LA RICCHEZZA DI STABIAE

L’avevano scoperto già gli antichi romani, gli scrittori Plinio Seniore, Simmaco e Cassiodoro e il grande medico Galeno: la ricchezza di Stabiae erano le sue acque termali tanto da essere definite salubres, medicamentosae e salutiferae. 28 sorgenti che sgorgano dal Monte Faito per una portata quotidiana di milioni di litri, che si possono dividere in tre grandi categorie: solforose (Muraglione, Ferrata, Media), bicarbonate-calciche (Acidula, Media, San Vincenzo) e medio-minerali (Acetosella, della Madonna, San Giacomo).
Nel lontano 1787 il re Ferdinando IV di Borbone incaricò il dott. Domenico Cotugno e il dott. Giuseppe Vario di appurare la purezza e le qualità terapeutiche dell’acqua acidula.
Il re Francesco I Borbone con due rescritti, uno del 1822 e l’altro del 1829, ordinò la costruzione di uno stabilimento termale nei pressi del Real Cantiere Navale. Nel 1827 su progetto dell’architetto reale Catello Troiano ebbero inizio i lavori per la realizzazione dell’ampio complesso delle “Terme Stabiane”. Il primo giugno 1833 venne inaugurato il primo nucleo centrale del fabbricato termale a cui nel 1893 fu aggiunto, realizzato dell’ingegnere Enrico Filosa, il Padiglione Moresco.
Si accedeva alle Terme Stabiane dopo il pagamento di 10 centesimi. Mille accenti, mille voci, mille risa risuonavano nel rinomato stabilimento termale e una moltitudine di forestieri, di donne di ogni età, di bambini e di uomini benestanti e persone anziane ne affollavano i viali alberati, ma su tutti si ergeva il suono argentino delle diverse acque minerali che sgorgavano nelle vasche di marmo, che accoglievano questo dono della natura. Folle di villeggianti amavano soggiornare a Castellammare di Stabia e godere della mitezza del suo clima, delle magnifiche passeggiate nei suoi boschi e sul lungomare, e sorseggiare queste le sue naturali acque minerali, tutte diverse per composizione e virtù terapeutiche.
Mano a mano le Terme Stabiane hanno conosciuto lo scempio del tempo e il 26 febbraio 1956 il Padiglione Moresco fu demolito.
Purtroppo oggi sono chiuse e lasciate all’abbandono totale. E tutti si chiedono come questo sia potuto accadere. Si è trattato di cattiva amministrazione o di precise volontà politiche? Com’è stato possibile distruggere una delle principali risorse di Stabiae e con esse la sua naturale vocazione turistica?

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Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".