Tra Roma e Berlino: “Bona Fide” di Viva Lion è un viaggio musicale imperdibile

Musica / Recensioni


Non chiamatelo indie. Anche perché, Daniele Cardinale – in arte Viva Lion – non è il solito cantautore indie italiano. Il suo sound lo dimostra: più vicino alle sonorità alternative rock anglofone, che a quelle tipiche della nostra penisola. E quest’influenza la si percepisce sin dalle prime note di Boomerang, il primo singolo estratto dal nuovo album Bona Fide, che esce a 5 anni di distanza da Mi Casa Es Tu Casa (INRI, Metatron, Cosecomuni).
Un album che lega due capitali, Roma e Berlino, dove è stato registrato e mixato grazie all’aiuto di tre diversi produttori: Federico Nardelli, Giampaolo Speziale e Federico Coderoni, che ha curato anche la regia del videoclip (girato di notte, a Berlino, con un iPhone 11).


«Bona Fide è latino. Nel linguaggio legale, indica appunto un’azione compiuta in buona fede. Lo usano gli anglofoni e lo traducono con “genuine” or “real”. Così credo che siano le canzoni di questo disco: in buona fede», ha dichiarato Viva Lion, che a proposito delle canzoni del suo nuovo lavoro ha aggiunto: «Nello scriverle e registrarle, nell’arco di 4 anni, mi rendevo conto che il mondo, anche discografico, stava cambiando velocemente. E così anche le mie influenze e “il disco che volevo fare”. Ma le canzoni hanno avuto ognuna una vita propria da subito. L’unica vera influenza esterna è stata quella dei tre produttori che ci hanno lavorato, tre amici che stimo tanto, con sensibilità artistiche forti e diverse, a cui ho lasciato esprimere il proprio punto di vista. Se i lavori precedenti erano americani, questo forse è un disco più europeo. Nel sound c’è l’amicizia, nei testi invece ci sono l’introspezione, la perdita e l’amore».


Bona Fide è un disco dai confini sottili e da un’identità riconoscibile, nel quale troviamo ballate acustiche, chitarre elettriche, strumenti vintage, synth digitali ed effetti analogici. Ma si percepisce anche tutta l’esperienza di un cantautore che ha alle spalle più di 200 live in giro per il mondo, tra Stati Uniti, Messico, Italia e Spagna, insieme a concerti di apertura a band come Stereophonics e The Fratellis.
Ascoltare le tracce di Bona Fide significa fare un’esperienza di viaggio mentale e musicale, che risente del contatto di sonorità e atmosfere diverse, rispetto a quelle a cui un ascoltatore italiano è normalmente abituato. Kodaline, Seafret, Xavier Rudd sono le influenze più o meno dirette di Bona Fide, un lavoro che spinge il pedale oltre queste suggestioni musicali e che acquista un sapore più “italiano” in Deal (l’unica traccia in collaborazione con il rapper e batterista romano Chef Ragoo), nella quale rap italiano e indie americano si mescolano su una struttura hip hop con strumenti rock.
La Flipper Music, società internazionale di music publishing, ha riconosciuto nel disco un sound cinematografico e ne ha acquistato i diritti: non è improbabile, quindi, che Bona Fide possa diventare presto la soundtrack di un’opera cinematografica. E noi, ce lo auguriamo!

Condividi questo articolo...Print this page
Print
Email this to someone
email
Share on Facebook
Facebook
0Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Pin on Pinterest
Pinterest
0

Laureata in Giornalismo e Cultura editoriale all' Università di Parma nel 2018. Ha collaborato con italianradio.eu come articolista e conduttrice radiofonica di Radio Pizza Olanda, il canale di informazione per gli italiani residenti nei Paesi Bassi. Dopo una breve esperienza formativa negli studi di Radio ART si è trasferita in Svizzera e attualmente vive a Montreux. Appassionata di musica, moda, cinema e tecnologia.