Campania Libri Festival 2026 | I consigli di lettura di MediaVox Magazine: “I miei giorni vaghi” di Marinella Brandinali

Dal 1° al 4 ottobre 2026, Palazzo Reale di Napoli torna a trasformarsi nella cittadella della parola per la V edizione della fiera dell’editoria promossa dalla Fondazione Campania dei Festival

CLF26 è tornato: la fiera dell’editoria, a Napoli, si consolida come presidio fondamentale per la promozione della lettura, la tutela della bibliodiversità e il sostegno all’ecosistema del libro. Ispirata al verso propiziatorio “Jesce sole” e all’eredità culturale del Maestro Roberto De Simone, la manifestazione trasforma i cortili e le sale di Palazzo Reale e della Biblioteca Nazionale di Napoli in uno spazio diffuso di incontro tra oltre 120 editori, autori, scuole e lettori appassionati.

Tra le centinaia di case editrici presenti, SBS Edizioni di Sheyla Bobba rappresenta un punto imprescindibile di incontro e di scambio tra autori, lettori e curiosi provenienti da ogni parte della Campania. Grazie anche alla preziosa presenza degli autori che compongono la famiglia SBS, la casa editrice romana ha proposto alcune novità editoriali molto interessanti, che la redazione di MediaVox Magazine non si è lasciata sfuggire. I miei giorni vaghi di Marinella Brandinali è una raccolta poetica costruita intorno alle ventiquattro ore che compongono una giornata. Dalla mezzanotte fino alle 23:00, ogni ora è un pretesto letterario che diventa tappa autonoma per la creazione di un percorso che unisce fotografia, prosa e poesia. Con questo progetto, Marinella Brandinali è stata selezionata per partecipare a “La Vetrina” di Casa Sanremo Writers 2027.

I miei giorni vaghi, di Marinella Brandinali | Una raccolta poetica costruita sull’arco di una giornata

La recensione

Una giornata intera può diventare la struttura di un libro di poesia? Marinella Brandinali prova a rispondere a questa domanda con I miei giorni vaghi, una raccolta costruita sulle ventiquattro ore, dalla mezzanotte fino alle 23.00. Non si tratta però di una semplice scansione cronologica: ogni ora costituisce una tappa nella quale fotografia, prosa e poesia si incontrano per osservare la realtà da prospettive diverse. L’idea della giornata come struttura portante è infatti all’origine del progetto, al quale l’autrice ha poi ricondotto progressivamente i testi e le immagini.
Il tempo diventa così una vera materia poetica. Le ore del giorno portano con sé il mutare della luce, i rumori della quotidianità, il lavoro, gli spostamenti, le pause e il ritorno a casa, ma anche una dimensione più personale, nella quale trovano spazio la memoria, la solitudine, gli affetti e il dolore. Il passaggio dalla notte all’alba e poi verso la sera segue contemporaneamente il ritmo esterno della giornata e quello più difficile da misurare della vita interiore. La struttura permette quindi di accostare momenti molto diversi senza perdere il filo che li unisce: il tempo che passa fuori corrisponde a quello che, nel frattempo, si deposita dentro.
Particolarmente interessante è il rapporto fra i tre linguaggi scelti da Brandinali: le fotografie, tutte in bianco e nero, non hanno soltanto una funzione illustrativa, così come le prose non servono semplicemente da introduzione ai componimenti poetici. Insieme contribuiscono a costruire un racconto nel quale luoghi e momenti della quotidianità acquistano un significato ulteriore attraverso la parola. Roma, Procida, Venezia, la Sardegna, Lanzarote e gli altri paesaggi presenti nel volume ampliano infatti la dimensione della raccolta: il viaggio geografico diventa anche un modo per osservare il proprio percorso personale.
È soprattutto nel passaggio dalla quotidianità alla memoria che la raccolta trova la propria direzione. Brandinali guarda a ciò che accade durante una giornata, ma presta attenzione anche a tutto quello che normalmente rischia di passare inosservato: un paesaggio, un ricordo o un momento di solitudine che sia. La poesia diventa allora uno strumento per fermare ciò che il tempo tende a rendere fugace, senza rinunciare alla possibilità di guardare oltre il dolore.
La progressione della raccolta conduce infatti verso una prospettiva più aperta, nella quale la rinascita e la resistenza acquistano gradualmente spazio.
I miei giorni vaghi si distingue così per una struttura molto precisa, capace di tenere insieme materiali diversi senza rinunciare alla dimensione personale della scrittura. Le ventiquattro ore non sono soltanto quelle segnate dall’orologio: diventano un modo per interrogare il rapporto fra il tempo che viviamo e quello che ricordiamo, fra i luoghi che attraversiamo e ciò che vi lasciamo. Una raccolta che può interessare soprattutto chi cerca nella poesia contemporanea non soltanto il componimento isolato, ma un progetto nel quale immagini, prosa e versi partecipano alla costruzione di un’unica esperienza di lettura.

Laureata in Letteratura italiana all' Università di Salerno, ha poi conseguito un master in Cinema e Televisione diretto dal produttore Nicola Giuliano presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli: grazie a questa esperienza ha partecipato al Roma Fiction Festival 2016 con un progetto di serie inedito. Lettrice onnivora e famelica, nel tempo che avanza è sceneggiatrice e scrittrice. La sua passione più grande sono le belle Storie: le scrive, le legge, le guarda e le gioca.