NON SOLO SAX

La musica è capace di creare emozioni e quella del saxofono arriva diritta al cuore. E questo lo sa bene Gaemaria Palumbo. Saxofonista di pregio ma non solo. Musicista eclettico ama destreggiarsi con tutti gli strumenti a fiato senza però dimenticare le corde. Raffinato compositore e, proprio in tale veste, ha partecipato alla realizzazione del video di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022, prodotto da Film Commission Regione Campania con la regia di Simona Cocozza e di Samantha Cito.


Chi è Gaemaria Palumbo?
Sono un saxofonista diplomato in Saxofono Classico e Musica Jazz al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. In realtà nasco teatrante, sin da ragazzo ho frequentato corsi e lavorato con compagnie minori, fino all’incontro con questo meraviglioso strumento e la decisione di dedicare la mia vita alla musica. Ho fatto parte di orchestre quali la Big Band del San Pietro a Majella e Jam Orchestra, con le quali ho lavorato tra gli altri con Bruno Tommaso e Roberto De Simone. Nel 2010 è uscito il mio disco “Note di Viaggio” e tre anni fa ho iniziato a collaborare con l’Orchestra di Piazza Vittorio, con la quale ho suonato al Ravenna Festival, al Vimercate Festival e alla Festa della Musica di Matera Capitale della Cultura 2019.

Che cos’è per lei la musica?
La musica è la mia “bolla”, il rifugio dove riesco ad essere veramente me stesso. Lo considero il mio habitat naturale, che va oltre la semplice professione per diventare passione pura, studio e continua ricerca.

Chi sono i suoi riferimenti musicali?
Come tutti, agli inizi sono stato affascinato dal suono di James Senese, riferimento per chiunque si approcciasse al saxofono in quegli anni. In seguito, l’interesse per la musica strumentale mi ha portato ad innamorarmi di saxofonisti come Gato Barbieri e Jan Garbarek, musicisti tanto diversi tra loro, ma il cui suono sapeva essere assolutamente unico, personale, riconoscibile, ciò a cui ho aspirato sempre anch’io, avere un suono che fosse “mio”. Ho inoltre una grande passione per la canzone d’autore, i Beatles e, va da sé, i grandi compositori della musica da film.

Non solo sax. Quali sono gli strumenti che ama di più suonare?
A parte l’intera famiglia dei saxofoni (soprano, alto, tenore, baritono) che amo tutti, anche se il soprano è diventato la mia “voce” per una serie di circostanze professionali, ho una grande passione per gli strumenti etnici, che colleziono: flauti di varie nazionalità, ciaramella, chalumeau, didjeridoo, ukulele, bouzuki.

Quando ha capito che il suo ruolo nella società sarebbe stato quello di esprimersi attraverso le note?
Non prestissimo, ho iniziato il Conservatorio da adulto grazie al mio maestro, Antonio Balsamo, che iniziò una battaglia per far aprire la classe di saxofono al San Pietro a Majella. Da allora, quel luogo mi affascinò a tal punto che ci rimasi per 13 anni e decisi di voler fare della musica la mia vita.

Ci porti con lei alla serata di premiazione della seconda edizione del Premio Leonelli 2017 tenutosi a Sorrento che intende rendere omaggio a personalità che hanno promosso l’inconfondibile identità territoriale della Penisola Sorrentina.
Avevo avuto contatti professionali con il caro Ciro Ruggiero, personalità di spicco nell’ambito della promozione della cultura in penisola sorrentina che mi chiese di aprire la prima edizione del Premio dedicato a Paolo Leonelli con un intervento musicale. Questo mio intervento gli dovette piacere talmente che decise di indicare me come vincitore per la sezione musica nell’edizione successiva. Erano anni che operavo attivamente su quel territorio, che considero la mia seconda “casa”, avendo iniziato gli studi all’Istituto Statale d’Arte di Sorrento, e quindi il premio fu un grande onore per me e l’ho vissuto come riconoscimento alla mia attività sul territorio.


Nel toccante docufilm “Costellazione Bertolucci” (2020), dedicato al grande regista italiano, lei ha composto la musica. Ci parli di questa bella esperienza.
Avevo conosciuto il regista Sandro Dionisio grazie a Maria Pia De Vito, amica comune, e già in passato mi aveva chiesto di collaborare con lui per “Il Coro Negato”, uno spettacolo commemorativo sulla figura di Antonio Neiwiller andato in scena al De Poche e nella Sala Assoli del Teatro Nuovo e per “Semenzella”, rappresentato per la prima volta al Nuovo Teatro Sanità.
In seguito Sandro mi ha chiesto musiche per il documentario sulla figura di Bernardo Bertolucci, costruito intorno a una delle più recenti interviste del maestro e alle testimonianze di Mario Martone e Roberto Perpignani. I brani scelti dal regista sono dei brani molto minimali, in cui il mio sax soprano commenta, con molta discrezione, alcuni passaggi del documentario.

Come è nata la sua collaborazione al promo per “Procida Capitale Italiana della Cultura 2022”?
Sono stato contattato da Roma da Simona Cocozza, regista e le inviai alcuni miei pezzi tra cui i due poi scelti per il progetto, “Ukulele Song” e “Nove Lune”. Il brano di apertura, “Nove Lune”, serviva ad introdurre le immagini dell’isola d’inverno, in un tempo “fermo”, a tratti dilatato, sinonimo di questo momento difficile, per poi sfociare nella vivacità di “Ukulele Song”, che accompagna la commistione dei volti locali integrati con quelli delle altre culture che l’isola accoglie. Per questo l’intro della sola arpa, cui si aggiungono progressivamente il quartetto d’archi e i due fiati che accompagnano il mio sax soprano sul tema. “Ukulele Song” è subito sembrato alla produzione particolarmente adatto all’idea di multiculturalità che il corto intendeva veicolare, essendo un brano suonato, oltre che col sax, con uno strumento hawaiano, un bouzuki greco, il cajon di origini peruviane, insomma all’insegna del polistrumentismo multietnico che da sempre accompagna le mie produzioni.

Qual è stato l’ostacolo più grande che ha dovuto affrontare nella sua carriera musicale?
Sicuramente le distanze, mi ha penalizzato molto restare a vivere in provincia, in una città che ormai da tempo ha perso l’attenzione nei riguardi della crescita culturale della propria comunità, ben lontana dal luogo che ha dato i natali a personalità immense della musica e del teatro. Ho dovuto quindi spostarmi di continuo, sia con il corpo che con la mente, per cercare nuovi stimoli e collaborazioni.

Che cosa bolle in pentola? Ci parli dei suoi progetti.
Purtroppo questo periodo di chiusura non aiuta noi artisti. Cerco di mantenere alta la mia voglia di produrre e sto lavorando, in home studio, all’ottimizzazione di lavori già iniziati e che spero, passato questo brutto momento, di poter fissare su disco e realizzare dal vivo con musicisti, colleghi.

Foto tratte dal web e dalla Fanpage di Facebook

Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".