
Dal 1° al 4 ottobre 2026, Palazzo Reale di Napoli torna a trasformarsi nella cittadella della parola per la V edizione della fiera dell’editoria promossa dalla Fondazione Campania dei Festival
CLF26 è tornato: la fiera dell’editoria, a Napoli, si consolida come presidio fondamentale per la promozione della lettura, la tutela della bibliodiversità e il sostegno all’ecosistema del libro. Ispirata al verso propiziatorio “Jesce sole” e all’eredità culturale del Maestro Roberto De Simone, la manifestazione trasforma i cortili e le sale di Palazzo Reale e della Biblioteca Nazionale di Napoli in uno spazio diffuso di incontro tra oltre 120 editori, autori, scuole e lettori appassionati.
Tra le centinaia di case editrici presenti, SBS Edizioni di Sheyla Bobba rappresenta un punto imprescindibile di incontro e di scambio tra autori, lettori e curiosi provenienti da ogni parte della Campania. Grazie anche alla preziosa presenza degli autori che compongono la famiglia SBS, la casa editrice romana ha proposto alcune novità editoriali molto interessanti, che la redazione di MediaVox Magazine non si è lasciata sfuggire. Fili rossi intrecciati di Aurora Chiusoli è un romanzo intenso e viscerale, che esplora il trauma, la necessità di sentirsi visti e la possibilità di trovare un rifugio anche per un solo istante accanto a chi condivide la stessa fragilità.
Fili rossi intrecciati di Aurora Chiusoli: “Ogni legame nasconde una verità che aspetta di essere scelta”

La recensione
A 17 anni, dopo una violenza inaspettata che spezza definitivamente la sua famiglia, Lapo si trova già a fare i conti col peso di una colpa che non sa come affrontare: in attesa del processo, durante il quale viene affidato alla zia, il ragazzo si prepara alla sfida più difficile; quella di affrontare il lutto e le conseguenze di ciò che è accaduto. Ma la pressione dei ricordi, delle aspettative e del funerale imminente diventa troppo forte e Lapo decide di fuggire, senza un piano e senza una destinazione precisa. Sul traghetto diretto in Sardegna incontra Ninni, una ragazza della sua età che, pur provenendo da una realtà molto diversa, porta con sé una storia familiare altrettanto complessa: è partita alla ricerca della sorella che non ha mai conosciuto.
È proprio dall’incontro fra questi due ragazzi che la storia prende una direzione nuova: Lapo e Ninni non hanno vissuto le stesse esperienze e non condividono lo stesso modo di guardare al passato, ma entrambi conoscono il peso delle questioni familiari rimaste irrisolte. Tra rivelazioni e confessioni, il loro rapporto si costruisce poco alla volta, senza cancellare le ferite da cui entrambi provengono. Anzi, è un legame che nasce, piuttosto, dalla possibilità di riconoscersi in qualcosa che l’altro comprende senza bisogno di troppe spiegazioni. In questo senso, il legame fra i due protagonisti rappresenta uno dei nodi centrali del romanzo.
Il loro incontro, infatti, non rappresenta una soluzione ai problemi che si portano dietro ma un momento di comprensione capace di interrompere, almeno temporaneamente, la loro solitudine.
La Sardegna diventa lo scenario concreto di questo incontro e del percorso che ne segue. Il viaggio allontana Lapo dalla situazione che lo ha spinto alla fuga e, allo stesso tempo, offre a Ninni la possibilità di cercare una parte della propria storia familiare. La luce e la solitudine dell’isola accompagnano così una vicenda in cui entrambi i ragazzi si trovano a fare i conti con ciò che si sono lasciati alle spalle, pur partendo da storie molto diverse.
Aurora Chiusoli sceglie una scrittura diretta per raccontare temi difficili come la violenza domestica, il lutto, il senso di colpa e la ricerca di sé, mantenendo il punto di vista vicino all’esperienza dei suoi protagonisti. Il romanzo, infatti, guarda soprattutto alla dimensione emotiva dell’adolescenza, a quel momento in cui le esperienze familiari possono pesare sulla costruzione della propria identità e in cui trovare qualcuno disposto ad ascoltare può diventare altrettanto importante quanto trovare una risposta ai propri dubbi.
Il titolo richiama proprio la natura dei rapporti che attraversano la storia: legami che possono nascere in circostanze impreviste e intrecciarsi con quelli familiari, con le ferite e con i segreti che ciascuno porta con sé. Fili rossi intrecciati racconta così una fuga che diventa anche un incontro e mette al centro la possibilità, per due ragazzi che si sentono soli in modi diversi, di riconoscersi nelle fragilità dell’altro e di trovare qualcuno con cui condividere il peso di ciò che è accaduto nelle loro vite.