Molti furono i viaggiatori illustri che tra il diciassettesimo e il diciannovesimo secolo intrapresero il Grand Tour dell’Italia, un viaggio di formazione culturale e iniziatico, un rito di passaggio dalla giovinezza al mondo adulto. Tanti furono i viaggiatori famosi come Byron, Stendhal e soprattutto Goethe. L’illustre turista francofortese dal 1786 al 1788, attraversò tutto lo stivale alla scoperta della cultura e dell’arte italiana e della preziosa ricchezza naturale del Bel Paese. Viaggio in Italia, opera cardine di Johann Wolfgang Goethe, è il resoconto dettagliato e avvincente di questo viaggio e con la sua penna felice egli riuscì a rendere tutto il fascino e la magia dell’immenso patrimonio culturale ed umano degli italiani.
Si sentì attratto soprattutto dalla grande bellezza e dal potente fascino della Città Eterna tanto che la elesse come sua patria e la considerò come il centro artistico del mondo. Il celebre poeta tedesco fu sedotto dalle innumerevoli tracce di civiltà passate, dalla presenza di opere d’arte di ogni epoca e da un numero impressionante di dipinti, affreschi e opere architettoniche dell’Urbe. “Parigi è la mia scuola, Roma la mia università perché dopo averla visitata si è conosciuta la vita, il mondo”.
Il 25 febbraio avvicinandosi a Napoli Goethe rimase attratto dalla dolcezza del clima e dalla lussureggiante ricchezza naturale del territorio campano a tal punto da avere l’impressione di trovarsi “veramente in un altro mondo”. Passeggiando per le vie e le piazze della riviera di Chiaia ammirò la posizione «aperta» di Partenope tanto da sentirsi veramente perso in quello «spazio infinito.»
Ma soprattutto fu travolto dalla gioia vitale dei napoletani. Ammirò il loro modo di vivere all’aria aperta, di trascorrere il tempo libero e di alimentare il piacere. “Napoli è un paradiso”, scrisse il 16 marzo, “Tutti vivono in una specie di ebbrezza e di oblio di se stessi. A me accade lo stesso. Non mi riconosco quasi più, mi sembra di essere un altro uomo”.
E un estasiato Goethe davanti alla suggestivo scenario dei templi asserì: “Paestum è l’ultima e starei per dire la più splendida immagine che porterò integra con me al Nord”.
Questo viaggio di formazione che il poeta aveva intrapreso “per imparare a conoscere se stesso”, lo trasformò profondamente, rendendo Viaggio in Italia un vero gioiello della letteratura mondiale.