“Mamma, ma perché non posso abbracciare i nonni e tutti i miei amichetti?” – chiese Luca col broncio ☹ che faceva da padrone su quel visetto di bambino biricchino.
“Tesoro mio” – rispose la mamma, accennando un piccolo sorriso e cercando di nascondere l’amarezza che provava ormai da qualche giorno: “Sai perché? Perche’ in giro c’e’ un piccolo mostriciattolo chiamato Virus che si attacca su ognuno di noi proprio quando cerchiamo di stare stretti stretti l’uno con l’altro”.
Luca corrugò la fronte e, con il capo chino esclamo’: “Ma perché non vuole che ci stringiamo?” La mamma lo accarezzo’: “Eh, amore mio, è un po’ birbantello questo Virus vuole che dobbiamo restare, per un po’ di tempo, l’uno lontano dall’altro. Altrimenti ci viene la bua!” Luca replico’ all’istante: “Ma non capisco, mamma. Gli abbracci servono proprio per far scomparire il dolore e la bua. Quando il nonno era in ospedale, con la gamba rotta e io gli facevo visita mi diceva ‘Luca, vieni qua. Avvicinati! Abbracciami forte, forte, cosi’ la ferita fa meno male e mi sentirò meglio. Mi passerà la bua’.”
Con i suoi occhioni grandi e belli Luca guardò la mamma in cerca di una risposta.
Con voce rotta dall’emozione, la mamma cerco’ di trovare una spiegazione. Per il suo bambino e per se stessa.
“E’ vero: gli abbracci fanno bene” – disse la mamma – “I clown negli ospedali ne regalano tanti ai bambini e a tutti coloro che sono attorno a loro. Per questo hanno bracci forti e magiche. Anche la nonna di Cappuccetto Rosso diceva che le braccia lunghe servono per abbracciarsi meglio”. Sorrisero entrambi.
“Per il momento” – continuo’ la mamma, dobbiamo piegarle, queste braccia. Piegarle e tenerle strette sui nostri cuori.
Luca chino’ di nuovo la testolina e una smorfia di disapprovazione si manifestò sul faccino. Un sospiro e la mamma riprese a parlare.
“Purtroppo, e’ cosi, amore mio! Ricordi la favola che ti raccontai un po’ di tempo fa? Quella di Fatabella e della Regina Malefica?Ricordi che fu costretta a scappare, da sola, senza nessuno. E dovette nascondersi in una Torre misteriosa lontano dal suo fatato castello per sfuggire ai malefici della Perfida Regina che voleva rubarle la Forza dell’amore e la bellezza del suo viso? Ricordi?” –
Luca annuì.
“E lei fu costretta a cercarla per giorni e giorni, fino a quando si perse ai confini del mondo e spari’ per sempre” –
la mamma accarezzo’ il suo piccolo guerriero e gli disse: “Ecco, noi dobbiamo fare proprio cosi! Dobbiamo nasconderci da questo birbantello, che tanto buono non e’. Che vuole rubare i nostri sorrisi e la nostra gioia fino al punto di costringerci a non abbracciarci piu.” Sorridendo, poi, gli fece l’occhiolino: “Bisogna con furbizia attuare un piano di strategia, come fanno i tuoi eroi dei cartoni quando devono sconfiggere il proprio nemico. Dobbiamo restare nelle nostre case, con i nostri cari. Di giorno ci racconteremo i nostri sogni e di notte li lasceremo cullare dalle stelle. Lui non ci scoverà. Saremo così bravi a farci compagnia l’un l’altro, anche da lontano. E quel mostro sara’ da solo a girovagare per le strade e i vicoli delle citta’. Fino a quando perderà la sua energia cattiva e morirà di solitudine.”
Luca la guardo’ stupito ma la mamma gli spiegò il suo piano: “E’ uno stratagemma che non fallirà. Ascolta, Luca,e per il momento conserviamo tutti i gli abbracci e dopo, quando tutto finirà, li lasceremo volare ed esplodere insieme ai battiti del nostri cuoricini.” Luca sgranò gli occhi e un sorriso di luce si dipinse sul suo faccino paffutello. E stringendo forte il pugno con le sue manine, disse: “Si’, ora sento di avere i superpoteri ♂ di Superman. Mamma, dammi la mano , insieme, lo sconfiggeremo. E lo cacceremo via. Lo spediremo nel buio dello spazio senza tempo e senza luce. Sai non riuscirà a tornare. Troverà le strade sbarrate. Ed ogni suo tentativo di ritorno risulterà vano.”
“Perché il sole ☀ agguerrito più che mai” – prosegui’ la mamma: “prendendo tra le mani il viso di Luca, vestirà da Grande Combattente e con i suoi raggi luminosi riscalderà la terra. Sarà calore in ogni luogo e in ogni cuore. Sai, come ogni Essere perfido e malvagio, anche questo Mostro con la corona predilige la gelida atmosfera di chi possiede un cumulo di ghiaccio al posto del scappcuore. Quindi scapperà a gambe levate quando questo lungo inverno smetterà di essere con noi. Arriverà primavera in ogni dove. In ogni angolo della Terra. In tutti i giardini spunteranno nuove viole e nuovi profumi!” Gli occhi di Luca si riempirono di magica luce. La mamma strinse Luca a se’.
E una lacrima volo’ nel vento. A cercare le ali della Speranza.
Favola scritta da ANNA VITIELLO