Non solo Raffaele, ma anche Luisella Viviani è da annoverare come attrice poliedrica e soprattutto come brillante cantante che seppe trasmettere l’anima popolare della sua terra tanto che sia Salvatore di Giacomo che Ferdinando Russo la definirono come la voce femminile più rappresentativa della canzone napoletana. Purtroppo questa grande artista è rimasta per troppo tempo dimenticata dal mondo dello spettacolo, non valutata in giusta misura dai critici, nonostante la sua stella abbia sempre brillato di luce propria.
Nacque a Castellammare di Stabia il 5 ottobre 1885. Sorella maggiore del grande drammaturgo e attore stabiese, Raffaele Viviani, debuttò a 10 anni esibendosi in un duetto comico con il fratello al teatro Masaniello, gestito dal padre. Da allora lavorò in stretta collaborazione con Raffaele fino a divenire nel 1919, primadonna della compagnia teatrale da lui stesso fondata e diretta.
Sebbene abbia portato al successo la canzone “Dduje paravise” e si ipotizza che possa essere stata la prima ad eseguire “O’ surdato ‘nnammurato”, il nome di Luisella Viviani resta legato al dramma “Bammenella e copp’ e quartiere”, che il fratello Raffaele scrisse proprio per lei nel 1911.
Subito dopo il matrimonio con Arturo Vietri, Luisella abbandona le scene, ma vi fece ritorno nel 1919, nella Compagnia del fratello, in qualità di prima donna.
I grandi personaggi femminili del teatro vivianeo, come la debuttante sciocca, Carmen Zuccona in “Eden Teatro” e Donna Zenobia in “Circo Equestre Sgueglia” trovano in lei un’interprete impareggiabile per la sua vibrante e carnale presenza scenica.
Stupenda la sua interpretazione di “Assunta Spina” di Salvatore Di Giacomo, che grazie alla sua forza espressiva, alla sua sensibilità umana e artistica trascinò il pubblico nella tragica vicenda della protagonista.
Nel 1928 ruppe inaspettatamente con il fratello e fondò una propria compagnia, che però non ebbe il successo sperato e il gruppo si sciolse. Nel 1931 ritornò nella compagnia di Raffaele fino al suo ritiro, per problemi di salute, nel 1945. Dopo la morte del fratello, avvenuta nel 1950, si ritirò a vita privata e il 9 ottobre 1968 si chiuse definitivamente anche il sipario sulla vita di Luisella.
Possiamo affermare che Luisella Viviani è stata uno dei grandi talenti del teatro italiano ingiustamente dimenticata.
A noi piace ricordarla con le parole piene di grande ammirazione e riconoscenza di Raffaele Viviani: “… qui sento di ricordare la mia cara sorella Luisella che, con animo veramente innamorato, ha sposato la causa santa delle mie fatiche portando il suo valido, prezioso contributo artistico alla realizzazione del mio sogno d’arte e pertanto l’animo mio di fratello le è e le sarà sempre infinitamente grato.”