Per la rubrica “Cronache di Speranza”, a cura di Nasi Rossi Clown Therapy, abbiamo intervistato Don Pasquale Paduano, parroco della Chiesa Immacolata Dello Spirito Santo di Torre Annunziata (NA) e missionario per alcuni mesi all’anno nel Burundi con la sua associazione Murakoze Cane che si occupa soprattutto di bambini.
Il Burundi è un piccolo Stato africano, nella Regione dei Grandi Laghi, dove i conflitti etnici, iniziati intorno alla Prima Guerra mondiale, non hanno ancora trovato una soluzione definitiva. Nell’indice dei Paesi con problemi di denutrizione, il Burundi è in penultima posizione (dati FAO): e’ in questo contesto che opera don Pasquale.
Parlare con Don Pasquale è stato davvero arricchente…
Ci racconti brevemente chi è Pasquale, come uomo…
Nato a Boscotrecase in provincia di Napoli, dal 2001, sono sacerdote e, dal 2010, è iniziata la mia esperienza missionaria, prima in Eritrea e poi in Burundi.
Quando ha sentito davvero di appartenere alla casa del Signore?
Ho scoperto la vocazione fin da giovinetto. Poi con la maturità e dopo un’esperienza universitaria di due anni, ho deciso di rispondere alla chiamata del Signore che mi invitava a seguirlo e a servirlo presso i fratelli piu poveri come strumento del suo amore misericordioso.
Cosa ricorda di quella giornata?
Sentivo una forza d’amore che mi portava verso Dio. Con l’aiuto di una guida e attraverso un discernimento spirituale ho capito che la via del Signore era la mia felicità.
Oltre ad essere un sacerdote, è anche missionario; nello specifico, ci parli dell’attività della Missione. In che cosa consiste, sia sul piano religioso che su quello politico-sociale?
Io sono parroco da circa 15 anni a Torre Annunziata, d’accordo con il mio Vescovo, due volte l’anno vado in Missione. Ho iniziato prima in Eritrea, ma la situazione politica mi ha impedito di continuare. Tutti gli europei sono stati allontanati e non concedono più il visto d’ingresso. Tramite un altro sacerdote ho conosciuto il Burundi ed è nata un attenzione per quel popolo che continua ormai da anni. Si è costruito un ponte d’amore tra Torre Annunziata (NA) e Gitega (Burundi), fondamentale per la vita della Comunità stessa. Bisogna curare sicuramente i poveri della nostra città (in parrocchia ho anche una mensa che ogni giorno distribuisce circa 70 pasti ai fratelli che sono nel bisogno) ma è importante aprire le porte e guardare a chi, lontano, ha bisogno del nostro aiuto.
Quali sono le difficoltà dell’essere un padre missionario?
Non ho trovato quasi nessuna difficoltà se non per alcuni intoppi burocratici e di controllo voluti dallo Stato.

Ci parli piu’ dettagliatamente dei progetti dell’Associazione…
L’associazione si chiama MURAKOZE CANE, in lingua burundese, significa GRAZIE DI CUORE. Ci occupiamo principalmente di orfani. Proprio il 6 gennaio scorso abbiamo inaugurato, grazie alla generosità di tanti, una nuova ala dell’orfanotrofio: 10 stanze da letto, un salone refettorio, una sala giochi, sei bagni completi. Una gioia immensa.
L’orfanotrofio è curato dalle suore della Compagnia del Buon Pastore e accoglie 30 bambini tutti orfani. Cerchiamo di aiutarli nella crescita, assicurandogli cibo, vestiario, scuola e cure mediche. Ci prendiamo cura anche di alcuni bambini che vivono intorno alla casa e sono nel bisogno, Provvediamo ai generi alimentari di prima necessità per i batwa, coloro che vivono lontani dal centro abitato e sono molto poveri.
Sosteniamo anche un ospedale vicino all’orfanotrofio ed altre atività (ragazze madri, bambini con handicap, vedove, anziani).
Cosa ti piace di più della tua vita di missionario in “missione”?
Essere il canale attraverso cui l’AMORE di tanti arriva a questi nostri fratelli che hanno quotidianamente bisogno di cure nel fisico e nello spirito per la situazione di estrema povertà in cui versano.
Papa Francesco ha detto che i poveri sono “persone a cui andare incontro, ci salvano perché ci permettono di incontrare il volto di Gesù Cristo”: la tua comunità ecclesiale come declina la scelta preferenziale a favore dei poveri? Chi sono veramente i poveri?
E’ povero non solo chi non ha niente da mangiare ma anche chi sente il suo cuore vuoto e non è più capace di amare. Ecco che l’amore donato dai fratelli porta vita, rigenera compie miracoli.
La mia comunità è molto attenta alle esigenze di chi è nel bisogno. Pensate che in questo momento difficile di questa epidemia la nostra mensa non si è fermata, continua a distribuire pasti da asporto. Questo è possibile solo grazie alla generosità di tanti.
Che cosa porti nelle tue missioni e che cosa prendi da questi viaggi?
Porto amore e ne ricevo dieci volte tanto. Non c’è prezzo per un sorriso ricevuto da un bambino a cui hai dato una caramella o un semplice palloncino, a un anziano per un pezzo di pane fresco, ad un ammalato per un dolcetto.
In questa società consumistica, basata sull’apparire, povera di valori, come possiamo riconoscere i segni della presenza di DIO?
Dio c’è e continua ad operare meraviglie in mezzo all’umanità. Lo fa solamente attraverso ognuno di noi. Siamo noi gli occhi, le mani, la bocca, le braccia e le gambe di Dio. Noi siamo lo strumento attraverso cui arriva il suo amore a chi ne ha bisogno. Dobbiamo cambiare il nostro cuore, dobbiamo essere meno egoisti e superbi, meno superficiali e indifferenti, solo cosi potremmo scorgere la presenza di Dio tra noi e gustare il suo amore.
Con quale modalità possiamo “influenzare” gli altri in modo tale che si avvicinano ai valori della solidarietà? Possiamo credere che le buone testimonianze di dono possono essere recepite come stimoli positivi per i giovani?
La gente è stanca di chiacchiere, vuole vedere fatti concreti. Per la mia mensa dei poveri e la mia missione in Burundi uso generalmente dire “VENITE e VEDETE”. Solo vedendo cosa si fa e con quanto amore ci si dedica agli altri senza aspettarsi nulla in cambio, ma per pura consapevolezza di voler donare una parte di sè, è questo che fà nascere il desiderio di fare altrettanto.
Qual’è il tuo sogno di felicità?
Non potremmo mai essere felici qui su questa terra, per chi crede la felicità appartiene al cielo. Saremo felici quando entreremo definitivamente nell’amore di Dio. Il mio sogno è che tutto gli uomini facciano esperienza d’AMORE, si sentano amati e imparano ad amare. Questa è la via per la felicità.
Ci lasci con un tuo motto di speranza?
Mi verrebbe di dire “ANDRÀ’ TUTTO BENE” vista la situazione del momento. Ma so che presto questo momento terminerà e sarà l’inizio di una nuova era. Allora preferisco dire AMA e CAMBIA il MONDO.
Solo l’AMORE vince. Solo l’AMORE libera e salva. Solo l’amore porterà il cambiamento e allora potremmo VIVERE in pieno ed essere FELICI per l’eternità.

