DONNE NELLA STORIA: MARIA SOFIA DI BORBONE, L’ULTIMA REGINA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

Marie Sophie Amalie von Wittelsbach, Herzogin in Bayern, nota in italiano come Maria Sofia Amalia di Baviera, è stata l’ultima regina del Regno delle Due Sicilie.
L’8 gennaio 1895, a 17 anni, si sposò per procura con colui che di lì a poco sarebbe diventato re Francesco II di Borbone delle Due Sicilie. Tale matrimonio venne combinato per rafforzare i rapporti di alleanza tra la corona borbonica e quella asburgica. Ai primi di febbraio giunse a Napoli e rimase profondamente estasiata dalla bellezza della capitale: animò feste, inaugurò eventi e patrocinò iniziative sociali che le valsero sia il sincero affetto dei napoletani che iniziarono a chiamarla “A Rreggina” e che seppero far guadagnare consensi alla monarchia.
Morto Ferdinando II, padre di Francesco, il 22 maggio 1859, Maria Sofia diventò regina, a soli 18 anni, al fianco di Francesco II, ventitreenne.
Se in tanti restarono incantati dalla grazia della sovrana, altri restarono conquistati invece dal coraggio con cui affrontò gli eventi di quegli anni convulsi. Il 7 luglio scoppia la rivolta dei “Titò”, mercenari svizzeri, zoccolo duro dell’esercito neoborbonico, che manifestavano apertamente la loro opposizione al nuovo sovrano. La giovane sovrana, sentendo parlare in tedesco e comprendendo quindi i motivi della sommossa, riuscì a placare gli animi ed evitare il peggio, convincendo poi il consorte a sostituire i reparti degli insorti con dei reggimenti bavaresi di provata fedeltà.
Ma fu nei giorni difficili della Spedizione dei Mille e della caduta del Regno delle Due Sicilie che la regina mostrò tutta la sua audacia, in particolare durante il drammatico assedio di Gaeta, città in cui la coppia borbonica si era rifugiata per tentare un’ultima disperata resistenza ai militari piemontesi. Maria Sofia partecipò di persona ai combattimenti per fronteggiare l’attacco delle truppe dei Savoia, infondere coraggio ai soldati in prima fila e soccorrere i feriti.
Amedeo Tosti, uno dei maggiori biografi della regina scrisse: “Fin dal giorno del suo arrivo a Gaeta la Regina Maria Sofia aveva preso ad esplicare una grande, inconsueta attività: visita ai reparti delle caserme, sopralluoghi sui lavori di rafforzamento, predisposizioni per le cure ai feriti ed agli ammalati, contatti con la popolazione, tra la quale la giovane Sovrana non tardò a diventare popolarissima.”
Per tutta la durata dell’assedio la regina si distinse per il suo coraggio e non indietreggiò con il suo consorte di fronte al nemico, anzi lo accolse a cannonate. Il 13 febbraio 1861 il re Francesco II desideroso di porre fine alle sofferenze di tutti i suoi sudditi, decise di firmare la capitolazione del Regno delle Due Sicilie e dare inizio all’esilio. Insieme alla moglie Maria Sofia, si trasferirono a Roma poi a Parigi e successivamente in Bavaria dove vissero da privati cittadini.
Soprannominata l’Aquila Bavarese, Maria Sofia di Borbone fu l’ultima regina del Regno Delle Due Sicilie.
Dal maggio 1984 le sue spoglie, insieme a quelle del re Francesco II e della sua adorata figlioletta, riposano in una cripta della basilica di Santa Chiara a Napoli.
Energica, carismatica, bella come la sorella Sissi, l’Imperatrice d’Austria, Maria Sofia è una figura femminile che merita di avere uno spazio più rilevante nei libri di storia e divenire un simbolo di coraggio per tutte le donne.

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Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".