QUEL NOME CHE VIENE DA LONTANO

Nonostante la sua giovane età, Michelangelo Vizzini, in arte Michelangelo, ha le idee ben chiare sulle proprie capacità artistiche.

Voce e volto conosciuti già da anni su alcune piattaforme digitali. Si augura che la sua partecipazione ad Amici 2019, talent show ideato da Maria de Filippi, gli fornisca l’occasione per farsi conoscere dal grande pubblico. Intanto Michelangelo oggi ci racconta un po’ di sé e di come sia proprio la musica la strada che intende seguire per realizzare i suoi sogni.

Ci parli un po’ di lei…
Ciao, mi chiamo Michelangelo e ho 20 anni. Penso di aver trovato la mia identità nella semplicità più totale, sono quello che vedete, ovvero un ragazzo che ama fare musica e che ama concedersi al 100% in tutto ciò che fa. Sono una persona estremamente sensibile, forse troppo, che vive ogni situazione appieno ma soprattutto con il cuore. La musica è sempre stata una parte fondamentale di me, della mia vita. Mia sorella in particolare, quando ero più piccolo, cantava e io cercavo di emularla. Iniziai così a canticchiare, nel 2012 feci un provino, e partecipai al mio primo talent: ‘Io canto’. In quel contesto ero a stretto contatto con la musica e dopo questa mia prima prova, ho capito che quello che volevo fare nella vita era cantare.

Chi sono gli artisti che maggiormente hanno influenzato il suo percorso artistico?
Sono cresciuto con le canzoni di Adele, da piccolo mi piaceva moltissimo, non a caso, nelle prove di ammissione al talent ‘Io canto’ portai la cover di ‘skyfall’ proprio di Adele. In generale, però non ho avuto molti modelli di riferimento, mi sono sempre piaciuti cantanti differenti in periodi diversi.

Oltre alla musica c’è anche lo studio. Come concilia questi due aspetti, entrambi importantissimi?
Ho terminato il liceo da un anno e devo dire che era davvero complicato mettere insieme le due cose perché entrambe, richiedevano molto tempo. Adesso invece, mi sto dedicando solo allo studio della musica.

Oggi c’è tanta polemica circa la validità dei talent show. Secondo me, invece possono offrire un valido supporto a tutti quei/lle ragazzi/e che hanno, anche se solo in embrione, già un certo talento canoro a patto che sia considerato solo un punto d’inizio e non già d’arrivo della carriera di un cantante. Invece qual è la sua opinione?
I talent show offrono sia ai cantanti sia ai ballerini una grande occasione per farsi conoscere e apprezzare dal grande pubblico. A mio parere, l’esperienza in un talent show mi è servita anche a crescere molto artisticamente. Poter usufruire degli insegnamenti, dei consigli di tanti validi “addetti ai lavori”, è un’opportunità impagabile e penso che almeno una volta nella vita, per un cantante emergente sia una grande esperienza professionale. Irrinunciabile.

Chi sono 3 o 4 cantanti usciti dai talent show con cui le piacerebbe duettare?
Stimo molto Elodie, Marco Mengoni, Enrico Nigiotti e certamente, per me duettare con uno di loro sarebbe un’occasione davvero lusinghiera.

Che cosa ha significato per lei l’esperienza di “Amici 2019”?
“Amici 2019” mi ha insegnato tanto, ora ripensandoci avrei reagito diversamente in alcune situazioni, ma sono felice di aver potuto vivere questa magnifica esperienza. Amici è stata davvero una scuola di vita, mi ha fatto maturare tanto sia a livello artistico che a livello personale. Il ricordo più bello che porterò sempre con me, è senza dubbio, quello relativo a quando per la prima volta, mi sono esibito sul quel palco e sono stato accolto da urla e da applausi senza fine. Ancora oggi se ripenso a quel momento mi vengono i brividi!

Oltre alla musica quali sono le altre sue passioni?
Mi piace molto cucinare: dolce, salato. Praticamente tutto. Sono fidanzato da due anni con una ragazza stupenda che si chiama Emily. Ci amiamo tantissimo e spero di costruire una vita futura al suo fianco.

Che cosa vuole trasmettere con le sue canzoni?
Con la mia musica spero di trasmettere la mia passione, il mio amore in tutto quello che faccio. Ultimamente sto ricevendo tanti messaggi da persone che apprezzano molto la mia musica perché sono riuscito a far giungere anche a loro tutte le mie emozioni. Il solo il fatto che nell’ascoltare una mia canzone spinga tante persone a scrivermi, per me, è già una vittoria.

Pensa che le nuove tecnologie siano più un’opportunità o un danno per la musica?
Penso che le nuove tecnologie, se usate correttamente, siano una grande opportunità per promuovere la musica. Tutto sta nella gestione di queste risorse.

Quali sono i suoi prossimi progetti musicali?
I progetti sono molti ma a causa di questa brutta situazione sanitaria che stiamo vivendo, non si sono ancora potuti realizzare. Però sono davvero tanti… ma non vi spoilerò nulla. Per adesso spero che questo periodo passi in fretta e che si possa ritornare al più presto alla vita di prima.

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Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".