Pastiera di grano per Pasqua

Chiuse le pasticcerie in questa lungo periodo di quarantena.
E allora proviamo a preparare in casa, per Pasqua, la tradizionale pastiera di grano.

Questi gli ingredienti:
500 gr di farina
200 gr di burro
200 gr di zucchero
2 uova
1 pizzico di sale
Per il ripieno:
750 gr di grano precotto
500 gr di ricotta vaccina
500 gr di zucchero
5 uova
1 bustina di vanillina
fior d’arancio o millefiori a seconda dei gusti (sia per la tipologia sia per la quantità)
un po’ di latte
scorza grattugiata di arancia e un limone
canditi a piacere

Il lavoro andrebbe iniziato qualche giorno prima per ottenere il massimo dalla pastiera.
Se si vuole mangiarla la domenica di Pasqua, bisogna iniziare giovedì sera preparando il grano e mettendo a colare la ricotta.

La sera prima:
Mettere il grano in una pentola capiente e un fiocchetto di burro, versare il latte fino a coprire a filo il grano e cuocere a fuoco moderato girando continuamente fino a quando il latte è completamente assorbito e il grano morbidissimo.
Si potrebbe passare il grano al passaverdura in modo da formare una crema liscia. Se , invece, si preferisce sentire un po’ i pezzetti di grano sotto i denti, va data una passata velocissima con un frullatore ad immersione in modo da ottenere una crema non completamente liscia.
Lasciare freddare completamente e poi mettete in frigorifero coperto con della pellicola.
Avvolgere la ricotta su un panno pulitissimo e mettere il tutto dentro un colino con sotto un piatto fondo per raccogliere l’eventuale liquido. Questo fa sì che la ricotta perda l’umidità in eccesso e non rilasci liquidi in cottura.
Lasciare riposare tutta la notte in frigorifero sia il grano sia la ricotta.

Il giorno dopo:
Impastare con un cucchiaio di legno la ricotta con lo zucchero, aggiungere un uovo alla volta, la vanillina, le scorze di agrumi, l’aroma scelto e i canditi (se i canditi non piacciono a pezzetti, possono essere frullati ma è consigliabile di non ometteteli perché danno un sapore unico alla pastiera!).
In ultimo aggiungere il grano (che risulterà molto compatto dopo il riposo in frigo. Di ciò non bisogna preoccuparsi) mescolando bene fino ad ottenere un composto omogeneo.
In questa fase è consigliato assaggiare il composto….veramente….è suggerito con il cuore…non si riuscirà più a fermarsi!
Preparare la frolla sabbiando il burro freddo di frigorifero tagliato a tocchetti con la farina.
Una volta ottenuta la sabbiatura, aggiungere gli altri ingredienti e dare un veloce giro impastando il meno possibile. La frolla in questo modo è già pronta per essere utilizzata.
Foderare due tortiere da 20 cm e 28 cm con la pasta ottenuta (ricordarsi di lasciarne un po’ da parte per le striscioline di sopra). Queste misure sono l’ideale per fare entrare in forno entrambe le pastiere.
Versare il composto di ricotta e grano avendo cura di lasciare un bordo di un paio di cm perché in cottura il composto si gonfia parecchio.
La cottura è la parte più complessa.
L’indicazione è di 150° di temperatura per 2 ore di cottura, ma ognuno dovrà regolarsi a seconda del proprio forno.
In ogni caso la pastiera va cotta lentamente altrimenti si rischia che cuoce fuori rimanendo cruda all’interno.
Durante la cottura le pastiere cresceranno molto, è normale, una volta sfornate si riabbasseranno….normale anche questo
Eccole qui belle gonfie in cottura e subito dopo.

È preferibile non mangiarle il giorno stesso, 1 o 2 giorni dopo sono il massimo della bontà.

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.