Maram Foundation

Rubrica "Cronache di SPERANZA" - a cura di Nasi Rossi Clown Therapy

Torna una delle nostre rubriche più seguite. Un pezzo di mondo che sa parlare al cuore, guidando la mente verso la solidarietà e la capacità di guardare oltre con gli occhi della cultura

Abbiamo scelto di raccontarvi della Fondazione internazionale Maram, un’organizzazione fondata da attivisti americano-siriano con l’obiettivo di fornire aiuti a centinaia di migliaia di sfollati siriani. Opera dal 2011 in Siria e dintorni con la distribuzione di cibo, medicine, vestiti e kit igienici. I costanti bombardamenti hanno lasciato innumerevoli città con un disperato bisogno di aiuto. Di questa fondazione ce ne parlerà Mary Toscano referente da diversi anni…

Mary vuoi presentarti ai nostri Lettori?

Sono una donna, una mamma che ama dare voce a chi non riesce a farsi sentire. Un percorso iniziato dal mio primo incarico di Docente, occupandomi di bambini meno fortunati per l’ Associazione Nazionale Famiglie Emigranti. Da li si faceva sempre più forte il desiderio del bisogno del dono.

Quali sono stati i motivi per cui ha deciso di far parte di questa Fondazione?
Non c’è un motivo in particolare, mi hanno sempre colpito i territori dove vedendo immagini potevo scorgere gli occhi dei bambini: Sahel, Afghanistan, Libano, Yemen… raccontare il bisogno di essere aiutati, di essere visti. I bambini, gli indifesi pagano il prezzo più alto, privati dei loro diritti. Grazie alla fondazione Marano possono sorridere. Vedere i loro sorrisi mi fa dimenticare ogni difficoltà. I loro occhi sono entrati nei miei.

Essere donna ed insegnante ha influito sulla scelta di entrare in questa particolare fondazione?
Direi che ha rafforzato la mia volontà di poter dare un contributo alla causa, in modo concreto. Ho avuto ed ho la collaborazione di Istituti scolastici, Istituzioni, privati… Il condurre le nuove generazioni ad una riflessione critica sull’importanza di agire in modo concreto in ogni situazione e ad avere sempre presente il concetto di non essere indifferenti ti regala grande carica.
Sviluppare nei giovani il senso della responsabilità individuale e collettiva è una missione di responsabilità ma si ricevono in cambio tante soddisfazioni.

Ci parli più dettagliatamente di Maram…

La prima iniziativa di Maram è stata l’istituzione del primo e – con una popolazione di oltre 28.000 – il più grande campo IDP nel nord della Siria nel 2012. Fu negli “Olive Tree Camps” meglio conosciuti come “Atmeh Camps”, che il team Maram incontrò per la prima volta una coraggiosa ragazza siriana con una storia straziante e un cuore d’oro. La ragazza ha perso suo padre, a seguito di bombardamenti di massa in un piccolo villaggio di Idlib, lo stesso bombardamento che l’ha lasciata paralizzata dopo aver subito un infortunio.
La sua storia, il suo coraggio e la sua gentilezza ha preso il nome la fondazione. Fin dalla sua istituzione, la Fondazione Maram ha erogato aiuti a oltre 2 milioni di persone all’interno della Siria e nei paesi limitrofi, con la collaborazione di numerosi donatori internazionali e in piena collaborazione con le organizzazioni e le autorità locali.

Quali sono i progetti futuri di Maram?
Gli interventi di Maram mirano al recupero socioeconomico, alla coesione sociale tra popolazioni sfollate e comunità di accoglienza e al ripristino di infrastrutture e servizi.
Il progetto a sostegno della scuola Al Hikma, che si trova nel campo profughi di Atma. Dobbiamo lavorare affinché la scuola rimanga aperta e possa continuare le sue attività per i suoi bambini.
In collaborazione con le comunità globali, ha avviato un progetto per riabilitare i rifugi e gli alloggi danneggiati nella Siria nord-occidentale. Le attività di protezione Maram , cerca di alleviare gli effetti fisici, emotivi e psicologici della violenza e degli abusi , ripristinare la dignità, garantire benessere, capacità di recupero attraverso la fornitura di servizi specializzati e assistenza incentrata sulle persone. L’istruzione è un diritto umano fondamentale per tutti gli individui, in particolare i bambini e i giovani colpiti da crisi umanitarie che ostacolano l’accesso a un’istruzione di qualità.
I programmi educativi di Maram sono guidati come il percorso finale verso un futuro migliore e più luminoso per i bambini siriani, offrendo opportunità di apprendimento nello sviluppo della prima infanzia, nell’istruzione primaria, secondaria, non formale, tecnica e professionale.

Come vive le sue emozioni, sapendo che ogni giorno ci sono dei nuovi conflitti e quindi di sicuro dei nuovi orfani?

La mia sensibilità a volte prende il sopravvento al livello emozionale ma la forza mi viene data dal vedere il sorriso dei bambini. Vuol dire non girare le spalle è soprattutto dare un sogno ai bambini di poter realizzare con il dono un adulto domani. Nonostante le privazioni a cui loro malgrado sono stati coinvolti. Fondamentale è raccontare ed io non mi stancherà mai di farlo.

Che cosa pensa dell’uomo e della sua umanità?

Credo sia importante attraverso l’insegnamento e l’apprendimento di dinamiche di socializzazione inevitabilmente caratterizzate da principi di inclusione che impregnano i messaggi condivisi.
Di conseguenza non possono esservi inclusione e scambio culturale e sociale senza che ad essi provveda in modo concreto intesa come strumento chiave non solo per la crescita individuale, ma anche e soprattutto per la prevenzione del pregiudizio, dell’intolleranza, della discriminazione e per lo sviluppo di un senso di appartenenza.

Ci lascia un suo pensiero positivo?
Cerco di coinvolgere nel mio impegno di volontaria anche le mie figlie, sono molto sensibili e condividono con me questo modo di essere, dandomi un aiuto concreto per esempio, poco tempo fa hanno preparato dei disegni da far pervenire ai bambini Siriani. Dico sempre alle mie due ragazze che per creare solidarietà ci vuole amicizia, amore, gioia, aiuto, rispetto. Con un saluto, con un fiore, con un piccolo pensiero, sei solidale. Il volontario è colui che ha l’abitudine di mettersi nei panni dell’altro: regala gioia con gioia.
Il mio rapporto con il volontariato nasce quando ero poco più che una bambina e sono entrata nello scoutismo. Gli scout ti insegnano tante cose, una in particolare: che parte del tuo tempo libero lo devi “donare” agli altri e che devi lasciare il mondo un po’ migliore di come lo hai trovato. Sono da tempo amministratrice e responsabile di una pagina Facebook dedicata ai bambini, IL DIRITTO DEI BAMBINI SORRIDERE, perché sono loro il futuro del mondo.
Per questo il mio cammino è sempre rivolto verso i deboli e gli invisibili.

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Impegnata nel mondo dell'associazionismo e del volontariato, (auto)ironica al punto giusto... ama viaggiare con la fantasia ed in moto (ogni tanto dovrebbe vietarsi di non vietarsi nulla) ed è tutto il contrario di tutto!!!