Nel bene e nel male: grande successo per Matteo Faustini a Sanremo 2020. Vince il Premio Lunezia e
convince il pubblico.

Matteo Faustini nasce a Brescia il 5 ottobre 1994. Nel 2007, entra a far parte del coro delle voci bianche
della Scala di Milano. Nel 2017, è la voce della Tribute Band Smooth Criminals con la quale porta in giro per l’Europa il mito di Michael Jackson. E’ maestro alla Scuola primaria di Cologne ma sogna, da sempre, di poter vivere di musica. Vince Area Sanremo 2019 e partecipa al 70° Festival di Sanremo nella categoria “Nuove
Proposte”.
Un talento della canzone cantautorale italiana, molto amato dal popolo social, che ha tanto da raccontare ai giovani e per i giovani.
Noi lo abbiamo incontrato durante la settimana sanremese.
Umile, simpatico e molto comunicativo, parlare con lui è piacevole e stimolante. Ama il dialogo e la sua immensa passione per la musica si percepisce al primo
sguardo…
“Nel bene e nel male”: un sogno che diventa realtà…
Un gran bel sogno che mi sta regalando una realtà fantastica. Il Festival di Sanremo è stata un’esperieza eccezionale. Ho vinto il premio Lunezia, il disco sta ottenendo ottimi riscontri in termini di critica e di vendite…
mi sento pienamente soddisfatto, sono felice e voglio ringraziare di cuore tutti coloro che non hanno mai smesso di credere in me, circondandomi di calore e di affetto.
Sei molto legato a questa canzone?
Sì perchè questo brano parla di radici salde; celebra l’insieme: abbiamo tutti, dentro di noi, una parte di bene e una di male… queste due parti possono coesistere solo se entrambe si conoscono e si completano.
Che cosa significa per te guardare negli occhi?
Guardare negli occhi per me è fondamentale. E’ vitale poterli abitare. Gli occhi parlano prima della bocca.
Tu insegni in una Scuola primaria; quanto è difficile spiegare ai ragazzi il bene ed il male?
Nei ragazzi vedo tanto bene, ma anche tanto male. Con loro bisogna lavorare ovviamente sul bene. I bambini sono imbarazzantemente sinceri e, anche quando sbagliano, possiamo imparare da loro perché sono sempre
veri.
Il tuo album è in un certo senso anche autobiografico?
Sì perchè, anche da piccolo, non ho mai usato diari per annotare e per raccontare le mie emozioni o gli eventi più importanti della mia vita. Ho sempre e solo usato le canzoni; la musica è, nel bene e nel male, la colonna
sonora della mia quotidianità.
L’intervista e le foto sono il frutto della splendida collaborazione tra MediaVox Magazine e Backstage Press, testate accreditate a Sanremo 2020
