
Dal 1° al 4 ottobre 2026, Palazzo Reale di Napoli torna a trasformarsi nella cittadella della parola per la V edizione della fiera dell’editoria promossa dalla Fondazione Campania dei Festival
CLF26 è tornato: la fiera dell’editoria, a Napoli, si consolida come presidio fondamentale per la promozione della lettura, la tutela della bibliodiversità e il sostegno all’ecosistema del libro. Ispirata al verso propiziatorio “Jesce sole” e all’eredità culturale del Maestro Roberto De Simone, la manifestazione trasforma i cortili e le sale di Palazzo Reale e della Biblioteca Nazionale di Napoli in uno spazio diffuso di incontro tra oltre 120 editori, autori, scuole e lettori appassionati.
Tra le centinaia di case editrici presenti, SBS Edizioni di Sheyla Bobba rappresenta un punto imprescindibile di incontro e di scambio tra autori, lettori e curiosi provenienti da ogni parte della Campania. Grazie anche alla preziosa presenza degli autori che compongono la famiglia SBS, la casa editrice romana ha proposto alcune novità editoriali molto interessanti, che la redazione di MediaVox Magazine non si è lasciata sfuggire. Un titolo che merita una speciale attenzione è il romanzo di Matt Bellino, “Racconti di un povero diavolo”. Qui la narrazione prende forma lungo le rotaie di un viaggio post mortem, dove il protagonista è affiancato da un personaggio decisamente inaspettato: un diavolo, curioso di conoscere tutte le sfaccettature delle emozioni umane.
Racconti di un povero diavolo di Matt Bellino: “Le anime non hanno forma, ma hanno fame. Fame di emozioni.”

La recensione
Un treno, un uomo appena morto e un diavolo che ascolta. Questi i tre ingredienti dai quali prende forma Racconti di un povero diavolo, romanzo di Matt Bellino, costruito sull’intreccio di due storie destinate a incontrarsi.
Andrea è un vecchio impiegato alle prese con quello che dovrebbe essere il suo ultimo viaggio in treno; Marco è invece un giovane insoddisfatto, intrappolato in un lavoro che non ama e incapace di trovare la forza per cambiare direzione. A collegare le loro esistenze è Bernardo, un diavolo che compare accanto agli uomini proprio nei momenti in cui le loro certezze iniziano a vacillare: il viaggio di Andrea porta alla luce un senso di colpa legato alla propria vita e alla malattia della moglie, mentre Marco si ritrova a confrontarsi con un’esistenza dalla quale vorrebbe liberarsi e con un amore mai dichiarato che ha compromesso un’amicizia.
La trovata più interessante del romanzo sta proprio nella figura di Bernardo, che non è soltanto una presenza soprannaturale incaricata di accompagnare i protagonisti. È un osservatore curioso, capace di ascoltare le loro paure e di insinuarsi nei momenti di maggiore incertezza, ma anche una figura legata al tema della tentazione: attraverso il suo intervento, Bellino porta i personaggi davanti alle possibilità che non hanno saputo cogliere e alle conseguenze di ciò che hanno fatto o scelto di non fare, legando le sue trame ai temi del rimorso e del libero arbitrio. Il fantastico, elemento portante del tessuto narrativo, rimane così ancorato a esperienze molto concrete, nelle quali il soprannaturale diventa uno strumento per guardare con maggiore attenzione alle debolezze degli uomini.
Anche il treno assume un significato che va oltre quello di semplice ambientazione. È un luogo di passaggio, una sorta di crocevia nel quale il passato può essere riletto e di cui la direzione può essere ancora modificata. E così il già citato tema del libero arbitrio entra nella struttura stessa del romanzo: davanti a Bernardo, Andrea e Marco sono costretti a misurarsi con ciò che hanno fatto, con quello che avrebbero potuto fare e con la possibilità, almeno per uno di loro, di cambiare ancora il corso degli eventi… ma non sveliamo altro.
È qui che i due filoni narrativi finiscono per ricomporsi. Bellino parte da esistenze ordinarie, segnate da solitudine, rimpianti, sentimenti taciuti e difficoltà molto riconoscibili, e le inserisce in una dimensione fantastica che permette di spostare il punto di vista senza allontanarsi dalla realtà. Racconti di un povero diavolo trova così il proprio interesse nel confronto fra ciò che ci accade e il modo in cui decidiamo di reagire, lasciando al lettore una domanda che riguarda tanto Andrea e Marco quanto chiunque si sia trovato davanti a una scelta difficile: quanto del nostro destino dipende davvero dalle decisioni che prendiamo?