepolto.
Ne emerge una narrazione tesa e introspettiva, in cui la componente investigativa diventa il mezzo per affrontare una materia più inquieta: la persistenza del passato e il prezzo che può avere il tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità. Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro costruisce così il proprio noir intorno a una domanda tutt’altro che secondaria: fino a che punto si può fingere di aver dimenticato la verità prima di ritrovarsi a fare i conti con essa?
Una storia che può incontrare soprattutto il gusto dei lettori che cercano nel noir qualcosa che vada oltre l’indagine, lasciando spazio ai rapporti irrisolti, alla memoria e alle conseguenze delle scelte compiute molti anni prima.
In definitiva, una lettura in cui il mistero diventa anche l’occasione per riflettere su ciò che il tempo non riesce davvero a cancellare, guidati da personaggi profondamente umani.
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