La scorsa settimana avevamo terminato l’articolo con la convinzione che la seconda puntata ci avrebbe immerso, ancor di più, nel mondo ideato da Maurizio De Giovanni. Non ci siamo sbagliati. La conferma è arrivata fin dalle prime scene de ‘La Condanna del sangue’, secondo episodio della serie de ‘Il Commissario Ricciardi’; tratto dal secondo romanzo della serie letteraria. Conosciuto con il sottotitolo: ‘La primavera del Commissario Ricciardi’.
Il tema della puntata non ha tradito quello del romanzo: la primavera che porta speranza e anche qualche novità. Il regista Alessandro D’Alatri, con il suo cast e la troupe, si è dato un gran daffare per ricostruire la Napoli di novanta anni fa. Non solo in ambito scenografico, non solo in merito ai costumi, ma anche nelle tradizioni e nei modi di dire e di pensare.
Missione, fino a questo momento, completata con successo. In fondo mancano ancora altri quattro episodi alla fine di questa, attesissima, prima stagione e si sa, che, emanare giudizi con una certa fretta, alcune volte, si rischia poi di venir disattesi. Non è questo il caso.
La seconda puntata, di fatto, è stata migliore della prima. Con attori sempre più calati nella parte, sempre più spontanei. Anche lo stesso Lino Guanciale è apparso ancor di più calato nei panni del poliziotto che vede le anime di coloro che sono morti ammazzati. Non è semplice, comunque, il ruolo che gli è stato attribuito. Non è facile riportare la freddezza che Maurizio De Giovanni gli imposto nei romanzi.
Elemento non di poco conto, il quale viene riscontrato in diversi modi da parte di tutti coloro che hanno avuto il piacere di leggere i romanzi. Ognuno di noi ha immaginato un Ricciardi diverso. Ciò non toglie, però, che Lino Guanciale, rispetto alla puntata di esordio, sia stato più naturale nei gesti e nell’espressione del viso.
Tale conferma è supportata, anche e soprattutto, dai dati auditel. Se ‘Il senso del dolore’ ha ottenuto 5.951.000 milioni di telespettatori, l’episodio di ieri sera è rimasto sempre sulla scia dei quasi sei milioni ad episodio: 5.700.000 per l’esattezza. Un successo dovuto alla perfetta rappresentazione dei romanzi di De Giovanni. Nessuna licenza poetica da parte del regista, solo la trasposizione fedele della trama.
Qualche impercettibile variazione era già stata accennata in precedenza, relativa al momento in cui Ricciardi e Maione si era incontrati la prima volta e nel modo più drammatico possibile. Particolare che è stato reso noto proprio durante questo secondo episodio. Non si può concludere, per il momento, senza segnalare l’ottima prova della giovane attrice nel ruolo della ragazza testimone dell’omicidio, in attesa del terzo episodio che andrà in onda lunedì prossimo.
Fotografia di Anna Camerlingo, fotografa di scena delle più grandi produzioni degli ultimi anni