IL GRANDE RITORNO DI SOPHIA LOREN SU NETFLIX

Diretta da suo figlio in un film ispirato ad un romanzo del 1975

Una storia di profonda amicizia, a tratti cruda e molto commovente. Sono questi gli ingredienti principali del nuovissimo film targato Netflix ed interpretato magistralmente, all’età di 86 anni, da Sophia Loren ed intitolato ‘La vita davanti a sé’. La grande attrice partenopea ha deciso di tornare, per l’occasione, davanti alla macchina da presa dove ha trovato un regista molto particolare: Edoardo Ponti, suo figlio.
L’opera cinematografica è in realtà un remake dell’omonimo film del 1977 che, a sua volta, è stato ispirato dall’omonimo romanzo scritto dallo scrittore francese di origine russa Romain Gary del 1975. La versione del 2020, rilasciata sulla piattaforma Netflix una decina di giorni fa, è fedele alla trama originale: un’anziana prostituta, sopravvissuta all’Olocausto, si prende cura di bambini delle sue colleghe che non possono tenere.
Durante l’ultimo periodo della sua vita Madame Rosà, questo il nome della protagonista, si ritrova a badare, su richiesta del suo amico dottore, su un ragazzino difficile di nome Momo. La sceneggiatura, realizzata proprio dal figlio della grande attrice insieme a Ugo Chiti, ambienta la vicenda nella complicata periferia della città di Bari.
Il rapporto di amicizia che ne nasce è tra due caratteri forti che si scontrano fin dall’inizio del film, per poi incontrarsi ed unirsi, quasi come madre e figlio. La Loren offre una grandissima prova. Commuove solo come le grandi attrici sanno fare, anche quando sono lontane dallo schermo da molto tempo. Accanto a lei c’è un altro volto conosciuto per tutti i fans della serie tv targata Rai ‘La squadra’, stiamo parlando dell’attore Renato Carpentieri.
Il ruolo di ‘Momo’ è stato affidato al giovanissimo interprete senegalese Ibrahima Gueye. Il dodicenne riesce anche lui ad offrire un’ottima prestazione, contraddistinta da una forte personalità davanti alla telecamera. La trama, però, non è solamente sorretta dalle capacità interpretative, ma anche grazie ad una sceneggiatura copione che solo a tratti sembra rallentare rischiando di distogliere l’attenzione dello spettatore. L’ora è mezza, per la tematica trattata con umiltà e con un pizzico di spensieratezza e malinconia, è la scelta giusta.
Non stanca e si segue fino all’epilogo che non sveliamo. ‘La davanti a sé’ è uno di quei piccoli film dai grandi contenuti sociali che vale la pena vedere. Non solo per la presenza di Sophia Loren, ma soprattutto per scoprire una storia narrata con semplicità e senza condizionamenti ideologici di sorta. Un film, con la speranza di non esagerare, che potrebbe quasi essere compreso in un genere cinematografico, italiano, scomparso da decenni: il neorealismo.
Un film che purtroppo non rappresenterà l’Italia alla prossima edizione degli Oscar del 2021. Al suo posto la Commissione di selezione per il film italiano da designare agli Oscar, istituita dall’Anica lo scorso luglio, ha puntato tutto su ‘Notturno’ di Francesco Rosi. Senza nulla togliere al grande regista, ma sicuramente se fosse stato scelto ‘La vita davanti a sé’ sarebbe stata una grossa occasione, per la Loren, di concorrere alla statuetta come protagonista femminile.
Poteva essere, forse, il terzo Oscar della sua irripetibile carriera dopo il primo del 1962, per il suo storico ruolo ne ‘La Ciociara’ ed onorario ottenuto trenta anni più tardi, nel 1991. Nel 1965, invece, ebbe solamente la candidatura per ‘Matrimonio all’italiana’.

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Laureato in Giurisprudenza nel 2012. Da sempre appassionato di cinema e serie tv. Frequenta il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di cinema ‘Immagina’ a Firenze, diretto dal giornalista Giovanni Bogani. Di recente ha pubblicato con la casa Editrice Print Art il suo primo romanzo ‘La Notte di Mustang’.