Il mistero della Croce in Alfonso Maria de Liguori

Per definire compiutamente la posizione di Alfonso de Liguori sul mistero redentivo della Croce, bisogna accostarsi a tutte le opere del Santo.
Ciò ci spinge a sottolineare una continuità di base e una stretta connessione tra tutti gli scritti che integrano il Corpus Alphonsianum (scritti morali, dommatici e spirituali).
La obsoleta divisione della produzione alfonsiana in quattro o cinque settori (Dommatica, Apologetica o Controversia, Morale, Pastorale e Ascetica), anche se dovuta a esigenze pratiche e tipografiche, ne distorce la comprensione del pensiero nella sua globalità. Il pensiero alfonsiano ha una sua precisa unità, che purtroppo il raggruppamento delle opere non lascia intravedere. Tutta l’opera alfonsiana è tenuta unita da un filo rosso, da un continuum: la rivelazione dell’amore di Dio in Cristo , la risposta dell’uomo al suo amore, seguendo Cristo e partecipando all’abbondante redenzione per una vita santa.
Da qui la necessità di conoscere almeno le linee essenziali del suo pensiero, attraverso lo sviluppo logico, cronologico e globale delle sue opere, tutte dovute al suo intenso dinamismo missionario.
E’ vero che negli Atti della Causa del Dottorato i vari generi letterari di Alfonso vengono distinti (teologia dommatica, teologia morale, ascetica, apologetica, scritti letterario-poetici), mai però vengono divisi. Alfonso affronta i vari temi teologici in modo diversificato, adattandoli alla duttilità delle varie categorie di persone alle quali si rivolge.
Sempre, in ogni caso, il mistero redentivo della Croce rimane l’ oggetto non solo delle sue riflessioni e meditazioni, ma scopo di tutto il suo intenso apostolato. Così. per far conoscere e portare, soprattutto ai più poveri ed emarginati, la sovrabbondante redenzione di Cristo, Alfonso fonda (1732) un Istituto missionario che ha appunto come stemma : “Copiosa apud eum redemptio” e si serve di tutti i linguaggi possibili al suo tempo: stampa, predicazione, pittura, musica. Cristo crocifisso e redentore è il centro della vita ascetica e apostolica di Alfonso. Nella tela , di cui si rimanda alla foto, dipinta dal Santo a Napoli nel 1719, a 23 anni., è raffigurato un Cristo dolente, tutto squarci e sangue, più abbondanti, forse, della realtà, ma latrici di un messaggio profondo. “Le piaghe del Signore – ha scritto Alfonso – sono tante bocche che ci parlano dell’amore di Dio”. I poveri sono sacramento di Cristo. Il volto dei più poveri gli rivela Cristo: servo negli schiavi, carcerato nei condannati a morte, nudo sulla croce negli orfani e nelle vedove, assetato nei condannati alle galee, crocifisso negli ospedali, affamato nei bassi napoletani.
Tutta l’opera alfonsiana va letta trasversalmente per rintracciarvi il suo messaggio. Per questo dommatica, morale, pastorale e ascetica si integrano e si fondono. Allora i suoi studi giuridici e la morale assumono un carattere decisamente positivo e pratico con una formulazione pedagogica che si esprime attraverso il corso delle virtù e si inserisce nel complesso del Mistero cristiano.
La preparazione giuridica di Alfonso, in particolare, è stata provvidenziale per la sua attività scientifica di moralista, avendolo educato alla praticità che dà concretezza ai fatti morali, ne vede le ragioni e li giudica alla luce della prudenza cristiana.
La parola “praxis”, praticità, così, è costante, sottende e unisce il suo pensiero. Si tratta di realizzazione effettiva della vita cristiana in armonia con i criteri teologici della fede. Insomma la sua teologia morale si fa sempre ascetica quotidiana.

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano. È giornalista pubblicista e Direttore artistico di AVELLINO LETTERARIA.