Il tempo sospeso

La prefazione al libro di Lorenzo Basile scritta da Valentina Basile

Leggere non è mai un’operazione semplice. Non prevede soltanto posare gli occhi sul foglio o sullo schermo e lasciare alla retina l’operazione di scandire le parole. Esse, infatti, non sono altro che agglomerati di lettere, le quali, unite secondo lo schema del linguaggio, le formano ma non gli danno mai vita. Una parola da sola è solo una parola. Due parole insieme già creano una direzione. Quando poi ne metti tante una dopo l’altra e gli dai un senso, è allora che si genera la vita. Quella di chi ha scritto, ha creato una storia, ha dato origine a un punto di vista, ha pensato a un messaggio, ha inoltrato un invito. Starà poi al lettore coglierlo, accettare di entrarvi in contatto e così contribuire alla vita del testo.
Si dice che un libro venga sempre scritto due volte: la prima dall’autore, l’altra dal lettore che, con il suo contributo, consente al libro di vivere centinaia, migliaia di vite diverse. Se, infatti, Umberto Eco diceva che chi legge vive tante vite, lo stesso si potrebbe dire di un testo. Attraverso gli occhi che scandiscono le frasi, le mani che sfogliano avide le pagine, la storia continua e affluisce in quella del lettore, che la interpreta a suo modo, in base alle sue esperienze e stati d’animo. E’ così che nasce un libro.
E il libro di poesie di Lorenzo Basile sicuramente non farà eccezione. Mi piace pensare di essere io la prima lettrice, una sorta di “lettrice zero”, la prima a muovere i suoi passi tra i sentieri che l’autore ci ha tracciato, scavando con forza e fatica, affinché potessimo attraversare il suo percorso con più agio, ma con il suo stesso pathos. Quello di un uomo che scava a fondo dentro se stesso ogni volta che compone una poesia. E lascia trasparire le emozioni con cui una vita vissuta inevitabilmente ci porta a confrontarci: l’amore e le sue disillusioni, le lotte e i fallimenti, la voglia di rialzarsi per cadere ancora, l’angoscia che a volte l’ha vinta, altre invece viene ingabbiata e messa all’angolo per affrontare il giorno con il sorriso e donarlo a chi ne ha più bisogno. Un libro che parla di quanto la vita sia complicata e talvolta ingiusta, ma anche di come, guardando alle cose con il giusto sguardo e affidandosi all’altro, si possa ancora trovare un po’ di pace nelle piccole gioie quotidiane. In quella “quiete accesa” di cui parlava Giuseppe Ungaretti, dove anche il silenzio può essere un atto rivoluzionario, mentre, a volte, è giusto alzare la voce e parlare per chi ha esaurito le forze e la volontà. E’ questo quello che fa Basile, ci parla e ci racconta, a volte sussurra vocaboli gentili, altre distribuisce le lettere a comporre termini languidi, fatalmente sospesi; a volte ancora le sue parole stridono come dita sulla lavagna. Perché è giusto riflettere anche su ciò che ci fa male. E guardare anche dove lo sguardo non vorrebbe mai posarsi. E’ lì che il tempo si sospende, tra il non detto e il taciuto, tra l’animosità e la pacatezza. Un tempo che vuole essere riacciuffato, perché è stanco che tutti lo temano. Il tempo passa, scorre, lascia indietro tutte le cose. Ma la scrittura lo riafferra, gli chiede gentilmente di fermarsi e lo avvinghia nella morsa dell’istantanea: quella sensazione, quel momento, quel sentimento saranno lì ora e domani e ancora e per sempre. Il tempo sospeso è il tempo dell’autore. Quello dell’incontro con se stesso. Della rivelazione profonda, dell’accettazione, della rabbia. Un tempo solo suo che però Basile ci fa dono di condividere con le sue poesie.

Per i dettagli della prima presentazione del libro, clicca qui

https://fb.me/e/7wjrX4Oa8

Condividi questo articolo...Print this page
Print
Email this to someone
email
Share on Facebook
Facebook
0Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest
0

Laureata in Storia e Critica d'arte presso l'Università degli Studi di Salerno, ha partecipato in qualità di critica d'arte a diverse esposizioni, recensendo artisti nazionali ed internazionali. Ha collaborato, inoltre, con diversi giornali locali, sia cartacei che online, pubblicando articoli di carattere socio-culturale.