Cervicalgia: riconoscere i sintomi e curarla
Il termine cervicalgia indica un generico dolore al collo che si protrae per un periodo di tempo e che può variare da poche settimane fino ad anni. Si tratta di uno dei disturbi muscolo-scheletrici più diffusi, che secondo le statistiche colpisce sopratutto gli over 45 e che, nei casi peggiori, diventa ricorrente e invalidante per questo non va sottovalutato.
Tipologie e sintomi correlati
Il dolore cervicale può essere diviso in:
- cervicalgia vera
- sindrome cervico-brachiale
- sindrome cervico-cefalica
Nella cervicalgia vera il dolore interessa prevalentemente il collo e la parte alta della schiena, tra le scapole; mentre nella sindrome cervico-brachiale il dolore può irradiarsi al braccio e, qualche volta, alla mano. In caso di sindrome cervico-cefalica può comparire cefalea associata a vertigini, disturbi della vista e dell’udito.
Nel dolore cervicale o cervicalgia la presenza di formicoli e iposensibilità agli arti e alle mani possono suggerire la presenza di una anomala pressione sui nervi cervicali spesso secondaria ad artrosi cervicale con ernia discale.
Quali le cause e i fattori di rischio?
Le principali cause di dolore cervicale sono spesso secondarie ad uno scorretto stile di vita che provoca :
- stress
- tensione
- scarso o assente esercizio fisico
- posture errate, sia durante il giorno, sia durante il riposo.
Traumi occasionali come il colpo di frusta e microtraumi continuativi a livello cervicale sono spesso anche essi causa di cervicalgia.
Esistono poi fattori predisponenti, come alterazioni delle curvature fisiologiche della colonna (per esempio, la cifosi dorsale o l’iperlordosi lombare).
Infine, processi degenerativi delle ossa, come nel caso dell’osteoartrite o dell’artrite reumatoide, portano a dolore cervicale.
Diagnosi e cure associate
La diagnosi viene effettuata da un fisiatra o da un ortopedico. Nel corso della visita clinica si fa l’anamnesi del paziente, ponendo attenzione al tipo di lavoro svolto, all’origine del dolore (se traumatico o progressivo), all’irradiazione del dolore (verso braccia o mani).
- Se il dolore è episodico, si utilizzano farmaci analgesici (es. paracetamolo, ibuprofene ecc.), in seconda battuta gli antinfiammatori non steroidei (Fans) e, più raramente, infiltrazioni di anestetici locali e cortisone. I farmaci possono essere applicati sia localmente (creme, cerotti, gel), che per bocca, per un periodo limitato.
- Se la cervicalgia è frequente, è necessario intraprendere un percorso riabilitativo per migliorare la funzionalità della zona cervicale con esercizi specifici per il collo, norme educative e comportamentali per affrontare la paura del movimento associata al dolore che spesso condiziona le attività quotidiane.Un valido aiuto viene dato dai massaggi, dalla fisiochinesi e dalle terapie fisiche (TENS, ultrasuoni, laserterapia, elettroanalgesia).
Attiviamoci e preveniamo!
Gli esercizi sono semplici, si possono fare anche alla scrivania, o nel tempo libero. Ad esempio, stando seduti con la schiena ben appoggiata ad una spalliera o schienale, si piega lentamente il collo prima da un lato e poi dall’altro, senza sforzarlo e senza provare dolore, fino a dove si può. Oppure, sempre seduti o in piedi, si può muovere il collo prima all’indietro, verso la schiena, e poi in avanti, con movimenti fluidi e senza strappi. Infine, si può riprendere entrambi gli esercizi, flettendo avanti e indietro, sui lati, e poi unendo il movimento in una circonduzione completa.
“Il mento retratto” : un esercizio posturale semplice ed efficace
Questo movimento non solo aiuta a rinforzare i muscoli estensori del dorso, ma estende anche i muscoli scaleni e sub-occipitali. Questo esercizio piega in avanti le prime due vertebre (atlante ed epistrofeo) ed estende la cervicale media e bassa.
La prima volta che si esegue l’esercizio si consiglia di bloccare posteriormente la colonna vertebrale contro una parete e staccare i piedi di circa 3 centimetri dalla parete.
Una volta presa tale posizione:
- si mantiene la colonna vertebrale bloccata contro la parete e si porta indietro la testa finchè la parte posteriore della testa tocca la parete;
- si tiene la testa contro la parete per 5 secondi e poi si rilascia;
- si ripete il gesto 10 volte.
Molti pazienti riferiscono che quando il mento si sposta indietro si sente tirare lungo la colonna vertebrale tra le scapole. L’esercizio si può eseguire numerose volte durante la giornata, anche in macchina. La ripetizione di questa attività durante il giorno aiuta a sviluppare buoni atteggiamenti posturali.