La conclusione dell’anno scolastico ai tempi del coronavirus


Il 6 giugno, come da calendario scolastico regionale, si conclude, per la Campania, l’anno scolastico ai tempi del coronavirus.
Un anno scolastico indubbiamente difficile e indimenticabile, in cui ogni scuola ha svolto il suo ruolo, facendo il possibile per stare vicino agli allievi, adoperandosi per offrire loro le migliori modalità possibili di interazione di didattica a distanza e una quotidianità fatta anche di relazioni amicali ed educative.
Sappiamo bene che il cambiamento determinato dal coronavirus, anche nella scuola, ha avuto un impatto molto forte sulla quotidianità che ha reso tutti più fragili, ansiosi e apprensivi.
La preoccupazione per la salute propria e delle persone care, l’incertezza del dopo emergenza e la lontananza forzata dai genitori, dai nonni per proteggerli da eventuali trasmissioni del virus, dagli amici, dai compagni di scuola, dagli insegnanti, dagli alunni, dai colleghi, i cambiamenti che
riguardano il lavoro dei propri genitori e le abitudini quotidiane, la sospensione della libertà hanno messo a dura prova la “tenuta” di molti studenti, genitori e docenti.
E ogni Istituzione scolastica non ha derogato, tuttavia, al suo ruolo, al suo essere punto di riferimento per il territorio, comunità di apprendimento, luogo di accoglienza, dell’inclusione e della crescita della dimensione affettiva e culturale di tutti i ragazzi, una vera e propria “grande famiglia”.
La necessità e il piacere degli alunni e dei professori di vedersi anche solo per non perdersi di vista, ha scatenato una corsa alla didattica a distanza.
Così le angosce e le preoccupazioni hanno preso il posto di una “normalità” di vita che mai si sarebbe immaginato di rimpiangere così tanto.
La scuola ha dato prova di essere una comunità educante capace di far fronte all’emergenza sia con le competenze che le sono proprie, quelle della formazione e della cultura, sia anche con quelle dell’innovazione, che ha portato tutti, docenti, alunni e famiglie, a sperimentare pratiche didattiche nuove.
Si sa che una buona scuola è anche una scuola che è capace di cambiare strumenti , promuovere l’attuazione di nuove metodologie e nuovi scenari educativi e formativi: sicuramente la DaD impone nuovi modelli . Tutto ciò ha offerto agli allievi l’opportunità, ogni giorno, da casa, di collegarsi al docente nelle modalità DaD attivate, mantenere costante la relazione educativa con lo stesso, mostrare costanza e perseveranza nel perseguire positivi risultati del proprio apprendimento.
È stata un’occasione che la scuola ha saputo cogliere, profittando delle potenzialità di una solitudine resa creativa e produttiva: offrire agli studenti opportuni stimoli culturali e di riflessione, realizzare percorsi educativi e formativi di sostegno emotivo, condivisibili anche nell’ambito
familiare e amicale, capaci di avere una ricaduta emozionale, sociale quando tutto sarà finito o, nell’ipotesi che le restrizioni abbiano un carattere meno opprimente, ma anche cognitiva, attraverso l’ampliamento dei confini e degli orizzonti disciplinari; proposte capaci di stimolare la
curiosità, la fantasia, l’immaginazione, la creatività, l’estro.
Tutto questo, nei fatti, ha contraddetto anche i tanti pregiudizi sul mondo della scuola. Come ovvio, stiamo tutti desiderando che l’emergenza finisca per ritornare alla normalità, fatta anche di relazioni umane e pratica didattica in presenza, ma quest’esperienza lascerà in tutti e soprattutto nei nostri studenti una traccia significativa.
La scuola post emergenza ci vedrà sicuramente rinnovati e un po’ più competenti dal punto di vista digitale.
Anche se le autentiche modalità di interazione e di relazione, hanno e avranno sempre al centro le persone, le tecnologie , una volta scoperte e valorizzate, potrebbero essere spese anche nella scuola che verrà, ricordando, sempre, comunque, le parole di Neruda: “Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati”.

Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano. È giornalista pubblicista e Direttore artistico di AVELLINO LETTERARIA.