L’amore di Cristo nel Sacramento dell’Eucarestia

Riflessioni di Alfonso de Liguori nella Pratica di amar Gesù Cristo

Tra gli scritti spirituali di Alfonso merita particolare attenzione la Pratica di amar Gesù Cristo, da Alfonso stesso ritenuta sintesi della vita cristiana.
La Pratica di amar Gesù Cristo è il libro della maturità, della pienezza spirituale, delle convinzioni profonde, delle conclusioni definitive.
Il primo impulso a scrivere quest’opera è dato ad Alfonso dalla constatazione che proprio nella sua Napoli, dove si era recato nel 1767. Gesù Cristo non era più amato come prima. Nuovi insegnamenti, specialmente quelli degli illuministi, si andavano sostituendo a quelli della Chiesa. E nuovi settori della società borbonica continuavano a staccarsi dalla pratica della morale cristiana, che aveva reso quella società fedelissima nei confronti di Dio e della sua legge.
Con il coraggio e l’entusiasmo di un giovane, Alfonso, settantunenne , si mette all’opera per arginare quei mali incombenti, per scuotere le coscienze già schiave dell’errore, per mettere in guardia quelle ancora legate alla dottrina cattolica.
Decide però di farlo con tecniche e modalità diverse da quelle usate precedentemente: non sono indicate le motivazioni dell’opera; non ci sono confutazioni stringenti contro dottrine pericolose, né calorose apologie, e nemmeno aspre contestazioni dialettiche. L’esperienza e la saggezza degli anni gli hanno insegnato anche a combattere il male senza nominarlo, senza affrontarlo direttamente, quasi ignorandolo. La Pratica è un susseguirsi di intense riflessioni sull’amore dimostratoci da Cristo e sull’amore-carità verso Dio e il prossimo. Il tutto legato da affetti e preghiere e da una struttura ben ordinata: testi biblici, commenti patristici, dottori della Chiesa, scrittori ecclesiastici. Propone insegnamenti, riflessioni, atteggiamenti ed esempi di santi, che conducono a una mentalità di piena adesione a Cristo e al suo messaggio e ad una impostazione di vita il più vicino possibile alla legge d’amore vissuta e insegnata dal Maestro.
L’opera si può distinguere in due parti essenziali: capitoli I-IV e capitoli V-XIII, conclusi da un “ricapitolando” o “ristretto delle virtù che deve praticare chi ama Gesù Cristo”.
Nella prima parte Alfonso invita a riflettere su “Quanto Gesù Cristo merita di essere amato da noi (per la sua passione e morte, per il dono dell’Eucaristia) e sulla confidenza nell’amore di Cristo e l’obbligo che abbiamo di amarlo.
“Tutta la santità e la perfezione di un’anima consiste nell’amare Gesù Cristo nostro Dio, nostro sommo bene e nostro Salvatore”.
“Egli ci ha amati sin dall’eternità”; ci ha fatto grandi doni (Incarnazione, passione e morte).
Cristo ci ha mostrato il suo amore con l’istituzione del Sacramento dell’Eucaristia (messa e comunione).
Tutto questo ci deve indurre a una grande confidenza nell’amore di Cristo: siamo deboli, peccatori, ma la Passione e l’Eucaristia ci devono aprire a una grande confidenza:
“Non vi dimenticate che tra il Padre e noi ci si è messo in mezzo Gesù Cristo, per cui siamo amati e stretti con tali forti legami d’amore che iuna cosa li può sciogliere se l’uomo non li spezza con qualche colpa mortale”.
Dunque siamo davvero obbligati ad amr Gesù Cristo, perché “dice S. Paolo che l’amore è la pienezza della legge (Rm 13, 10); compimento della legge è l’amore”.
Grande cura ci vuole, quindi, per conquistare l’amore di Cristoe i maestri di spirito – scrive Alfonso – ce ne descrivono le qualità: timoroso, generoso, forte, obbediente, puro, ardente, inebriante, sospirante , ecc.
A questo punto Alfonso invita a considerare le sante pratiche per controllare se in noi regna veramente l’amore di Cristo e per capire in quali virtù dobbiamo esercitarci per conservare in noi e aumentare questo santo amore.
Ma siamo ormai nella seconda parte dell’opera, strettamente pratica e consequenziale dell’amor di Cristo. Sono 13 capitoli che commentano i versetti 2-7 del capitolo 13 della prima lettera che san Paolo invia alla comunità di Corinto. Insegnano quali sono le virtù da acquistare e praticare, quali i difetti da evitare, per conservare e accrescere l’amore che conduce il cristiano alla uniformità con la volontà di Dio.

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.