UNA STRANA INVENZIONE

Le favole al tempo del coronavirus...

A Flavia e Tiziano

Non so proprio come iniziare questa storia, inizio dalla fine? No, no, facciamo le cose per bene e iniziamo dal principio. Ma non dal principio, principio, diciamo da un certo principio, dal giorno in cui uno scienziato un po’ pazzo, inventò un oggettino di gomma piccolo piccolo. Era un oggettino stravagante, a rifletterei bene, perché sembrava una ciliegina con il suo stelo ma non era una ciliegina.

E non si poteva mangiare.
Lo scienziato un po’ pazzo era giunto all’elaborazione di questa, chiamiamola pure ciliegina, dopo elaborati e complessi calcoli matematici ed anche per questo motivo, non riusciva a darsi pace perché dopo tanto lavoro, aveva inventato qualcosa che non serviva a niente.
E questo pensiero lo infastidiva e non poco.
Osservò per ben dieci giorni e per ben dieci notti quella stana ciliegina, nella vana speranza che gli saltasse in mente a che cosa potesse servire. Ma non ci fu niente da fare.
Non poteva neanche andare all’ufficio delle invenzioni perché l’impiegato gli avrebbe chiesto: “Che cosa ha inventato?” e lui non avrebbe saputo rispondere.
Allora lo scienziato un po’ pazzo e un po’ deluso decise di nascondere dentro una tazza nella credenza quella strana ciliegina.
“Se è un buon frutto, maturerà” pensò stizzoso lui e lasciò lì la povera ciliegina.
Intanto i giorni passavano e passavano.
Lo scienziato un po’ pazzo si era completamente dimenticato di quella sua strana invenzione, quando un giorno molto freddo per riscaldarsi si preparò una bella cioccolata calda, una di quelle cioccolate calde che il solo pensarla fa venire l’acquolina in bocca all’autrice. Allora lo scienziato un po’ pazzo prese dalla credenza la tazza di porcellana bianca che conteneva la sua strana invenzione.
Forse voi direte che lo scienziato un po’ pazzo se lo sarà immaginato, io invece, vi posso giurare che questa è proprio la verità: la ciliegina aveva perduto quel bel turgore di quando era stata inventata ed ora sembrava fosse tutta ricurva su se stessa.
Come se fosse stata triste.
“Ogni cosa, ogni vita deve avere un senso e io, ciliegina mia, ti prometto che insieme, scopriremo qual è il tuo.”
E così dicendo lo scienziato un po’ pazzo indossò il cappotto, prese delicatamente la sua strana invenzione e la pose in tasca e poi, in tutta fretta, uscì di casa.
Non lo avrebbe fermato niente e nessuno.
E dopo aver camminato per un bel po’ percorrendo strade e stradine, lo scienziato un po’ pazzo vide un bel nonnino con la pipa in bocca, seduto in giardino a prendere un filo sole di fine dicembre.
“Secondo me, questo nonnino potrebbe sapere a che cosa serve la mia ciliegina perché i suoi occhi hanno visto il mondo” pensò tutto speranzoso lo scienziato un po’ pazzo.
“Nonnino caro, io credo che tu possa aiutarmi perché sei pieno di esperienza e di saggezza. Vedi, io ho inventato un oggetto, ma non so proprio a che cosa possa servire.”
“Dammi qua, fammi un po’ vedere” disse il nonnetto togliendosi la pipa dalla bocca.
Allora, subito, lo scienziato un po’ pazzo gli mostrò la sua strana invenzione.
Il nonnino la osservò ben bene, la voltò e rivoltò più volte però poi scrollando la testa disse: “Mi dispiace, mi dispiace, figliolo mio, ma non so proprio che cosa dirti. Però…, però… possiamo chiedere a mia moglie. Sai, lei sa sempre tutto. Carmelina, Carmelina, vieni un momento qui.”
Dalla casa uscì una nonnina con un visino dolce e con dei bei capelli bianchi pettinati con molta cura.
“Che cosa vuoi?” Chiese la nonnina asciugandosi le mani sul grembiule a quadrettini bianchi e blu.
“Carmelina, vieni qui e vediamo di aiutare questo bravo figliolo. Secondo te, questo oggetto a che cosa serve?”
La nonnina lo prese in mano. Schiacciò varie volte la ciliegina di gomma tra le dita ma alla fine dovette ammettere la propria ignoranza e scrollò la testa sconfortata.
