IL COMMISSARIO RICCIARDI ‘ARRESTA’ LA CONCORRENZA DEL LUNEDI’ SERA

5.521.000 milioni di telespettatori. Un lieve calo che non scalfisce il successo di questa prima stagione de ‘Il Commissario Ricciardi’.

Il posto di ognuno’, il titolo del terzo episodio della serie tv e dell’omonimo del romanzo scritto da Maurizio De Giovanni, ha garantito la superiorità in termini di ascolti nei confronti della concorrenza.
Forse mai una trasposizione, sul piccolo schermo, è stata così fedele alle opere su carte. Certo qualche leggera variazione c’è, ed è normale che ci sia. Ma si tratta di dettagli. ‘Il commissario Ricciardi’ conquista per la sua semplicità, per la bravura degli attori, per la capacità di far trascorrere serate diverse davanti alla televisione. Con storie di altri tempi e quasi lontano dall’idea del concetto di eroe nostrano.
In fondo, un poliziotto con il dono di vedere coloro che non ci sono più non appartiene propriamente alla nostra cultura. Eppure, attira e cattura l’attenzione dalla prima all’ultima scena. La puntata di ieri sera, conosciuta anche con il sottotitolo del romanzo ‘L’estate del commissario Ricciardi’, dopo un avvio lento, ha convinto per i dialoghi. Sono piaciuti, poi, i botta e risposta tra il Brigadiere Maione e Bambinella. Filo conduttore della puntata: la gelosia.
Ogni scelta di De Giovanni non è casuale. Ma è ben ponderata e congeniale alla trama stessa. Al suo sviluppo ed al suo finale. Il tutto sembra raccontare una doppia morale: quella intrinseca alla trama, cioè quella che lo stesso lettore o spettatore trae dopo la lettura o la visione, e quella estrinseca, cioè quella che l’autore stesso ha voglia realmente di dire e di affermare.
Le tre puntate di Ricciardi, come le prossime e tutti i romanzi della serie, hanno, forse, un’unica vera grande tematica: la solitudine. Quella di Luigi Alfredo, di Enrica, di Livia; ma anche quella del Brigadiere Maione. Una solitudine nascosta attraverso le angosce e le piccole paure di tutti i giorni.
Una solitudine ben raccontata anche grazie all’interpretazione degli attori. Lino Guanciale è ormai padrone del personaggio. Puntata dopo puntata, è riuscito ad essere credibile in un ruolo non facile. Se Serena Iansiti aveva già riscosso successo fin dalla prima puntata, anche Maria Vera Ratti mostra notevole spontaneità nel far vivere il personaggio. Bravo è anche l’attore Mario Pirrello, nei panni di Angelo Garzo.
Un successo, dunque, fatto da più elementi. Noi, intanto, aspettiamo già la prossima puntata.

Le fotografie sono state scattate da Anna Camerlingo, fotografa di scena delle più grandi produzioni degli ultimi anni

Laureato in Giurisprudenza nel 2012. Da sempre appassionato di cinema e serie tv. Frequenta il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di cinema ‘Immagina’ a Firenze, diretto dal giornalista Giovanni Bogani. Di recente ha pubblicato con la casa Editrice Print Art il suo primo romanzo ‘La Notte di Mustang’.