Il primo agosto 1842 Castellammare di Stabia divenne una delle prime località italiane ad essere dotata di una linea ferroviaria che la collegava direttamente con Napoli in appena un’ora.
Perfino lo scrittore inglese Charles Dickens, autore di numerosi romanzi, tra cui Le avventure di Oliver Twist e il Circolo Pickwick, scrisse «…passiamo piacevolmente davanti Castellammare, col suo castello diroccato, oggi abitato da pastori, mentre in mezzo al mare si erge un ammasso di scogli (Rovigliano). Qui la ferrovia si arresta, ma è possibile proseguire in carrozza, in un interrotto succedersi di golfi e splendidi panorami».
La realizzazione di questa importante tratta ferroviaria diede un forte impulso economico alla città, e diversi imprenditori scelsero di ubicare le loro aziende in prossimità della stazione ferroviaria, tra cui l’industria alimentare della Cirio, le fiorenti industrie di concia dei cuoi e delle pelli
Maurizio Jammy Bonnet, le industrie tessili Catello Brancaccio materassi e l’industria metalmeccanica e aereonautica Catello Coppola.
Inoltre venne creata una linea ferrata diretta tra la stazione ferroviaria e il Regio Cantiere Navale che attraversava per tutta la sua lunghezza la Villa Comunale e che permetteva il rifornimento quotidiano di materie prime necessarie alla costruzione delle navi.
In poco tempo la stazione divenne un grosso snodo di traffico sia di merci che di passeggeri. I treni stazionavano tutta la giornata ed anche durante la notte.
A seguito del sempre crescente numero di viaggiatori soprattutto stranieri venne istituita, nel piazzale antistante la stazione, il capolinea dei tram per raggiungere Sorrento. Il futuro aveva fatto il suo ingresso a Castellammare di Stabia.