“Purtroppo, non riesco a capire a che cosa possa servire, quale sia il suo compito. Però io sono sicura che un compito speciale…” disse la nonnina tutta rammaricata per non essere stata utile.
“Non scoraggiarti, figliuolo mio, vedrai che prima di questa sera capirai cosa sia la tua invenzione” lo confortò il nonnino e gli restituì la sua strana ciliegina.
Lo scienziato un po’ pazzo la riprese e continuò a camminare per la stradina finché incontrò un gruppo di ragazzi.
“Però quelli sono dei ragazzi svegli, hanno gli occhi che brillano d’intelligenza, sicuramente sapranno aiutarmi” pensò lo scienziato un po’ pazzo e a gran passi si avvicinò verso di loro.
“Ehi, ehi, ragazzi, ho bisogno del vostro aiuto: sapreste dirmi a che cosa serve questa mia invenzione?”
“Ma come? Hai inventato qualcosa ma non sai a che cosa serve!!!?” Sghignazzò uno di quei ragazzi.
“Oh, oh, questa poi è bella… Uno scienziato che non sa cosa inventa” gli fece subito eco un altro monellaccio.
“Beh, comunque facci pure vedere meglio questa tua stramba invenzione.”
“Eccola qui” disse lo scienziato sorvolando con grande maestria, su tutti quei sberleffi.
“Booo.”
“Ma…?”
“No…, no…, non sappiamo proprio che cosa sia” risposero quei ragazzi che non ridevano più ora lo scienziato aveva mostrato loro la sua strana invenzione.
“Ma come? Siete dei ragazzi intelligenti.”
“Non abbiamo mai visto una cosa del genere. Devi chiedere a qualcun altro.”
Intanto il tempo era cambiato e iniziò a nevicare.
Sconsolato lo scienziato un po’ pazzo riprese a camminare per una stradina di campagna finché bussò alla porta di una bella casetta piccolina ma tutta linda e carina.
Venne ad aprire la porta una donna che teneva per la mano un bambino che sembrava alquanto riluttante a seguirla.
“Signora, ho un grande problema da risolvere.”
“Dimmi in cosa posso essere utile.”
“Sono in giro da questa mattina perché devo capire a che cosa potrebbe servire questa mia invenzione.”
“Fammi un po’ vedere” disse la signora a cui lo scienziato un po’ pazzo aveva mostrato la sua bizzarra invenzione.
” No…, no…, mi dispiace ma non riesco proprio a capire quale sia la funzione della tua invenzione. Però tu sei tutto infreddolito, entra un momento e riscaldati un po’, stavo per l’appunto preparando una tazza di cioccolata calda” disse la signora tutta gentile.
” Beh, non potrei…, ho da fare…, e poi non vorrei disturbare.”
“Non ti preoccupare, non mi disturbi affatto. Ho sentito molto parlare di te e delle tue sorprendenti invenzioni ed è un vero piacere averti ospite a casa mia.”
Allora lo scienziato un po’ pazzo sorrise e entrò in quella bella casetta profumata di lavanda e di rose.
“Entra pure e accomodi pure in salotto. Vicino al camino che c’è una poltrona molto comoda mentre io continuo a preparare la cioccolata” continuò ancora la signora.
“Grazie, sei molto gentile.”
“E tu fai il bravo e non dare fastidio al signore” disse la mamma rivolta al bambino sempre più discolo.
“Fa sempre le bizze?” Chiese lo scienziato un po’ pazzo che di bambini non ne capiva proprio niente.
“E’ sempre così irrequieto…, vuole sempre qualcosa ma non riesco a capire che cosa” sospirò la povera donna.
Intanto la ciliegina scivolò dalle mani dello scienziato e ruzzolò per terra, allora il bambino, lesto lesto, raccolse quello strano oggetto. Lo girò e rigirò tra le mani e alla fine con tutta la naturalezza del mondo, se lo mise in bocca.
Lo scienziato un po’ pazzo subito capì: la sua strana invenzione era un ciucciotto.
“Ogni cosa, ogni vita deve avere un senso e il tuo, cicciotto mio, è quello di far felice bambini” disse lo scienziato che così pazzo non lo era per davvero.

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Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".