
Dal 1° al 4 ottobre 2026, Palazzo Reale di Napoli torna a trasformarsi nella cittadella della parola per la V edizione della fiera dell’editoria promossa dalla Fondazione Campania dei Festival
CLF26 è tornato: la fiera dell’editoria, a Napoli, si consolida come presidio fondamentale per la promozione della lettura, la tutela della bibliodiversità e il sostegno all’ecosistema del libro. Ispirata al verso propiziatorio “Jesce sole” e all’eredità culturale del Maestro Roberto De Simone, la manifestazione trasforma i cortili e le sale di Palazzo Reale e della Biblioteca Nazionale di Napoli in uno spazio diffuso di incontro tra oltre 120 editori, autori, scuole e lettori appassionati.
Tra le centinaia di case editrici presenti, SBS Edizioni di Sheyla Bobba rappresenta un punto imprescindibile di incontro e di scambio tra autori, lettori e curiosi provenienti da ogni parte della Campania. Grazie anche alla preziosa presenza degli autori che compongono la famiglia SBS, la casa editrice romana ha proposto alcune novità editoriali molto interessanti, che la redazione di MediaVox Magazine non si è lasciata sfuggire. Dopo “Frammenti di frastuono“, Alessandra Esposito torna con un nuovo intenso viaggio nell’intimità umana dal titolo “Frammenti di vita“. Un libro epistolare, composto da dieci lettere, ognuna testimonianza di esperienze autentiche o appena sfiorate, scritte con cuore e coraggio.
Esposito è tra le Autrici selezionate che parteciperanno a Casa Sanremo Writers 2027. A febbraio, infatti, Alessandra Esposito sarà per la terza volta tra le protagoniste del Salotto culturale di Casa Sanremo.
Frammenti di vita, di Alessandra Esposito | Dieci lettere per riconoscersi, ascoltare e ritrovare se stessi

La recensione
Che cosa può avere ancora da dire una lettera quando non sappiamo con certezza a chi sia destinata? È da questa domanda che prende forma Frammenti di vita. Dieci lettere in cerca di un mittente di Alessandra Esposito. Dieci testi diversi per esperienza e sensibilità, nati anche dalle storie condivise dai lettori del precedente Frammenti di frastuono, che diventano altrettante occasioni per parlare di amore, assenza, silenzio, paura e perdita.
In queste pagine non c’è la pretesa di trovare una risposta valida per tutti: il destinatario può essere una persona precisa, qualcuno che non c’è più, oppure restare volutamente sospeso, lasciando al lettore la possibilità di riconoscersi in parole che non erano state scritte per lui.
È proprio questa apertura a rendere interessante la scelta della forma epistolare: la lettera presuppone un interlocutore e, al tempo stesso, permette di dire cose che forse in una conversazione non troverebbero la stessa libertà. Esposito sfrutta questo spazio per avvicinarsi alle esperienze raccontate senza trasformarle in semplici testimonianze. Ogni voce porta con sé una storia particolare, ma il sentimento che la accompagna può diventare riconoscibile anche al di fuori della vicenda da cui nasce. Il lettore non è chiamato solo ad ascoltare, ma a misurarsi con quelle parole e con ciò che possono risvegliare della propria esperienza.
E così il lettore attento scoprirà ben presto che il titolo contiene già una piccola contraddizione che attraversa l’intero libro: le lettere sono in cerca di un mittente, ma anche (e soprattutto) di qualcuno disposto ad accoglierle. Scrivere diventa allora un modo per mettere ordine in ciò che è rimasto confuso, dare una forma a ricordi e sentimenti e, forse, recuperare una parte di sé che nel tempo era rimasta senza voce. Non è un caso che l’autrice, che si occupa anche di Journal Therapy, attribuisca alla scrittura una funzione di consapevolezza e di cura. Idea questa che prende forma anche nella scelta delle lettere, dalla struttura narrativa semplice e scorrevole ma che restituiscono alle parole una dimensione personale e quasi confidenziale.
Un ruolo particolare è affidato inoltre alla musica, che accompagna le lettere entrando in rapporto con il loro contenuto, talvolta in armonia e talvolta per contrasto. Anche questo elemento contribuisce a rendere Frammenti di vita un’esperienza che non punta soltanto sul racconto, ma sulla possibilità di creare uno spazio di ascolto attorno a ciò che viene scritto. Il risultato è un libro intimo, costruito su dieci voci che parlano di esperienze differenti ma finiscono per incontrarsi in un luogo ideale, in cui la scrittura diventa condivisione. Frammenti di vita chiede al lettore di riconoscere, fra le parole degli altri, qualcosa che gli appartiene: non necessariamente una storia uguale alla propria, ma un’emozione, una perdita, un silenzio o una frase che avrebbe voluto scrivere egli stesso.