ANNA PICARDI: UN PEZZO DI BASILICATA IN GERMANIA

CRONACHE DI SPERANZA: Rubrica a cura dell'Associazione "Nasi Rossi Clown Therapy"

Figlia di emigranti. Insegnante. Ha conosciuto l’amara esperienza della discriminazione. Da sempre ha a cuore che si conservi ben saldo il legame con le origini e le tradizioni della Basilicata. Intervista al Presidente delle Associazioni Lucane in Germania: Anna Picardi.


Che cosa l’ha spinse alla fine degli anni ’60 a lasciare l’Italia?
Mi ero appena diplomata da maestra e volli fare visita ai miei genitori che lavoravano da qualche anno in Germania, per poi ritornare in Italia e iscrivermi all’Università. Invece mi si offrì subito un posto di lavoro quale insegnante in una classe d’inserimento per alunni italiani in una scuola tedesca.
Quali sono state le difficoltà che ha dovuto affrontare?
La maggiore difficoltà è stata naturalmente quella linguistica. Non conoscevo infatti il tedesco, ma l’inglese con il quale riuscivo a districarmi abbastanza bene, ma non bastava per interagire come avrei voluto.
Ci parli delle sue prime esperienze lavorative in Germania. La classe italiana che mi venne affidata era pensata per ragazzi dai sette ai quattordici anni che arrivavano dall’Italia anche durante l’anno scolastico e non potevano essere inseriti in una classe regolare tedesca a causa della non conoscenza della lingua. Le difficoltà iniziali furono tante. Oltre alla lingua per poter interagire con i colleghi tutti tedeschi, mi mancava proprio la preparazione didattica per affrontare la situazione in classe. Più di qualche volta fui tentata di mollare tutto e scappare, ma non me la sentivo di lasciare i ragazzi. Presi il tutto come una sfida. Anche il clima rigido, l’inverno con tanta neve non furono facili da affrontare. Nella scuola mi sentivo accettata e sostenuta dai colleghi tedeschi, tutti più vecchi di me. Fuori mi sentivo però straniera e oggetto di pregiudizi come gli altri connazionali.
Nel 1984 ha conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere a Torino con una tesi in tedesco «I Gastarbeiter nella letteratura della Repubblica Federale Tedesca». Quindi da allora la sua attenzione era rivolta ai lavoratori stranieri in Germania. Com’ era allora il mondo degli emigrati a quei tempi?
Gli emigrati venivano discriminati. Per loro era facile trovare lavoro (la Germania del dopoguerra aveva bisogno di forza lavoro in ogni settore), ma le loro mansioni erano umili. Le case che gli si affittavano erano in pessime condizioni, se non addirittura baracche, e i prezzi molto alti. Si venivano a creare dei ghetti che impedivano un processo di integrazione che neanche era voluto politicamente. La parola “Gastarbeiter”(lavoratori-ospiti) la diceva lunga su come veniva considerata la loro presenza nella società tedesca. Non avendo diritto di voto, neanche a livello comunale, gli stranieri non erano oggetto di interesse di politici, se non da parte di partiti conservatori e di destra che li usavano per fare propaganda contro, fomentando razzismo e xenofobia per raccogliere voti.
Oggi è cambiato il mondo dell’emigrazione?
Intanto si può dire che siamo già alla terza generazione che ha gli strumenti per potersi integrare: lingua, istruzione, diritti politici. Dal 1996 come europei si ha diritto di voto a livello comunale e, con l’acquisizione della doppia cittadinanza, anche a livello regionale e federale. Molti discendenti di emigrati hanno raggiunto posti di prestigio e responsabilità, con grande soddisfazione dei genitori che si vedono ripagare dei loro sacrifici. La nuova emigrazione è molto variegata. Molti arrivano con un contratto di lavoro, ben qualificati e preparati professionalmente. Altri, invece, dopo un tentativo fallito di rientro in Italia, ritornano, con la ferma idea questa volta di rimanere ed integrarsi. Oggi è piú facile spostarsi liberamente nel mercato del lavoro europeo e godere dei servizi sociali accessibili a tutti.
Lei attualmente è la Presidente delle Associazioni Lucane in Germania. Può descriverci il ruolo di queste Istituzioni e prettamente il suo?
Le associazioni a carattere regionale sono nate quasi dappertutto come gruppi all’interno di associazioni italiane a carattere culturale-ricreativo, sostenute dalle Missioni cattoliche. Le associazioni regionali sono state volute e sostenute dalle regioni di provenienza, che ci tengono che si mantenga viva anche nei giovani la coscienza delle proprie radici. Quasi tutte le regioni hanno all’interno del proprio consiglio una commissione o una consulta dei corregionali all’estero, con il compito di sostenere attività, accogliere proposte, finanziare progetti. In Germania esistono sei associazioni lucane. Il mio compito quale presidente della Federazione che comprende tali associazioni è quello di fare da tramite e portavoce e di coordinare le proposte e le attività. In questa funzione sono membro della Commissione dei Lucani nel Mondo che si riunisce una volta l’anno a Potenza.
Una canzone, un dolce e un profumo che le ricordino l’Italia. La canzone che ho sempre cantato, anche prima che diventasse “patrimonio dell’umanità ” è Bella ciao, i dolci che mi riportano alla mia infanzia sono i bignè e il profumo è quello dei peperoni fritti.
Un suo ricordo della giornalista, poeta e soprattutto amica Marcella Continanza...
Dalla prima volta che ci incontrammo ad un convegno e scoprimmo di avere radici comuni, quelle lucane, incominciammo a fare progetti insieme. Lei era un vulcano di idee e riusciva ad entusiasmare e coinvolgere con la sua tenacia e perseveranza. Passavamo ore al telefono per vagliare le possibilità di preparare e finanziare la prossima rassegna di “Donne e Poesia”, o del prossimo numero di “Clic” o del “Festival della Poesia Europea”. Non mancavano le telefonate molto personali, in cui ci si riferiva di quanto fatto dall’ultima telefonata, specialmente al suo ritorno a Francoforte da Castellammare. Ho nelle orecchie ancora la sua voce e, nei primi tempi dopo la sua morte, quando squillava il telefono mi sembrava che dovesse essere lei….

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Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".