Il potere dell’arte

Rubrica "Cronache di SPERANZA", a cura di Nasi Rossi Clown Therapy

Continua la rubrica “Cronache di SPERANZA” con uno speciale focus sull’importanza dell’arte, anche in funzione della solidarietà…

L’arte: da fenomeno comunitario a strumento terapeutico, da catalizzatore sociale a risorsa solidale

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Si è fatta l’arte per tante ragioni. La bellezza, il desiderio di immortalità, il potere, la fede, la fama, l’emozione. Pur non avendo “padrone”, l’arte serve tanti scopi. E chi crea sa che ciò che ha realizzato finirà per “servire”, più o meno consapevolmente, l’una o l’altra causa. Che può essere indirizzata ad una personale affermazione del sé oppure plurale, che quindi tenga conto di una comunità, perché si rivolge specificatamente ad essa o perché in qualche modo essa ha contribuito alla sua creazione. Fermo restando che l’arte prevede sempre incontri di soggettività. Arte non è arte se si raggomitola su se stessa, ma solo se si affaccia al mondo e da esso si lascia coinvolgere, osservare, inglobare, scalfire persino. E a quel mondo essa chiederà una reazione: ammirazione, stupore, scalpore, negazione, disdegno. Il potere dell’arte travalica confini, spazi e tempi. Barriere sociali e culturali. E può diventare, a volte, strumento sociale, terapeutico, solidale.
Ci sono artisti che periodicamente affidano la vendita o l’esposizione delle loro opere a fini solidali. Raccolte fondi, eventi-vetrina per portare alla luce non soltanto l’arte in quanto arte, ma anche le problematiche che di volta in volta diventano tema o spunto di riflessione per l’artista e la comunità. Ma, al di là delle raccolte fondi, ci sono delle associazioni che fanno dell’arte un vero e proprio momento di comunicazione, aggregazione, condivisione.
In questa chiave è da interpretare, ad esempio, l’operato dell’Associazione Occhi Aperti con l’istituzione del Simposio Internazionale d’Arte che fa dell’arte appunto uno strumento di rivalsa sociale e di recupero dell’immagine di un quartiere “male-detto” – come si legge sul sito dell’Associazione – del napoletano, ossia Scampia, spesso famosa per criminalità e camorra.

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A CasArcobaleno, infatti, ogni anno degli artisti vengono invitati a soggiornare nella struttura e a rapportarsi con gli abitanti del quartiere. L’opera che ne deriva, frutto anche della collaborazione della comunità, viene regalata ed esposta al Simposio. Esso – sottolinea l’Associazione – “fa incontrare persone con percorsi umani e culturali differenti e favorisce l’arricchimento reciproco, permettendo l’incontro e il confronto tra la cultura locale ed espressioni artistiche e linguistiche varie”. Persino la tanto “temuta” arte contemporanea. E riesce a diventare, in questo modo, momento di creazione, aggregazione e socialità. Nonché arricchimento personale e plurale, basato sulla convinzione che la cultura e l’arte possano essere valida alternativa alla via del “male”.
L’Associazione Dynamo Camp Onlus, invece, parla di arte come terapia ricreativa, secondo la formula della Dynamo Art Factory. Essa si basa sul presupposto che l’arte ci rivela a noi stessi. Una tela, un foglio bianco, un pezzo d’argilla informe, ci pongono di fronte al quesito della creazione: che cosa voglio raccontare?
Uno spazio riempito, persino uno lasciato bianco (come la storia dell’arte ci insegna), la scelta del colore, l’assenza di colore: creare è raccontarsi, riflettersi nella materia, anche per contrapposizione.
E’ uno spazio libero, che non sottostà a nessuna rigidità precostituita.
E’ questo il punto di forza dell’Associazione che, seguendo l’approccio della Terapia Ricreativa Dynamo, fa dialogare bambini e ragazzi con artisti del panorama contemporaneo, dando vita a quella che viene chiamata “Dynamo Art Gallery”, una galleria che contiene tutte le opere frutto di questo incontro. La terapia ricreativa da loro proposta prevede divertimento e stimolo della creatività dei bambini per favorire la fiducia in loro stessi e la socializzazione. Prevede anche un “camp”, ossia un luogo in cui bambini e ragazzi affetti da patologie gravi e croniche e la loro famiglia possono trascorrere periodi di vacanza, a stretto contatto con l’arte e gli artisti che si sono prestati a collaborare con i bambini.
Il riconoscimento dell’operato dell’Associazione viene consolidato nel 2017 quando la Dynamo Camp diviene anche Ambasciata del Terzo Paradiso (progetto e opera del famoso artista contemporaneo Michelangelo Pistoletto che pensa all’arte proprio come responsabilità sociale).
Queste sono solo alcune delle Associazioni che operano con l’arte e, attraverso l’arte, nel sociale. Il ruolo che ogni giorno le affidano non va mai sprecato. Si estende al di là di confini e pregiudizi, al di là di diagnosi e difficoltà. Unisce tutti sotto il sole di una unica, grande, bellissima comunità.
Si è fatta l’arte per dominare, per piangere, per pregare. Noi la stiamo facendo per vivere” (Costantin Brancusi). Loro la stanno facendo per aiutare.

Foto tratte dal web
Fotografie tratte dal web
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Laureata in Storia e Critica d'arte presso l'Università degli Studi di Salerno, ha partecipato in qualità di critica d'arte a diverse esposizioni, recensendo artisti nazionali ed internazionali. Ha collaborato, inoltre, con diversi giornali locali, sia cartacei che online, pubblicando articoli di carattere socio-culturale.