La comodità

L’incipitUn buio incompleto avvolge le camere d’ospedale, un buio minato da luci di sicurezza, tende che lasciano filtrare
bagliori dall’esterno, lucine che segnalano la presenza di macchinari in funzione e altre luci di servizio. Il continuo masticare della pompa attaccata al mio braccio, come quella di Tonino, scandisce le notti insonni del reparto di Ematologia.

La comodità è l’avvincente libro di Mario Biglietto, scrittore di Pomigliano D’Arco (NA), un uomo intelligente e testardo, dalla penna coinvolgente e profonda.

Il libro è uno pseudo-diario in cui, tra una notte insonne e un cocktail di pillole, si intravedono scorci di un peregrinare per l’Italia, inseguendo una cura. Mario affronta nella vita reale una terribile malattia e per guarire anche nell’anima sceglie il potere terapeutico della scrittura. Un reportage accurato, intriso di sudore cortisonico e musica malinconica; un racconto dettato dai tempi della malattia, spesso estenuanti, e dai tratti spesso ruvidi; tuttavia in esso traspare tutto l’amore di un uomo che si sente ancora figlio, ma che non vuole smettere d’esser padre. Un libro che fa riflettere, piangere e gioire. Commuoversi e sperare per avere e dare forza a chiunque si trova davanti alla battaglia più importante della propria vita e non è intenzionato a perdere, per se stesso e per i propri cari.

Mario Biglietto: …ho imparato a non preoccuparmi e amare la malattia. Sì, ci sono caduto anche io, ho sentito una esigenza profonda di scrivere ‘La Comodità’, era un momento cruciale della mia vita. So che abbiamo tutti, una volta o l’altra, sentito il bisogno di scrivere qualcosa, sedotti dalla profondità dei sentimenti che sperimentavamo, è capitato spesso anche a me però, come ci diceva Moretti in “Ecce bombo” (citato anche nel libro), “quello che scrivo la notte, la mattina già non mi piace più”, a me, finora, ha sempre fatto schifo quello che scrivevo. Non questa volta, mi è piaciuto, mi ha fatto bene, è diventata una necessità indifferibile, proprio come respirare. Il libro mi ha pressato dal fondo del suo cassetto perché voleva arrivare alla luce. Ho conosciuto un editore minore, Stefano Bianchi di CROWDBOOKS, un editore di nicchia, coraggioso, che lo ha pubblicato (addirittura integralmente nonostante la lunghezza)…

Il libro vanta anche un originale e ben scritta postfazione di Salvatore Toscano: “…chi scrive può insegnarci le parole per dire cose che prima non sapevamo dire, per pensare cose che prima non potevamo nemmeno ipotizzare, per immaginare l’inimmaginabile, per attraversare ciò che nessuno mai vorrebbe o saprebbe attraversare… Nel libro La comodità si ride e si piange, si vivono esperienze che non augureremmo nemmeno al nostro peggior nemico, e altre che gli possiamo solo invidiare per l’intensità e la semplice bellezza che le caratterizzano, c’è dentro tutto l’amore e l’odio per una vita sgangherata che non prende mai la direzione che vorremmo, che non si lascia mai domare… soprattutto non c’è solo la leucemia, non ci sono solo gli ospedali e il calvario di un malato vicinissimo a essere terminale: Mario fa immersioni subacquee, è un fotografo professionista dotato di grande sensibilità, è un viaggiatore, un padre innamorato perso del figlio piccolo, un amante della buona cucina che ascolta ottima musica, è circondato da tantissimi amici e familiari che hanno vite da romanzo, ha uno sguardo tutto suo, appassionato e ben documentato, su politica ed economia, da buon precario del sud si è trovato a fare una miriade di lavori assurdi che costituiscono un potentissimo generatore di aneddoti bizzarri…”

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